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Sicurezza

L’Eurozona pensa a una criptovaluta pubblica per contrastare Facebook Libra

I 19 Paesi europei che compongono l'Eurozona stanno pensando a una criptovaluta pubblica e a un set di regole comuni per contrastare l'eventuale arrivo di Facebook Libra e regolare le altre monete digitali.

Stando a quanto riportato oggi dall’agenzia stampa Reuters, i governi dell’Eurozona e le banche centrali dei Paesi membri starebbero lavorando a un piano a lungo termine per lanciare una moneta digitale pubblica, nella speranza di ostacolare la diffusione della criptovaluta annunciata da Facebook, Libra, vista come un rischio per la stabilità finanziaria.

I 19 Paesi membri avrebbero inoltre intenzione di adottare un rigoroso approccio normativo nel caso in cui Libra chiedesse l’autorizzazione per operare in Europa e starebbero valutando anche l’adozione di un insieme comune di regole per le valute virtuali, attualmente in gran parte non regolamentate.

Libra è stata “un campanello d’allarme”, ha affermato in conferenza stampa il membro del consiglio della Banca centrale europea (BCE), Benoit Coeure, dopo una riunione dei ministri delle finanze della zona euro. L’unione monetaria ha infatti lavorato negli ultimi anni su diversi piani per rendere i pagamenti digitali più economici e veloci, ma nessuno di essi è stato ancora correttamente implementato. L’annuncio dello scorso giugno da parte di Facebook di una criptovaluta in grado di facilitare i pagamenti da parte di centinaia di milioni di utenti in Europa ha dunque messo in agitazione i burocrati di Bruxelles, che sta valutando di rilanciare il piano TIPS per i pagamenti in tempo reale nell’area dell’euro.

Un progetto in verità accolto tiepidamente dagli istituti bancari, come del resto lo sono le stesse criptovalute. Il problema infatti è che questo genere di soluzioni potrebbe consentire ai consumatori di utilizzare il contante elettronico, depositato direttamente presso la BCE, senza necessità di conti bancari, intermediari finanziari o controparti di compensazione, tutti attori attualmente necessari che sarebbero però tagliati fuori se la BCE assumesse le loro funzioni, riducendo i costi delle transazioni. Cosa che accadrebbe anche se si affermasse Libra.

In oggi caso ci vorrà del tempo: i lavori per il progetto della BCE potrebbero infatti durare mesi o addirittura anni, come confermato dallo stesso Coeure, senza contare la fattibilità tecnica e, ovviamente la quasi certa opposizione delle banche. Nel frattempo comunque le autorità dell’Unione europea hanno inviato un messaggio assai chiaro a Facebook: Libra non è la benvenuta in Europa.