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Spazio e Scienze

L’azienda spaziale italiana D-Orbit si aggiudica un contratto ESA da 2,6 milioni di euro

D-Orbit sta lavorando a un distributore di CubeSat in orbita, che permetterà di lanciare insieme più mini satelliti di dimensioni differenti, e di liberarli nello Spazio in maniera indipendente e su orbite diverse.

L’Agenzia spaziale europea (ESA) ha assegnato a D-Orbit un contratto GSTP (General Support Technology Program) per lo “sviluppo di un distributore di CubeSat in orbita”. Per chi non lo ricordasse, D-Orbit è l’azienda italiana che ideò un sistema di deorbitaggio dei satelliti. Un progetto importante perché, montando il dispositivo sui satelliti prima di spedirli nello Spazio, consente di “togliere di mezzo” i satelliti non più in uso, parcheggiandoli in un’area denominata “cimitero” oppure bruciandoli al contatto con l’atmosfera. In entrambi i casi si evita di incrementare il problema dei detriti spaziali, con tutti i benefici che ne conseguono.

GSTP è un programma dell’ESA ideato per consentire alle industrie spaziale europee di sviluppare tecnologie all’avanguardia. Nell’ambito del GSTP, i partner dell’ESA – fra cui l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) – assegnano finanziamenti a progetti ingegneristici promettenti, di modo che possano evolvere in prodotti maturi.

Il contratto in questione ha un valore di 2,6 milioni di euro, da investire nello studio, nella progettazione, nella produzione e nella qualifica di un veicolo capace di trasportare un gruppo di CubeSat in orbita, quindi lanciarli nello Spazio in modo indipendente, anche in orbite differenti. La prima fase del contratto, che è iniziata il primo gennaio 2019, avrà una durata di cinque mesi e porterà alla finalizzazione del progetto. La seconda fase, che durerà 11 mesi, si concluderà con la consegna del veicolo spaziale qualificato. Il lancio è previsto per la seconda metà del 2020.

Il veicolo dovrà essere equipaggiato con distributori modulari e configurabili, in grado di ospitare diverse combinazioni di CubeSat di differenti dimensioni. Ogni CubeSat sarà connesso al veicolo fino al suo rilascio nello Spazio. Dal veicolo riceverà sia energia sia dati, di modo che agli operatori da terra possano eseguire il checkout dei loro CubeSat nelle fasi di pre-lancio. Una soluzione che costituisce una semplificazione per gli operatori CubeSat, e che dovrebbe garantire da una parte il rilascio preciso nell’orbita desiderata, dall’altra forti risparmi sui costi di lancio.

D-Orbit sta già lavorando al progetto con l’implementazione di ION CubeSat Carrier, un dispenser di CubeSat il cui primo lancio è previsto per la metà del 2019.

L’esplorazione dello Spazio è un’epopea avvincente, che ha portato l’uomo a spedire sonde verso Venere, Giove, Saturno e altri interessanti oggetti cosmici del Sistema Solare. Per non perdervi nessun dettaglio leggete l’ottimo libro di Giovanni Bignami L’esplorazione dello spazio