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Ducati pronta a portare il cambio seamless sul mercato

A circa 8 anni dal debutto sulle moto da corsa utilizzate in MotoGP, Ducati sembra in procinto di proporre sul mercato il suo cambio seamless. Ideato da Honda nel 2012, questa tipologia di cambio è stata successivamente messa a punto – in diverse varianti – da tutti i produttori che corrono in MotoGP e tra queste c’è anche Ducati.

Come probabilmente saprete, le case motociclistiche spesso sfruttano le gare per sviluppare e testare nuove tecnologie da riportare poi sul mercato civile, con l’intento di migliorare l’esperienza e il comfort di guida. In questo caso, il cambio seamless – parola che in inglese significa ‘senza interruzioni’ – permette di passare da una marcia all’altra in modo molto più rapido e fluido, sostanzialmente eliminando quel breve intervallo di tempo in cui si disinnesta la frizione e si chiude il gas per cambiare marcia. Tutto ciò si traduce in una cambiata molto più veloce e quindi in un minor rallentamento, ma non è l’unico aspetto importante. Se da una parte si aumenta la velocità di cambiata – ma non in una quantità sufficiente da fare una vera differenza sul tempo sul giro – dall’altra il cambio seamless modifica e addolcisce il comportamento della moto durante la cambiata, rendendola più facile da guidare al massimo.

Eliminare il tempo di cambiata rende l’erogazione più lineare e semplice da gestire, riduce lo stress sulla catena di trasmissione, sulla gomma e sulla sospensione posteriore, permettendo quindi una guida molto più pulita e priva di sbalzi di coppia e riducendo in modo sostanziale gli sbacchettamenti. Più l’angolo di piega è stretto, e più il cambio seamless farà la differenza: qualora la moto dovesse scomporsi e perdere aderenza al posteriore durante una piega, il rischio di caduta aumenta in modo vertiginoso, ma l’utilizzo di un cambio seamless riduce al minimo questi episodi e permette quindi di cambiare marcia in sicurezza anche durante una piega.

Ducati sta lavorando per portare la sua versione del cambio seamless sul mercato, e probabilmente lo farà sulla prossima Panigale o comunque su un modello top di gamma. Per contro abbiamo Honda, che ha già integrato questa funzione in alcuni dei suoi modelli come la nuova Africa Twin, ma lo ha fatto per rendere la guida più comfortevole e non con l’intento di aumentare le prestazioni.