Aruba ha presentato Hyper Hosting. La società bergamasca, leader nei servizi data center e cloud, ha ufficializzato il lancio di una nuova proposta progettata per sostenere infrastrutture virtuali e applicazioni mission-critical che richiedono stabilità assoluta. Il servizio si posiziona come un’offerta di fascia alta, pensata per chi necessita di prestazioni elevate senza le incognite tipiche dei costi a consumo delle piattaforme enterprise più complesse.
Scegliere un'infrastruttura solida significa oggi prevenire interruzioni del servizio che possono danneggiare pesantemente il fatturato di un e-commerce o la reputazione di una web app aziendale. Aruba punta dunque a colmare il divario tra l'hosting tradizionale, spesso limitato dalla condivisione delle risorse, e il cloud più avanzato.
Il nucleo tecnico della soluzione risiede nell'abbandono del modello a risorse condivise a favore di una dotazione hardware specifica per ogni singolo cliente. Ogni istanza di Hyper Hosting dispone infatti di 8 vCPU e 16 GB di RAM interamente dedicati, oltre a un indirizzo IP statico. Questa configurazione assicura che picchi di traffico improvvisi o lanci di prodotto non subiscano rallentamenti dovuti ad altri utenti residenti sullo stesso server fisico, garantendo una continuità operativa costante.
Oltre alla potenza di calcolo, Aruba ha integrato nel pacchetto una serie di strumenti per la resilienza e la comunicazione professionale. Il servizio include storage illimitato e traffico senza soglie, eliminando le preoccupazioni legate alla crescita della mola di dati gestiti. Sul fronte della sicurezza e delle comunicazioni legali, sono comprese caselle PEC da 1 GB, certificati SSL DV preinstallati e il servizio GigaMail, rendendo la proposta adatta alle rigide normative italiane.
L'offerta si declina in due versioni principali per rispondere a diverse esigenze applicative: Hyper Hosting Linux e Hyper Hosting Gestito per WordPress. Se la prima è ottimizzata per lo stack LAMP e la massima flessibilità di sviluppo, la seconda include un assistente AI e sistemi di aggiornamento controllato. Quest'ultima versione è particolarmente indicata per le PMI che utilizzano il CMS più diffuso al mondo ma che richiedono un ambiente di staging sicuro per testare nuove funzionalità.
Un’infrastruttura nazionale per la sovranità dei dati aziendali
Gabriele Sposato, Direttore Marketing di Aruba, ha sottolineato come le organizzazioni stiano investendo in soluzioni digitali che devono essere affidabili nel tempo. Secondo il manager, Hyper Hosting nasce proprio per offrire un’esperienza di livello superiore, integrando costi prevedibili e stabilità hardware. L’obiettivo è permettere ai professionisti di concentrarsi sul business, delegando la complessità operativa a un partner infrastrutturale consolidato e tecnicamente preparato.
La solidità del servizio poggia sul network di data center di proprietà di Aruba, distribuiti sul territorio nazionale. La società gestisce strutture d'eccellenza come il Global Cloud Data Center di Ponte San Pietro, caratterizzato da impianti green-by-design, e ha recentemente inaugurato un nuovo hub a Roma per potenziare la connettività nel Centro e Sud Italia. Questa capillarità permette di gestire dati ordinari e critici con elevati standard di sicurezza, come dimostrato dalla certificazione ISO 22237 ottenuta dai propri siti.
Emerge chiaramente la volontà di Aruba di blindare la propria quota nel settore B2B attraverso la verticalizzazione delle risorse. In un panorama dominato dagli hyperscaler internazionali, la proposta di un hosting dedicato "chiavi in mano" con assistenza prioritaria 24/7 rappresenta una risposta pragmatica alle necessità delle imprese locali. Il punto di forza non è solo la forza bruta del silicio, ma la riduzione del rischio operativo per il cliente finale.
Tuttavia, l'efficacia di Hyper Hosting dipenderà dalla capacità delle aziende di valorizzare effettivamente queste risorse dedicate. Se da un lato l'eliminazione dei "vicini rumorosi" sul server può essere un bel vantaggio, dall'altro la gestione di ambienti così potenti richiede una consapevolezza tecnica non comune. Aruba sembra aver mitigato questo aspetto con le versioni gestite, ma la vera sfida resta quella di educare il mercato a preferire la qualità dell'infrastruttura alla mera convenienza economica del breve periodo.