L'estate 2025 rimarrà nella memoria del settore finanziario come il momento in cui le stablecoin sono uscite dalle nicchie speculative per bussare alle porte del sistema bancario tradizionale. Quello che fino a pochi mesi fa sembrava un esperimento tecnologico relegato agli scambi di criptovalute, oggi si presenta come un potenziale pilastro dell'infrastruttura finanziaria globale. La trasformazione è stata così rapida e significativa che Goldman Sachs ha coniato il termine "stablecoin summer" per descrivere questa convergenza di eventi normativi, istituzionali e commerciali.
Il sigillo della legittimità: quando Washington incontra la blockchain
Il punto di svolta è arrivato a luglio con l'approvazione del GENIUS Act, la prima normativa federale statunitense dedicata specificamente alle stablecoin. La legge ha imposto requisiti stringenti agli emittenti, obbligandoli a garantire una copertura uno-a-uno con asset liquidi di alta qualità, principalmente titoli del Tesoro e depositi bancari assicurati. Questo framework normativo ha sostanzialmente trasformato le stablecoin da strumenti speculativi a entità sottoposte a supervisione federale.
Circle, l'emittente di USD Coin, ha colto l'opportunità offerta da questo nuovo clima normativo per quotarsi in borsa a giugno. Nel frattempo, colossi del retail come Walmart e Amazon hanno annunciato l'esplorazione di propri "dollari digitali", segnalando un interesse che va ben oltre i confini tradizionali delle criptovalute.
L'economia delle riserve: un modello di business da centinaia di miliardi
Dietro la facciata tecnologica delle stablecoin si nasconde un modello di business relativamente semplice ma estremamente redditizio. Quando un cliente deposita dollari per ottenere stablecoin, l'emittente investe quelle riserve in asset sicuri e incassa gli interessi. Con centinaia di miliardi di dollari in circolazione e rendimenti dei Treasury superiori al 4%, i profitti sono considerevoli.
Tether, il dominatore del settore con circa 166 miliardi di dollari in circolazione, è diventato uno dei primi 20 detentori di titoli del Tesoro americano a livello mondiale. Circle, ora società quotata, mantiene la maggior parte delle sue riserve in Treasury a breve termine e operazioni di pronti contro termine.
La sfida alle reti tradizionali: evoluzione, non rivoluzione
Contrariamente alle aspettative iniziali, le stablecoin non stanno demolendo i circuiti di pagamento esistenti ma piuttosto integrandosi con essi. Visa e Mastercard continuano a svolgere ruoli cruciali nelle transazioni che coinvolgono stablecoin, facilitando i regolamenti a livello consumer. Visa stima di processare oltre un miliardo di dollari in volumi di stablecoin nei prossimi 12-18 mesi. Un fenomeno che, tra l'altro, non riguarda solo le stablecoin: pochi giorni fa infatti anche Ripple ha deciso di avere la sua carta di credito.
Nel settore delle rimesse internazionali, dove inizialmente sembrava che le stablecoin potessero eliminare intermediari costosi, la realtà si è rivelata più complessa. La maggior parte dei costi nelle rimesse non deriva dal movimento fisico del denaro ma da compliance, onboarding e conversioni valutarie, aspetti che le stablecoin non possono aggirare completamente.
Stabilità o fragilità: il dilemma della politica monetaria
Il dibattito sulle stablecoin si riduce essenzialmente a una questione fondamentale: rappresentano un'evoluzione naturale del sistema monetario o un ritorno pericoloso all'era del "wildcat banking" del XIX secolo? I sostenitori vedono nel GENIUS Act un parallelo con il National Bank Act del 1863, che pose fine al caos bancario standardizzando le banconote con garanzia del Tesoro.
Gli scettici, invece, temono una replica dell'epoca del Free Banking, quando le banconote private proliferarono creando divergenze di valore e crolli di fiducia. Le banche centrali dispongono di strumenti come le finestre di sconto e il quantitative easing per gestire shock di liquidità, strumenti che gli emittenti privati di stablecoin non possiedono.
L'impatto sul mercato dei Treasury rappresenta una delle dinamiche più impattanti ma meno comprese. Ogni nuova stablecoin coniata richiede riserve equivalenti, spesso in titoli del Tesoro a breve termine, creando un nuovo acquirente strutturale del debito pubblico proprio mentre i deficit si espandono. Il futuro dipenderà dall'adozione: se la tokenizzazione accelererà e i consumatori si abitueranno a detenere dollari digitali, le stablecoin potrebbero passare da infrastruttura cripto a mainstream. Il mercato attuale da 270 miliardi di dollari, dominato da Tether e Circle, potrebbe essere solo l'inizio di una trasformazione che ridefinisce il concetto stesso di moneta nell'era digitale.