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Lamborghini Diablo, l’iconica supercar festeggia il 30esimo anniversario

Il progetto Diablo prese forma già nel 1985, quando Lamborghini con l’ingegnere Luigi Marmiroli decisero di creare un nuovo progetto destinato a sostituire la favolosa Countach, prodotta tra il 1974 e il 1990 in oltre 2.000 unità. In seguito alla diffusione delle prime immagini alla stampa specializzata nel corso del 1989, il primo esemplare di Diablo lascio gli stabilimenti di produzione circa un anno dopo ad un prezzo di oltre 350milioni di lire.

Due generazioni di Diablo VT

La vettura fu testimone di quattro passaggi di proprietà dell’azienda fondata da Ferruccio Lamborghini nel 1963, fallita nel 1980 e rilevata poi in seguito dai fratelli francesi Mimran nel 1981. Dal 1987 sino al 1994, Lamborghini operava sotto la direzione di Chrysler e solo verso gli anni 2000 venne acquisita dal gruppo tedesco di Audi. Diablo, un nome derivato dalla leggenda di El Diablo, un feroce toro allevato dal Duca di Veragua, rappresenta l’auto ponte che unisce tutti i diversi proprietari che si sono susseguiti nel periodo di produzione.

Con i suoi 325 Km/h di velocità massima, Lamborghini Diablo ha rappresentato una delle vetture di serie più veloci al mondo. Alimentata da un maestoso motore da 12 cilindri da 5,7 litri, il propulsore era in grado di erogare (nella prima variante) sino a 485 CV e 580 Nm di coppia. A distanza di tre anni dalla commercializzazione del primo modello la società decise di introdurre la variante VT, la prima vera granturismo ad essere equipaggiata con le quattro ruote motrici.

Due generazioni di Diablo VT

Nel 1995, in occasione del Salone di Ginevra, debutta ufficialmente la Diablo SV (Super Veloce) disponibile nuovamente con solo la trazione posteriore, una potenza massima di 510 CV e un vistoso alettone posteriore regolabile. Con questa nuova variante Lamborghini effettua numerose modifiche anche estetiche, rimuovendo i famosi fari a scomparsa che hanno caratterizzato la vettura nei suoi primi anni di produzione. In seguito all’acquisizione da parte del brand tedesco venne presentata la Diablo SV “restyling” (seconda serie) disegnata da Luc Donckerwolke e in grado di erogare 529 CV con 605 Nm di coppia massima. Questa versione rappresenta ancora oggi un modello importante per la casa in quanto è stata la primissima vettura ad essere equipaggiata con freni dotati di sistema ABS.

I fari aggiornati

Sebbene la variante SV era già una vettura pronta per la pista, Lamborghini decise di presentare anche la versione GT che si spingeva ben oltre complice la presenza di una cilindrata maggiore, una cavalleria aumentata, un’impronta al suolo maggiorata all’anteriore e, infine, sospensioni da corsa migliorate. Diablo GT è stata la base di partenza di Diablo VT 6.0, l’ultima versione entrata in produzione prima della definitiva sostituzione con la Murciélago. Prodotta in appena 260 esemplari, tra il 2000 e il 2001, la terza serie rappresenta la Diablo più moderna caratterizzata da un nuovo impianto di climatizzazione, telaio rivisitato, ruote in lega di magnesio e una scocca quasi interamente in carbonio.

L'ultima versione di motore, il 6.0 della Diablo VT

Durante il lungo arco di vita dell’auto furono prodotti anche diverse edizioni speciali e modelli da gara, alcuni dei quali visionabili direttamente al museo di Sant’Agata Bolognese. Tra le varianti più memorabili dobbiamo ricordare Diablo SE 30 e Diablo GTR, due veri unicorni prodotti in tiratura limitata. Nata in un periodo automobilistico decisamente ricco, Lamborghini ha dovuto necessariamente sviluppare numerose versioni per tenere testa ai più famosi competitor del momento come Bugatti (con EB110), Cizeta (con V16T) e infine Ferrari (con F50).

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