Amazon Web Services si trova in una posizione piuttosto imbarazzante: proprio nei giorni in cui un grave malfunzionamento del suo servizio DynamoDB ha creato disagi a milioni di utenti in tutto il mondo, il colosso del cloud computing ha lanciato un nuovo strumento progettato per aiutare i clienti a gestire e documentare meglio gli incidenti tecnici. Una tempistica che non è passata inosservata nel settore, sollevando più di qualche sopracciglio tra gli osservatori dell'industria tecnologica.
Il nuovo sistema si inserisce all'interno di CloudWatch, la piattaforma che AWS propone per monitorare in tempo reale applicazioni e risorse ospitate sulla propria infrastruttura cloud. Secondo la descrizione ufficiale, CloudWatch fornisce "osservabilità a livello di sistema delle prestazioni applicative, della salute operativa e dell'utilizzo delle risorse". L'aggiornamento annunciato mercoledì scorso introduce una funzionalità di generazione interattiva di report sugli incidenti, pensata per produrre analisi post-mortem complete in pochi minuti.
La nuova funzione raccoglie automaticamente dati telemetrici, correlando le informazioni con le azioni intraprese durante le indagini su un problema tecnico. Il sistema è in grado di catturare parametri operativi critici, configurazioni dei servizi e risultati delle investigazioni per generare documentazione dettagliata. I report prodotti includono riassunti esecutivi, cronologie degli eventi, valutazioni dell'impatto e raccomandazioni pratiche per prevenire problemi futuri.
L'utilità di un simile strumento sarebbe stata evidente proprio all'inizio della settimana, quando DynamoDB ha smesso di funzionare correttamente causando interruzioni a catena in numerosi servizi online. L'incidente ha anche rivelato alcuni cambiamenti nella composizione della forza lavoro di Amazon, dettaglio che non è passato inosservato agli analisti. AWS stessa avrebbe probabilmente tratto vantaggio da questa nuova funzionalità per comunicare più efficacemente con i propri clienti durante la crisi.