Spazio e Scienze

Non limitiamoci all’ossigeno

Pagina 7: Non limitiamoci all’ossigeno

Abbiamo capito che gli esopianeti abbondano, ma su qualcuno c'è vita? In molti cominciano a pensare agli strumenti avanzati che si potrebbero usare da qui a pochi anni per individuare eventuali forme di vita sui pianeti extrasolari.

Come hanno fatto notare quest'anno Sara Seager e William Bain del MIT la vita aliena potrebbe essere molto diversa da quella sulla Terra, anche in un mondo roccioso molto simile al nostro. Di conseguenza non dovremmo limitarci a cercare l'ossigeno, ma dovremmo piuttosto adottare un approccio di larghe vedute che parta dall'identificazione di "tutti i gas sostenibili, attraverso analisi sistematiche e approfondite sia dal punto di vista delle molecole sia degli ambienti planetari in cui le molecole di gas si accumulerebbero".

Artist's concept of the exoplanet Kepler 186f, which orbits in the habitable zone of a red dwarf star

Un'idea senza dubbio impegnativa, che tuttavia secondo i ricercatori sarà più abbordabile a seguito del lancio dell'Exoplanet Survey Satellite (TESS) della NASA nel 2017 e del James Webb Space Telescope (JWST) nel 2018. TESS dovrebbe trovare un certo numero di pianeti rocciosi di cui si potranno indagare le atmosfere mediante il JWST.

È atteso poi l'avvio di telescopi terrestri quali il Giant Magellan Telescope, il Thirty Meter Telescope e lo European Extremely Large Telescope – rispettivamente da 24 metri, 30 metri e 39 metri di larghezza, che saranno attivati a metà degli anni 2020.

Seager e molti altri esperti sostengono tuttavia che per una ricerca approfondita sia necessario un telescopio spaziale come l'Advanced Technology Large-Aperture Space Telescope, o ATLAST.