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La Russia contro l’uso illecito delle criptovalute

Negli ultimi giorni vi abbiamo raccontato di come la Russia abbia vietato migliaia di anime, con la scusa di salvaguardare la salute e lo sviluppo mentale dei bambini, e di come alcune banche commerciali attive nel paese abbiano lasciato trapelare l’ipotesi di uno sviluppo del rublo digitale. Ora pare che il governo russo si stia adoperando per perseguire con maggiore efficacia chi fa un uso criminoso delle criptovalute. Di cosa si tratta?

La TASS, un’agenzia di stampa russa, ha riportato in un articolo le parole del procutarore generale della Federazione Russa Igor Krasnov. Il procuratore, intervenuto durante la conferenza dei capi dei pubblici ministeri degli stati europei, ha dichiarato che la Russia sta alacremente lavorando a una serie di emendamenti all’attuale legislazione sulla confisca dei beni digitali. Lo scopo è impedire che questi diventino sempre più una fonte di reddito per la criminalità.

Il procuratore Igor Krasnov, fonte: http://en.kremlin.ru/

Quindi la Russia sta studiando delle modifiche alle proprie leggi per rendere più semplice la confisca delle criptovalute utilizzate dai criminali e/o per scopi illeciti, similmente a quanto già fatto dalla Turchia. Il procuratore Krasnov è stato chiaro in merito, sottolineando che “L’uso criminale delle criptovalute è una sfida seria nel nostro paese”. Inoltre Krasnov ha sottolineato come la legge federale sui beni digitali, introdotta nel luglio del 2020, sia stata un passo significativo nel superare questo problema.

Ma, ha concluso, il procuratore ritiene necessari ulteriori modifiche alla legge e alle procedure penali per applicare misure maggiormente restrittive. Ciò, a suo dire, per impedire che le criptovalute siano utilizzati per la corruzione, la concussione e/o come strumento per riciclare denaro sporco.

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