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Lamborghini, Stephan Winkelmann: un grande ritorno a casa

Stephan Winkelmann è tornato alla guida della casa automobilistica Lamborghini. Il suo rientro è chiaramente legato alla recente decisione di Stefano Domenicali di lasciare la casa automobilistica ed iniziare una nuova avventura a capo della Formula 1 come presidente ed amministratore delegato.

Parliamo dunque di un grande ritorno, dato che Stephan Winkelmann ha già guidato il marchio di Sant’Agata Bolognese dal 2005 al 2016, periodo in cui è riuscito a trasformare la Lamborghini in uno dei maggiori produttori di supercar stabilendo numerosi record di vendite. Tuttavia manterrà il doppio incarico, continuando a presiedere anche la francese Bugatti per la quale lavora dal 2018.

Nonostante la pandemia da Covid-19 la casa automobilistica ha registrato numeri di consegne da record e, ad oggi, il CEO invita alla calma puntando soprattutto  alla stabilizzazione ed alla soddisfazione degli utenti.

Chi acquista una nostra vettura compera un sogno, dobbiamo continuare a creare delle auto da sogno e un mondo che le circonda. In questi anni sono stati raggiunti traguardi eccezionali, la direzione è quella giusta, sono molto ottimista, naturalmente non dobbiamo abbassare la guardia, lo sforzo è sempre altissimo.

In Francia ho vissuto entrambe le due ondate della pandemia e spostandomi spesso anche in Germania ho toccato la tragedia che sta colpendo il mondo, ha dichiarato il nuovo CEO di Lamborghini. Certo l’Italia, in questo momento, tra le grandi d’Europa, insieme alla Spagna, è una delle più deboli dal punto di vista economico, manca una politica chiara per quanto riguarda l’assetto industriale.

Non a caso il  grande successo ottenuto negli ultimi anni è da attribuirsi al suv Urus,  definito da lui stesso come il modello della svolta. Il nuovo obiettivo del marchio è dunque quello di mettere in atto tutte le precedenti esperienze al fine di portare a termine vere e proprie creazioni rappresenti lo spirito sportivo della Casa ma anche del Made in Italy.

Il nostro futuro avrà sempre come base il concetto di una supersportiva, anche quando realizziamo SUV. Guardiamo alle nostre radici, ci rimettiamo in discussione ogni giorno, il passato ci fornisce esperienza, è necessaria una costante umiltà di approccio per mantenere un marchio che rappresenta nel mondo il Made in Italy.

Lo stesso Winkelmann su un possibile ritorno di Bugatti in Italia ha espresso quanto la sua natura francese sia ormai parte del mondo del lusso di quella nazione; a differenza di Lamborghini che è ormai consolidata nel territorio nazionale grazie all’apertura di una seconda fabbrica che occupa più di 1.800 dipendenti. Non a caso, le unità costruite nel 2019 sono state 8300, di cui più del 90% esportate globalmente.

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