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Pezzotto TV, 2 milioni di clienti pirata in Italia. Telco sotto accusa

Il Pezzotto TV, ovvero il decoder IPTV pirata più diffuso in Italia, ha raggiunto ormai i 2 milioni di clienti.

Il “Pezzotto” TV, il decoder IPTV pirata usato in Italia da non meno di 2 milioni di italiani, ha convinto la Lega Calcio, Sky e Dazn a portare TIM, Vodafone, Wind, Fastweb e Tiscali in tribunale. È questa la rivelazione shock che La Repubblica racconta nell’edizione di oggi del quotidiano in edicola.

La vicenda ha dell’incredibile, ma in verità le IPTV pirata ormai dilagano in Europa. Ultimo ad esempio il caso dell’organizzazione spagnola con base a Malaga che vantava 14 filiali in diversi paesi e un portfolio pirata di 800 canali.

Ad ogni modo il “Pezzotto” TV – così battezzato in Campania – non è altro che un Box Android da collegare a Internet che al costo di 60/100 euro e con “abbonamenti” illegali da 10 euro al mese consente di vedere Sky, Dazn, Mediaset Premium e persino Netflix. La piattaforma alle spalle non è comunque da improvvisati: si parla di numerosi abbonamenti legali attivati, i cui contenuti poi vengono trasferiti all’estero e via Content Delivery Network (CDN) – dai prezzi esorbitanti – ridistribuiti sul territorio.

Secondo le rilevazioni della Lega Calcio si parla di un fenomeno di portata monumentale: quest’anno il Pezzotto avrebbe registrato più abbonamenti (2 milioni) di Mediaset Premium l’anno scorso (1,5 milioni). “Alla fine quella di due milioni è una stima per difetto”, hanno confermato dalla Lega a La Repubblica.

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E quindi che c’entrano le telco? L’accusa è di non contrastare adeguatamente il fenomeno, secondo fonti vicine alla Lega Calcio. In pratica una volta ricevute le segnalazioni dei canali illegali live non sarebbero adeguatamente solerti. Ci impiegano più di 90′, a volte giorni se si parla di match nel weekend. Dopo tre sentenze presso il Tribunale di Milano poco è cambiato. L’ultima del 28 marzo ha imposto lo spegnimento immediato con un margine massimo di 48 ore, dopodiché è prevista una penale.

Le Telco però non ci stanno e hanno spiegato più volte che vi sono impedimenti tecnici, organizzativi e anche costi non indifferenti. Repubblica riporta che Vodafone avrebbe sottolineato che per un intervento immediato vi sarebbe bisogno di un team di 3 persone: “una per ricevere e verificare le richieste, una per disabilitare gli indirizzi IP e una per disabilitare i DNS”. Con una spesa complessiva per un anno di 1.230.000 milioni di euro. TIM è l’unica che pare essere riuscita a ridurre i tempi facendoli scendere a 50 minuti dalla segnalazione.

In sintesi il rischio è che se non sarà trovata una soluzione gli operatori potrebbero rischiare di dover riconoscere alle parti lese risarcimenti non indifferenti. Da ricordare infatti Sky e Dazn spendono ogni anno per i diritti del Calcio 970 milioni di euro e la sola pirateria legata alla Seri A è stimata per un valore di 200 milioni di euro l’anno.