Trasporti

Dopo i semiconduttori arriva un nuovo allarme: carenza di pneumatici

Mentre le case automobilistiche continuano a lottare con la carenza globale di chip che probabilmente continuerà per tutto il resto dell’anno, un nuovo allarme arriva da Oltre Oceano evidenziando come anche i pneumatici potrebbero essere un nuovo problema da superare.

Un recente studio avverte come le forniture globali di gomma si stiano lentamente esaurendo in maniera critica, in parte a causa dell’aumento della domanda di guanti in gomma e nastro da imballaggio durante la pandemia di Covid-19. Inoltre, alcune condizioni climatiche che hanno colpito i principali produttori di gomma al mondo, come Vietnam e Thailandia, avrebbero aggravato una situazione già precaria.

Bloomberg osserva che, oltre a questi cambiamenti nella domanda e nell’offerta di gomma, l’anno scorso la Cina ha sferrato un’importante ondata di acquisti di gomma per rafforzare le sue scorte nazionali. Gli Stati Uniti non sono riusciti a correre ai ripari in tempo e lo scorso febbraio, i prezzi della gomma naturale hanno raggiunto il massimo da quattro anni di 2 dollari al chilogrammo. L’ex amministratore delegato della società Halycon Agri Corp, Robert Meyer, ritiene che i prezzi potrebbero raggiungere i 5 dollari al chilogrammo entro i prossimi cinque anni.

Ford e Stellantis, a questo proposito, hanno confermato di aver riscontrato una carenza nei materiali senza tuttavia subirne ancora effetti paragonabili a quelli ricevuti con la carenza di chip. Sulla stessa scia anche General Motors che ha precisato di aver la situazione sotto controllo. Il quadro al momento non sembra essere troppo critico ma senza una decisa correzione potrebbe portare a scenari decisamente poco piacevoli.

La francese Michelin, uno dei maggiori produttori di pneumatici al mondo, sta momentaneamente aggirando la congestione portuale utilizzando spedizioni aeree di merci dirette dall’Asia. L’industria della gomma è dominata dai piccoli proprietari che rendono difficile per i produttori adeguarsi rapidamente quando la domanda cambia, i prezzi fluttuano o emergono problemi alla catena di approvvigionamento.

La gomma non è l’unico mercato di materie prime a scoprire che non esiste una soluzione facile: potrebbe esserci un deficit di rame di 10 milioni di tonnellate entro il 2030 se non verranno costruite nuove miniere, secondo il trader di materie prime Trafigura Group.