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Quanto piace la pirateria video agli italiani?

L'ultimo rapporto IPSOS realizzato per FAPAV conferma che nel 2016 il 39% della popolazione adulta italiana ha goduto almeno una volta di contenuti pirata.

La pirateria video in Italia più che un fenomeno è ormai prassi. Nel 2016, secondo l'ultima ricerca IPSOS realizzata per conto della Federazione per la tutela dei contenuti audiovisivi e multimediali, il 39% della popolazione adulta ha guardato illegalmente film, serie o programmi TV almeno una volta.fapav

Si parla di due italiani su cinque, con una stima di quasi 370 milioni di atti di pirateria – sui complessivi 669 se si considerano altri contenuti.

Per la FAPAV i dati sono "allarmanti" anche se il trend è in leggero miglioramento rispetto al 2010, quando la percentuale sfiorava il 37%. Svettano comunque serie TV e film, mentre la pirateria fisica è in netto calo (-81%).

Se gli adulti sono a quota 39%, fra i più giovani, di età compresa tra 10 e 14 anni, la percentuale balza al 46%. Soprattutto film, mentre i programmi TV e le serie TV scendono rispettivamente al 28% e 25%.

fapav

Fra gli strumenti più usati sicuramente il download via cyberlocker (59%), Bittorent (54%) e P2P (24%). Lo streaming invece avviene per lo più (93%) tramite siti che rimandano a cyberlocker. La ricerca dei siti viene effettuata tramite motori di ricerca (56%) e amici/conoscenti (42%). Lo streaming via IPTV è marginale e riguarda soprattutto gli appassionati di serie TV.

Ma qual è l'identikit dell'utente pirata medio? Uomo (55%), lavoratore (54%), in posizioni direttive o autonome, con titolo di studio più elevato (62% diplomati)

Insomma, pare che non sia le difficoltà economica ad alimentare il comportamento illegale. "L'indagine dice che non possiamo abbassare la guardia, che dobbiamo lavorare sempre di più e con maggiore determinazione sul fronte della comunicazione e della sensibilizzazione soprattutto nei confronti dei nativi digitali", ha dichiarato oggi Federico Bagnoli, Segretario Gernale di Fapav in sede di presentazione a Roma. "

"Occorre puntare principalmente su due livelli: da un lato la consapevolezza sulla percezione del reato e dall'altro in una prospettiva di crescita del mercato, una maggiore responsabilizzazione degli intermediari del Web".

In sintesi la richiesta alle istituzioni per FAPAV è di applicare con forza l'impianto normativo attuale e farlo rispettare da autorità, forze dell'ordine, magistratura e operatori.


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