Spazio e Scienze

Partita la caccia all’alieno con il super telescopio Park

"Se l'Universo pullula di civiltà sviluppate, dove sono tutti quanti?" Enrico Fermi

Quello che è passato alla storia come il paradosso di Fermi da tempo non è più solo un interrogativo degli scienziati, ma un quesito che – presto o tardi – chiunque qui sulla Terra si pone. Ecco perché investiamo tempo, energie e competenze nella ricerca di vita extraterrestre, nonostante non abbia finora dato alcun risultato.

Fra i tanti che sono attivamente in cerca di questa risposta c'è il progetto Breakthrough Listen che era stato presentato dal miliardario russo Yuri Milner nel 2015, con l'approvazione di importanti nomi del settore scientifico fra cui il compianto Stephen Hawking, l'astronomo britannico Martin Rees, Frank Drake (fondatore di Seti) e Geoff Marcy (docente di astronomia a Berkeley).

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Foto: © bertoszig / Depositphotos

Come noto il progetto prevede l'uso in affitto di due giganteschi radiotelescopi (il Green Park da 100 metri della West Virginia e il Parkes da 64 metri del New South Wales) e di un terzo telescopio sensibile alle radiazioni laser per la ricerca mirata di segnali extraterrestri. Il telescopio Parkes dispone di un nuovo ricevitore "multibeam" che usa 13 raggi per scansionare grandi porzioni di cielo, e questo dovrebbe consentire una ricerca veloce come quella pianificata, e capace in maggior misura di distinguere fra segnali di interesse e segnali creati dall'uomo – come le interferenze radio da aeroplani, cellulari e satelliti.

Il 7 maggio è partita una nuova campagna di ricerca che durerà 60 giorni, durante i quali i ricercatori analizzeranno milioni di stelle della Via Lattea, sperando di individuare segnali che non provengono da manufatti umani.  La maggior parte dei segnali osservati saranno interferenze da radio frequenza (RFI) create dall'uomo, o segnali da tecnologie come telefoni cellulari, satelliti e aeroplani, ma gli scienziati sperano che all'interno di questo mare di dati vi siano segnali di interesse, secondo Breakthrough Listen.

Il Parkes da 64 metri del New South Wales
Il Parkes da 64 metri del New South Wales

"Stiamo analizzando la nostra galassia con dettagli senza precedenti" ha spiegato Danny Price dell'Università della California, Berkeley, che spera di scovare nell'enorme quantità di dati che verranno raccolti qualche segnale di civiltà tecnologicamente avanzate, per dare finalmente risposta al paradosso di Fermi e "trovare le prove che il nostro pianeta, tra i centinaia di miliardi presenti nella nostra galassia, non sia il solo su cui c'è vita intelligente".

Il focus è sugli FRB, acronimo di Fast Radio Burst (o "lampo radio veloce" se proprio vogliamo tradurre in italiano). Si tratta di impulsi radio che hanno incuriosito gli scienziati per anni perché hanno origini misteriose e lontane: il FRB più vicino a noi fra quelli osservati finora distava 1,6 miliardi di anni luce dalla Terra. Da sottolineare che ad oggi non ci sono prove del coinvolgimento alieno negli FRB: alcuni li hanno associati ad esplosioni di supernovae o all'espulsione di materia da buchi neri, altri a potenziali tentativi di comunicazione di civiltà aliene. Da questo secondo filone d'ipotesi prende spunto l'interesse di Breakthrough Listen.

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Ricordiamo che Breakthrough Listen non è l'unico progetto per la ricerca di vita extraterrestre: le teorie per una possibile identificazione di vita alinea abbondano, da quelle scientifiche conservative alle più stravaganti, come la presenza di spazzatura spaziale attorno a un loro eventuale pianeta (dando per  scontato che qualsiasi forma di vita debba necessariamente essere incivile come l'uomo), e la lunga instancabile attività del SETI.

Non manca poi chi pensa che siamo in ritardo perché ormai gli alieni sono tutti morti o vivono sepolti sotto ai ghiacci, o che sia meglio non trovarli perché "una civiltà in grado di intercettare uno dei nostri messaggi potrebbe essere miliardi di anni avanti a noi, quindi è possibile che non ci vedrebbe diversamente da come noi vediamo i batteri". Ok, è una possibilità, ma perché per una volta non essere ottimisti e sperare che i tentativi di Breakthrough Listen possano portare a dei risultati? A quel punto ci preoccuperemo del loro aspetto e delle loro intenzioni.


Tom's Consiglia

Come avviene dal punto di vista scientifico la ricerca di vita extraterrestre? Se siete curiosi di saperlo vi consigliamo di leggere Dove sono tutti quanti?, un libro del ricercatore italiano Amedeo Balbi in cui spiega in maniera chiara e avvincente quali strumenti stiamo usando per cercare gli alieni, da quali presupposti si parte e quali aspettative ci sono.