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Prova, Citroen Ami: in inverno, come si comporta l’elettrica da quasi 6mila euro?

Abbiamo provato Citroen Ami nel traffico cittadino di Milano durante il periodo invernale, come si sarà comportata?

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Avatar di Federico Vecchio

a cura di Federico Vecchio

@Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 24/12/2021 alle 14:00
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Il traffico e l’inquinamento delle grandi città sono sempre in aumento e le case automobilistiche lo sanno bene, per questo le soluzioni proposte dai costruttori sono continuamente più improntate all’elettrificazione. Sebbene la dimensione dei veicoli tenda ad aumentare di anno in anno, con SUV e crossover in prima linea, questo concetto non sembra condiviso dalla casa transalpina Citroen che grazie ad un guizzo di follia è riuscita a creare un prodotto innovativo e divertente di nome Ami.

Partendo dalle basi bisogna sottolineare come Citroen Ami non sia una tradizionale autovettura nemmeno sulla carta, infatti si posiziona come un quadriciclo biposto adatto alla guida anche senza patente B ma solo con la patente AM, ovvero quella ottenibile dai 14 anni per guidare i motorini 50cc; le dimensioni fanno impallidire una Smart, infatti la lunghezza è di 240 cm e la larghezza è di 139 cm, questo le permette di essere agile in tutte le condizioni cittadine.

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Questa vettura ci ha subito incuriositi sin da quando è stata presentata, infatti il suo design è iconico e all’avanguardia
, utilizzando pannelli identici ed interscambiabili per fronte / retro e persino per le portiere che sono semplicemente incernierate al contrario l’una rispetto all’altra. Abbiamo voluto provarla in inverno perché - come ben saprete - le batterie moderne performano in maniera peggiore con le basse temperature e quale migliore occasione per testare l’efficienza di un prodotto di questo tipo se non nel traffico milanese di dicembre?

Non appena si entra nell’abitacolo di Ami ci si accorge di come le dimensioni esterne non combacino con quelle interne, infatti la spaziosità percepita è quasi disarmante, non riuscire a toccare il parabrezza con la mano era qualcosa che non ci era ancora capitato in una vettura moderna; la gestione dello spazio è da 10+, i sedili sono infatti disassati per non far patire la ridotta larghezza in cabina, in questo modo le spalle del conducente e del passeggero non andranno mai a toccarsi. La conformazione interna ha permesso agli ingegneri Citroen di produrre degli accessori su misura per poter alloggiare varie tipologie di oggetti tra cui un porta telefono, un portaoggetti, un porta bibite ed anche un gancio resistente per appendere lo zaino di fronte al passeggero.

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Gli assemblaggi sono semplici ma funzionali
così come i finestrini, ispirati alla storica 2cv, che permettono di avere un efficace ricircolo dell’aria sia in inverno che in estate (il periodo forse peggiore considerata la presenza di un enorme tetto in vetro). Al contrario delle concorrenti del suo stesso segmento - le cosiddette microcar - Ami è dotata di uno sbrinatore efficientissimo che riesce a sghiacciare il vetro anteriore in poco meno di 2 minuti da appena accesa e questo ci ha decisamente stupiti; l’infotainment è tanto avanzato quanto lo è il vostro telefono, infatti l’unica interfaccia veramente tecnologica di questa vettura sarà il vostro fidato smartphone anche se di fronte al guidatore troviamo uno schermo a bassa risoluzione che mostra i dati importanti come velocità e autonomia residua.

Alla guida si nota subito la mancanza del servosterzo che rende le manovre a bassa velocità più complesse rispetto a quelle delle autovetture moderne, l'assenza dello specchietto centrale, inoltre, può risultare fastidioso inizialmente; il comfort è superiore alle aspettative, anche su asfalti sconnessi Ami rimane composta e assorbe bene le asperità dell’asfalto; la mancanza di ABS e sistemi di sicurezza base come airbag, però, la rendono comunque decisamente meno sicura di un’automobile ma comunque superiore ad un motorino.

La velocità massima è di 45 km/h come da legge, questi vengono raggiunti abbastanza in fretta grazie all’istantanea coppia del motore elettrico; Ami non ha abbaglianti, eppure i fari anteriori risultano molto luminosi anche per un utilizzo notturno.

L’autonomia è infatti uno dei punti su cui bisogna soffermarsi per questa recensione, Citroen dichiara 75 km di autonomia cittadina in condizioni ideali che in inverno diminuiscono; nella nostra prova abbiamo riscontrato che in un utilizzo normale l’autonomia reale si attestava sui 45-50 km in pieno inverno utilizzando anche lo sbrinatore/riscaldamento ed andando spesso alla velocità massima del veicolo. C’è da sottolineare però che sotto i 20 km di autonomia circa la vettura entra automaticamente in modalità risparmio energetico riducendo la velocità massima a 30 km/h e limitando lo spunto rendendola di fatto abbastanza difficile da utilizzare, questa funzione infatti non l’abbiamo apprezzata particolarmente e avremmo preferito fosse disattivabile.

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La ricarica è una delle peculiarità di questa vettura
, infatti avviene tramite una classica presa Shuko che è integrata nella portiera del passeggero. Il tempo di ricarica richiede circa 3 ore ad una potenza classica di 3 Kw; il pacco batteria è infatti di soli 5.5 kWh ed il motore ha “appena” 8 cv. In Italia non è permesso caricare alle colonnine pubbliche utilizzando un adattatore rimovibile dall’esterno; quindi, Ami sarà ricaricabile solo in ambiente domestico.

Il forte di questa vettura è però il suo prezzo; infatti, il costo totale di Citroen Ami è di 7.600 euro ma grazie all’Ecobonus dedicato ai quadricicli elettrici e alla rottamazione è possibile ottenerla a poco più di 5.700 euro. L’opzione più interessante, a nostro parere, rimane la formula in leasing che a fronte di un primo canone di 2.188 euro permette di pagarne solo 19,99 € al mese per poterla utilizzare. Naturalmente il piano leasing è completamente configurabile, anche sul sito ufficiale, per durata e importi.

Guidare questa vettura per le strade di Milano suscita la curiosità dei passanti che, spesso, si fermano a guardarla increduli; il colore dell’esterno, inoltre, non è a scelta ma è sempre lo stesso e le uniche personalizzazioni sono quelle dei pack “My Ami” che possono anche essere di colori sgargianti come questo arancione della nostra prova; va sottolineato che l’esemplare testato fosse equipaggiato con il pacchetto My Ami Pop Pack che aggiunge alcune rifiniture nere a contrasto tra cui il rinforzo paraurti anteriore, lo spoiler sul tetto e la mascherina sul frontale anche se per ottimizzare il rapporto qualità prezzo la prenderemmo con il pacchetto base My Ami Orange risparmiando circa 450 euro sul prezzo d’acquisto totale.

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In conclusione abbiamo apprezzato Citroen Ami e consigliamo l’acquisto a tutti coloro che abitano in una grande città, spesso congestionata dal traffico, non effettuano particolari tragitti e hanno la possibilità di poterla caricare privatamente. Questo è, a nostro parere, l’identikit perfetto per i futuri possessori di questa piccola soluzione green. Inoltre, considerato che è possibile guidarla a partire da 14 anni, si configura quale perfetta alternativa al motorino che rappresenta, da sempre, fonte di forte preoccupazione da parte dei genitori più apprensivi. Anche se da un lato sono assenti, come in tutte le “macchinette”, i più classici ausili e aiuti alla guida, dall’altro la presenza di una carrozzeria e di un tetto sopra la testa incrementa enormemente la sicurezza a bordo e le dimensioni da ultracompatta le permettono di muoversi agilmente nel traffico cittadino.

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