Spazio e Scienze

Russia: dalla Terra a Marte in 6 settimane con il nucleare

Accorciare i viaggi verso Marte è un obiettivo che stanno inseguendo sia la Russia sia gli Stati Uniti; le propulsioni a laser e nucleare sembrano le due opzioni più interessanti. Qualche tempo fa vi avevamo parlato del piano di sviluppo decennale presentato dall'Agenzia Spaziale Federale Russa, in cui si parlava esplicitamente della realizzazione di un prototipo di motore che utilizza un reattore nucleare. Ora ci sono maggiori dettagli al riguardo.

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La Russia intende condurre i primi test con un motore a energia nucleare dal 2018, per arrivare a usarli per portare i cosmonauti su Marte in sei settimane. Secondo i programmi, se tutto andrà per il meglio una soluzione di questo tipo potrebbe essere utilizzata per trasportare i cosmonauti sul Pianeta Rosso nel 2033. La sfida con gli Stati Uniti è aperta, perché anche Oltreoceano gli scienziati stanno lavorando a progetti simili.

Il primo vantaggio sarebbe che un razzo termico nucleare permetterebbe di generare una spinta con un'efficienza di oltre il doppio rispetto a quella di un razzo a propulsione chimica, quindi per ottenere la stessa spinta basterebbe un razzo con una massa dimezzata. Inoltre, a differenza della tecnologia esistente che utilizza traiettorie definite, un motore nucleare consentirebbe anche di effettuare manovre durante il volo.

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Un progetto statunitense

Per quanto riguarda la Russia, il progetto da 274 milioni di dollari in origine era supervisionato da Roscosmos, mentre ora è passato sotto la responsabilità del gruppo nucleare Rosatom. Sergey Kirienko, a capo di Rosatom, ha dichiarato che "un motore a energia nucleare permetterebbe di raggiungere Marte nel giro di un mese, un mese e mezzo al massimo, e avrebbe anche capacità di manovra e di accelerazione". Un dato che, sempre se sarà confermato, traccia un abisso rispetto ai motori di oggi, che possono portare un equipaggio su Marte in un anno e mezzo.

Per la cronaca sia la Russia sia gli Stati Uniti hanno già usato in passato mezzi a propulsione nucleare. Negli Stati Uniti sono stati ipotizzati prototipi, ma nessuno finora è mai stato usato per il volo. Lo scorso anno è tornato su questa ipotesi il dottor Michael Houts, direttore della ricerca nucleare al Marshall Space Flight Center della NASA, che ne ha parlato come di una tecnologia capace di cambiare l'esplorazione spaziale. La speranza è quella di riuscire a dimostrare la fattibilità e la convenienza di questa tecnologia in pochi anni.  Restiamo in attesa di novità. Voi cosa ne pensate?