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Quentin Tarantino denuncia un sito per aver messo un link

È giusto denunciare un sito web o un giornale per ciò che pubblica? A questa domanda non si è mai data una risposta definitiva, e a riaccendere il dibattito ci sta pensando nientemeno che Quentin Tarantino, uno degli artisti più influenti degli ultimi 20 anni. Il regista ha infatti denunciato Gawker Media per la pubblicazione della sceneggiatura del suo prossimo film, The Hateful Height.

Un film che a questo punto potremmo anche non vedere mai, visto che la prima reazione di Tarantino è stata durissima: dato quello che è successo ha deciso infatti di abbandonare il progetto e rendere pubblico il testo, ripromettendosi di tornarci tra qualche anno. Poi i suoi avvocati sono passati alle vie legali.

Gli avvocati nominati da Tarantino

La denuncia depositata dall'avvocato Martin Singer recita: "Gawker Media ha creato un business basato sul giornalismo predatorio, che viola il diritto a generare profitto. Questa volta sono si sono spinti troppo oltre: invece di limitarsi a raccontare di come la sceneggiatura stesse circolando senza permesso, Gawker Media ha passato la misura proponendosi al pubblico come fonte primaria dove leggere illegalmente l'intero testo".

È vero che il titolo di Gawker Media era "Ecco la sceneggiatura trapelata di The Hateful Eight di Quentin Tarantino" ma, ha fatto notare il direttore della testata, il testo in realtà conteneva un link ad Anonfile. Sembra comunque che il dettaglio sia ben poco rilevante per gli avvocati del regista, anzi Gawker sarebbe responsabile per aver mandato moltissime persone verso quel link, che altrimenti avrebbe ricevuto molta meno attenzione. Il responsabile diretto andrebbe invece cercato tra le sei persone di cui lo stesso Tarantino si è fidato, tra cui il produttore Reginald Hudlin e gli attori Tim Roth, Michael Madsen e Bruce Dern.  

La responsabilità della testata è quindi quella di aver dato visibilità a un contenuto esterno con un hyperlink. Per quanto chi scrive abbia una passione sfrenata per il cinema di Tarantino, la speranza è che il regista perda la causa senza mezzi termini perché altrimenti si creerebbe un pericoloso precedente. L'autore di Pulp Fiction ha ragione a essere arrabbiato, certo, ma questa causa mette in gioco la libertà d'informazione – una cosa molto più preziosa di qualsiasi incasso al botteghino.