Sicurezza

L’iPhone è una minaccia alla sicurezza nazionale cinese

I media nazionali cinesi hanno affermato che l'iPhone è una minaccia alla sicurezza nazionale, costringendo Apple a rilasciare a sua volta una dichiarazione ufficiale nel tentativo di gettare acqua sul fuoco. La pietra dello scandalo sono i servizi di localizzazione introdotti con iOS 7.

La funzione pericolosa è quella che raccoglie e registra i luoghi più visitati. Attivata per default, crea una lista consultabile dal telefono con cui si può risalire all'indirizzo di casa del proprietario, a quello del lavoro e ai luoghi frequentati di recente o più spesso. Volendo è anche possibile integrarle nell'applicazione Mappe di Apple.

Questa funzione metterebbe Apple nella posizione di tracciare la posizione dei propri utenti, ma soprattutto mette a rischio di spionaggio chi ha un ruolo governativo e usa un iPhone – nel caso che il telefono sia smarrito o rubato.

Apple ha risposto ufficialmente per spiegare che i dati restano sul telefono, che vengono inviati ad Apple solo con il consenso del proprietario – in quel caso servono per migliorare i servizi personalizzati come le previsioni sul traffico.

L'azienda spiega anche di aver costruito un database completamente anonimo di ripetitori GSM e hotspot Wi-Fi per migliorare i servizi di posizionamento, sempre ponendo la massima attenzione alla privacy degli utenti. I dati della funzione "posizioni frequenti" inoltre non lasciamo mai il telefono, ed è possibile disabilitare tutto da Impostazioni/Privacy/Localizzazione/Servizi di Sistema.

Le dichiarazioni di rito aiuteranno un pochino Apple a arginare il danno d'immagine subito, anche se in generale sembra che in Cina sia in atto una vera e propria campagna di boicottaggio nei confronti dei prodotti tecnologici statunitensi. Anche Microsoft di recente ha subito un trattamento simile, infatti, e probabilmente vedremo tentativi simili. Che cosa faranno i colossi occidentali per garantirsi una solida presenza nel più grande mercato asiatico?