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Power e cooling

L’infrastruttura ICT è al centro dei processi per il business aziendale: ottimizzarne i costi e aumentarne il rendimento è fondamentale per le imprese che vogliano trovare risorse per la ripresa

Avatar di Gaetano Di Blasio

a cura di Gaetano Di Blasio

@Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 31/12/2012 alle 23:12 - Aggiornato il 15/03/2015 alle 01:44
  • Data Center Optimization
  • Migliorare le capacità di un data center
  • Spedire i dati nella nuvola
  • Power e cooling
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Power e cooling

Un ulteriore fondamentale aspetto, quando si progetta di ottimizzare un data center riguarda le componenti infrastrutturali, in particolare quelle preposte all’alimentazione elettrica e al raffreddamento. Su questo fronte, infatti, si è trascurato molto in passato. Tanto che i margini di miglioramento sono elevati: si parla di ridurre il consumo energetico del 50% e più, che può significare diverse centinaia di migliaia di euro l’anno per un data center di medie dimensioni.

In generale, si è affermato l’uso del PUE (Power Usage Efficiency) come indicatore dell’efficienza in un data center. Il PUE misura il rapporto tra la potenza elettrica consumata complessivamente nel data center e quella impiegata esclusivamente per alimentare i dispositivi ICT. Il valore ideale è pertanto uguale a 1: tutta la potenza è usata “proficuamente” per scopi “produttivi”. In passato, si stabiliva semplicemente a che temperatura era opportuno funzionasse un computer e si raffreddava tutto l’ambiente affinché fosse ragionevolmente sotto quella temperatura. Non si misurava nemmeno quanta energia fosse necessaria. Era vista come un costo necessario. Al tempo, non ci si preoccupava neanche di spegnere la luce uscendo dall’ufficio.Già da un po’ di anni, si è cominciato a implementare soluzioni per il raffreddamento che consentissero di risparmiare energia (per esempio il free cooling, che consente di sfruttare l’aria fredda esterna nei periodi invernali). In ogni caso, ancora pochi anni fa si calcolava necessario 1 watt di potenza speso in power e cooling per ogni watt necessario agli strumenti ICT. Con un PUE, dunque, che si aggira intorno al valore 2. Oggi, per esempio grazie alle soluzioni di precision cooling, che consentono di raffreddare in maniera mirata le diverse zone e fino ai singoli armadi del data center, è possibile scendere a PUE pari a 1,6 o addirittura 1,1.

Il PUE, peraltro, è una misura grezza, che parte comunque da un presupposto solo parzialmente vero: la potenza assorbita dall’ICT è un valore fissato “dall’alto”. In effetti, i produttori di hardware hanno ridotto notevolmente i consumi dei loro apparati, ma un po’ di attenzione a questo aspetto andrebbe posta maggiormente dagli ICT manager (ai quali, peraltro, non sempre viene data la responsabilità sui consumi del data center)

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