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Ridefinire la mobilità, continua

Secondo Kahn e gli altri ricercatori Intel, nel futuro i dispositivi portatili potranno oltrepassare molte delle loro imitazioni grazie a Internet. Per esempio, visitando una città sconosciuta basterà puntare la videocamera del videofonino su un oggetto o una piazza per inviare le immagini e i dati sulla propria posizione a un servizio Internet. Questo, grazie a un database che sarà in grado di restituire informazioni di ogni tipo sulla locazione nella quale ci si trova. In pratica si userà la limitata potenza di calcolo del dispositivo portatile per raccogliere le informazioni, che verranno poi elaborate da potenti server che invieranno al telefonino i dati già digeriti ed elaborati. Ecco in poche parole quello che Intel intende per "context awareness", ovvero consapevolezza del contesto.

Per raggiungere questi risultati futuribili bisogna però risolvere alcuni problemi attuali. Innanzi tutto i moderni computer usano una quantità enorme di connettori diversi: USB, Firewire, VGA, DVI, jack audio, tanto per citarne alcuni. In un dispositivo mobile da tenere in tasca non c’è lo spazio fisico per farci stare tutte queste prese. Quindi l’industria deve lavorare a un singolo standard universale di interconnessione, meglio se wireless.

I dispositivi del futuro dovranno anche essere in grado di estendere le proprie potenzialità sfruttando strumenti esterni, ai quali ci si deve collegare in maniera automatica e senza nemmeno doversi disturbare per capire come si fa. Intel ha dichiarato che sta lavorando con i principali attori del mercato IT per adottare standard comuni. Chissà se ci sarà davvero un passo avanti in questo senso.

L’ultimo problema dell’attuale scenario della mobilità è dato dalla  frammentazione dei servizi di connettività wireless. Abbiamo 3G, WiFi, WiMax, Bluetooth, GPS e chi più ne ha più ne metta. È impossibile diminuire la dimensione dei dispositivi se bisogna imbottirli con 4-5 antenne diverse, collegate ai rispettivi chip. Intel ritiene di poter risolvere questo problema quando sarà possibile produrre i chip con processo produttivo a 32 nanometri. I nuovi chip saranno core di comunicazione scalabili, in grado di riconfigurarsi per supportare diversi protocolli radio e anche per gestirne più di uno contemporaneamente. Ovvero, lo stesso chip si potrà usare per ricevere sia WiFi che Bluetooth, per esempio. In pratica con un solo chip e una sola antenna si dovrebbe poter gestire tutta l’attuale offerta di servizi di connettività.