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Sicurezza

ZTE, il nuovo “Golden power” del Governo ritarderà lo sviluppo 5G

ZTE sostiene che il recente decreto sul golden power crea più incertezza per i player del settore. L’incertezza non è positiva per gli investimenti e ritarda ulteriormente lo sviluppo del 5G nel Paese.

ZTE ha ammesso che il recente decreto legge sul potenziamento dei “golden power” del Governo in tema di cybersicurezza TLC alimenterà incertezza e ritarderà lo sviluppo della rete 5G. L’AD dell’azienda ha scritto una lettera a Reuters molto esplicita sull’argomento.

“Il recente decreto sul golden power crea più incertezza per i player del settore. L’incertezza non è positiva per gli investimenti e ritarda ulteriormente lo sviluppo del 5G nel Paese“, sostiene Hu Kun, l’alto dirigente di ZTE Italia. A suo parere i poteri speciali dovrebbero riguardare tutte le imprese e non solo alcune.

Da ricordare infatti che il decreto prevede procedure di autorizzazione delle operazioni – che possono richiedere fino a 165 giorni – solo in presenza di società extracomunitarie. Insomma, per Hu Kun è “cruciale per risolvere la questione e creare un contesto di equa competizione”.

E dire che ZTE a inizio mese “ha rafforzato il suo impegno a migliorare la sicurezza per l’industria ICT” inaugurando il suo Cybersecurity Lab Europe a Bruxelles in Belgio. Una struttura che dovrebbe agevolare la verifica di terzi ai suoi prodotti, servizi e processi: nello specifico revisione del codice sorgente, revisione dei documenti, test della scatola nera e test di penetrazione. Insomma, un’operazione di trasparenza analoga a quella che si prefissa il nuovo laboratorio di cybersicurezza di Roma, inaugurato a maggio.

“L’intenzione originale di ZTE del Cybersecurity Lab Europe è di fornire ai clienti globali, alle autorità di regolamentazione e agli altri soggetti interessati una grande trasparenza attraverso la verifica e la comunicazione”, ha dichiarato Zhong Hong, Capo della Sicurezza di ZTE, dieci giorni fa. “La sicurezza per l’industria ICT non può essere garantita da un unico fornitore o da un unico operatore di telecomunicazioni. ZTE è disposta a svolgere un ruolo importante nel contribuire alla sicurezza del settore insieme ai suoi clienti e a tutti gli altri stakeholder”.

Il decreto deve essere ancora approvato dal Parlamento, ma se questo non avverrà nei prossimi 60 giorni scadrà e bisognerà iniziare da capo.