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5 tecnologie automotive del 2016, che delineano il futuro

Il settore automotive ha conosciuto un grande fermento in quest'ultimo anno, soprattutto per l'accelerazione subita nell'evoluzione delle auto a guida autonoma e quelle elettriche, due tecnologie che si diffonderanno pienamente nel prossimo decennio e costituiscono ormai il futuro certo delle automobili.

Nel 2016 dunque abbiamo visto emergere diverse soluzioni e tecnologie interessanti, soprattutto in ottica futura, perché hanno posto le basi per i veicoli di domani, tra auto che si parlano, motociclette stampate in 3D ed elettriche con autonomie sempre maggiori.

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Abbiamo pensato così di riunire alcune di questi prodotti in una rapida carrellata che vi offrirà un colpo d'occhio sullo sviluppo attuale e futuro dell'automotive.  

Opel Ampera-E, l'elettrica con 400 km di autonomia

Le auto elettriche hanno tanti vantaggi, ma per diventare davvero appetibili e costituire un'alternativa credibile a quelle a combustibile fossile hanno bisogno ancora di due cose: un sistema capillare, veloce e semplice da utilizzare per effettuare le ricariche soprattutto quando si compiono lunghi viaggi e un'autonomia molto maggiore.

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A quest'ultimo aspetto ha pensato recentemente la Opel Ampera-E, corrispettivo europeo della Chevrolet Bolt-E con cui condivide pianale e linee. La tedesca infatti, secondo il NEDC (New European Driving Cycle), il ciclo di guida definito dalle direttive comunitarie, può raggiungere in determinate condizioni un'autonomia di 400 Km, ben oltre dunque il limite psicologico dei 300. A chi è abituato alle auto a benzina potrà sembrare ancora insufficiente, ma bisogna tenere presente che nessun'altra auto elettrica attualmente può vantare simili numeri.

La Tesla Model 3 ad esempio le si avvicina, mentre la Bmw i3 ad esempio, anche nell'ultima versione equipaggiata con batteria opzionale da 33 kWh, arriva a un valore di 300 chilometri per il NEDC, mentre la Nissan Leaf si attesta a 250 chilometri, la Renault Zoe non supera i 240 chilometri e la Volkswagen e-Golf si ferma addirittura a 190.

APWorks Light Rider, la prima moto in stampa 3D

Una moto così non l'avete mai vista prima: è la APWorks Light Rider, la cui maggior peculiarità è quella di avere un telaio ultraleggero completamente realizzato tramite stampa 3D, che pesa appena 35 kg! Il risultato è reso possibile dalla particolare lega utilizzata per realizzare il telaio e chiamata Scalmalloy, una speciale polvere di alluminio che offre quasi la stessa resistenza del titanio.

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La Light Rider inoltre, tanto per restare in tema con l'auto precedente, è completamente elettrica e può raggiungere gli 80 Km/h passando da 0 a 45 Km/h in soli 3 secondi, per un'esperienza di guida divertente ed entusiasmante. La batteria è sostituibile e garantisce 60 Km di autonomia con una sola carica.

APWorks però l'ha realizzata più che atro per dare dimostrazione di cosa si può realizzare con la tecnologia 3D e questa particolare lega. Ciò non toglie che in futuro, l'avanzamento della stampa 3D porterà sempre più produttori ad impiegarla proprio per i vantaggi che offre in termini di costi, velocità di esecuzione, sviluppo accelerato di prototipi e varianti di singoli componenti e caratteristiche tecniche implementabili. Siamo appena all'alba di questa tecnologia e se questi sono i primi risultati figuriamoci cosa si potrà fare tra 5 o 10 anni.

Here HD Live Maps, super-mappe per le auto del futuro

Se negli ultimi anni vi è capitato di utilizzare un Nokia Lumia con OS Windows sapete bene chi è HERE: la costola di Nokia infatti con la sua suite di programmi rappresentava un valore aggiunto della piattaforma Microsoft.

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Ora, abbandonato l'ambito mobile, almeno per quanto riguarda Windows, HERE si sta concentrando soprattutto sull'automotive. In particolare, con HD Live Maps sta cercando di evolvere il concetto di mappa nell'ottica delle automobili a guida autonoma. Queste ultime infatti, necessitano di un livello di dettaglio assai maggiore per potersi muovere in sicurezza.

Con la sua flotta di auto HERE sta dunque scansionando le strade del mondo con un'accuratezza di 10 centimetri, dalle tre alle sei volte meglio di quanto possano fare gli attuali sistemi GPS. In futuro poi per aumentare più velocemente la quantità di strade mappate, HERE inizierà ad aggiungere anche i dati raccolti dai sensori delle prime auto a guida autonoma. In questo modo inoltre il sistema sarà costantemente aggiornato in tempo reale, fornendo un livello di dettaglio dei dati prima impensabile.

La Mercedes Classe E 2017 che sussurra alle auto

Le auto, ormai lo sappiamo, sono in grado di eseguire già molte manovre al nostro posto e anche di guidare autonomamente, benché ancora per qualche anno sarà necessario che il guidatore continui a prestare sempre attenzione perché il suo intervento potrebbe essere richiesto in determinate situazioni, non ancora gestibili da algoritmi e sensori attuali.

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Le auto del prossimo futuro però faranno di più: non solo si muoveranno da sole, ma parleranno tra loro al fine di scambiarsi informazioni e diffondere nuove conoscenze riguardo alla risoluzione di determinate situazioni. Creeranno insomma un sistema di intelligenza diffusa in cui qualsiasi novità sarà condivisa in tempo reale tra tutti i veicoli, contribuendo così a un'evoluzione esponenziale delle capacità stesse del software.

Un primo assaggio di tali capacità ce lo darà il prossimo anno Mercedes con la sua nuova Classe E. L'auto infatti sarà in grado di raccogliere notizie in tempo reale sulla situazione del traffico, trasmettendo il tutto nel cloud tramite connessione 4G. Da qui le notizie saranno poi diffuse a tutti gli altri autisti dello stesso modello di auto, contribuendo così, in piccola parte, a rendere le strade più sicure.

Tesla Autopilot ci guiderà (autonomamente) nel futuro

Le auto a guida autonoma in sviluppo condividono grossomodo tutte la stessa dotazione: sensori di vario tipo, telecamere, sistemi radar e lidar per scansionare l'ambiente circostante rilevando ostacoli, movimenti delle automobili etc. Tutti i dati raccolti però non servono a nulla di per sé se dietro non c'è un software e degli algoritmi che sanno cosa farci e in questo campo Tesla ha da insegnare a tutti col suo CoPilot.

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I meriti di questo sistema infatti non possono essere ignorati, anche se ultimamente tutti si sono concentrati sull'incidente mortale capitato di recente a un'auto Tesla. Tuttavia statisticamente, sul percorso coperto dalle auto tra sviluppo e test, un solo incidente è irrilevante, gli esseri umani ne farebbero molti di più se potessero coprire le stesse distanze. Inoltre non bisogna dimenticare che le Tesla al momento non sono ancora automobili di livello 5, ossia pienamente autonome, ma di Livello 3 e richiedono dunque la partecipazione attiva del guidatore anche quando in modalità automatica. Il proprietario dell'auto deceduto nell'incidente invece a quanto pare stava guardando un film di Harry Potter invece di sorvegliare la strada.

Concludendo insomma CoPilot è un sistema avanzato e anzi a quanto are Tesla avrebbe già pronto un aggiornamento firmware per rendere le sue auto completamente autonome. Tuttavia per la sua distribuzione ci vorrà ancora tempo perché Tesla dovrà ottenere prima tutte le certificazioni indispensabili e queste a loro volta non arriveranno finché non ci sarà un quadro giuridico coerente e completo.