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Cresce l’e-commerce B2b in Italia, +8% nel 2017

Sono 130mila le imprese che nel 2017 hanno adottato soluzioni di eCommerce B2b, in crescita dell'8% rispetto al 2016, connesse da 470 Extranet che supportano le relazioni con clienti (40%), fornitori (56%) o entrambi (4%). Il 14% delle Extranet attive è utilizzato anche per gli scambi commerciali con l'estero. Cresce anche l'uso di sistemi EDI per lo scambio elettronico di documenti, con 165mila documenti (+10%) scambiati da 13mila imprese (+8%), di cui un terzo sono fatture. Oltre quattro grandi aziende su dieci (42%) hanno implementato soluzioni collaborative per gestire la relazione con clienti e fornitori.

Sono alcuni risultati della ricerca dell'Osservatorio Fatturazione Elettronica & eCommerce B2b della School of Management del Politecnico di Milano presentata oggi al Campus Bovisa del Politecnico di Milano durante il convegno "Fatturazione Elettronica: nuovo impulso per il Digital B2b".

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Nel 2017 secondo Riccardo Mangiaracina, responsabile scientifico dell'Osservatorio Fatturazione Elettronica & eCommerce B2b, l'eCommerce B2b tra imprese residenti sul territorio italiano, ha raggiunto un valore di 335 miliardi di euro, con un incremento dell'8% rispetto al 2016. Una cifra significativa, ma che rappresenta ancora soltanto il 15% degli scambi complessivi fra le imprese italiane, mentre appare maggiore l'incidenza dell'eCommerce B2b di aziende italiane verso imprese estere, pari a 130 miliardi (il 26% del transato totale verso l'estero). "Ci attendiamo che la fatturazione elettronica obbligatoria avrà un impatto positivo sulla futura crescita di questi valori", ha concluso Mangiracina.

"Sono oltre 15 anni che studiamo la digitalizzazione dei processi tra imprese (il Digital B2b), ne abbiamo presentato gli importanti elementi di beneficio e abbiamo dichiarato in tutte le sedi che questa trasformazione è un formidabile elemento di competitività per le imprese, le supply chain e l'intero sistema paese. L'obbligo di fatturazione elettronica tra privati — senza voler nascondere le difficoltà attuative — costituisce quindi dal nostro punto di vista un passo importante per accelerare il Digital B2b", ha affermato Alessandro Perego, direttore scientifico degli Osservatori Digital Innovation. "La speranza è che con l'obbligo crescano gli investimenti in digitale (oggi circa la metà delle imprese nazionali investe meno dell'1% del fatturato in progetti di digitalizzazione) e diminuisca il gap culturale e comportamentale tra grandi imprese e PMI, così da diffondere maggiormente un approccio di filiera basato sulla fiducia, la trasparenza e lo scambio dei dati di business. Passaggio essenziale, quest'ultimo, in un mondo in cui le imprese e le supply chain in cui sono inserite competono sulla capacità di valorizzare i dati stessi".

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Dal sondaggio condotto dall'Osservatorio su 126 grandi imprese (con più di 250 addetti) e 218 PMI emerge come nel complesso le imprese italiane siano a buon punto sia in termini di conoscenza sia di capacità di adeguamento alla normativa. Solo il 2% delle grandi imprese e l'8% delle PMI, infatti, ritiene ancora che la normativa sia poco chiara e soltanto poco più di un quinto del campione (21%) ritiene che ci sarà un po' di confusione sul mercato al momento dell'entrata in vigore dell'obbligo.

Grandi aziende e PMI si stanno organizzando per farsi trovare pronte all'appuntamento: solo il 5% delle grandi imprese e il 9% delle PMI non hanno ancora deciso come approcciarsi al nuovo obbligo normativo. Per entrambe il gestionale riveste un ruolo fondamentale, con il 39% delle grandi aziende e il 32% delle PMI che lo adeguerà per adempiere all'obbligo normativo. Più ampio il divario se si considera la propensione a esternalizzare il servizio, pari al 34% per le grandi aziende e al 21% per le PMI. Una differenza che si spiega con la maggiore tendenza delle PMI rispetto alle grandi imprese a rivolgersi al commercialista di fiducia (10% per le prime e 1% per le seconde) e a utilizzare i servizi gratuiti messi a disposizione dall'Agenzia delle Entrate (13% contro 1% delle grandi aziende).

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"L'obbligo di fatturazione elettronica tra privati è un'opportunità che le imprese devono cogliere per rivedere internamente i propri processi", ha affermato Claudio Rorato, Direttore dell'Osservatorio Fatturazione Elettronica e eCommerce B2b. "Solo così sarà possibile sfruttare le potenzialità che si generano grazie al passaggio da una "gestione per documenti" a una gestione per "flussi di dati" e dalla dematerializzazione di un documento alla digitalizzazione dell'intero ciclo ordine-pagamento. I benefici di questo passaggio sono evidenti: con l'introduzione della sola fattura elettronica strutturata si possono risparmiare tra i 5,5 e gli 8,2 euro ogni fattura, mentre con la digitalizzazione dell'intero ciclo dell'ordine tra 25 e 65 euro ogni ciclo".