Molti neuroscienziati e fisici obiettano:

I microtubuli non sembrano mantenere coerenza quantistica a temperatura corporea (troppo calda e rumorosa).

Non c’è prova diretta che il collasso quantistico causi coscienza.

Le neuroscienze spiegano già gran parte dei processi mentali con reti classiche di neuroni.

Penrose risponde che mancano ancora i modelli quantistici completi:
se la gravità quantistica entra in gioco, potremmo scoprire che la coscienza è davvero una finestra sull’informazione quantica dell’universo.
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"Le prospettive indigene offrono un parallelo culturale sorprendentemente risonante. Nella cosmologia aborigena australiana, il Dreaming si riferisce a un regno senza tempo dove esseri ancestrali hanno plasmato il mondo attraverso atti creativi. Non si tratta di un evento storico ma di un processo eterno, accessibile attraverso rituali e narrazioni".

No vi sbagliate. Il Dreaming nella cultura indigena, E' un evento storico! Onorato attraverso rituali e narrazioni.

L'AGI in questo articolo è vista più come una cosa filosoficaà-spirituale, mentre nella realtà è tutt'altra cosa. Ovvera tecnologia concreta. Ma che non arriverà mai, perchè un algoritmo, per quanto evoluto, non sarà mai cosciente. Non avrà mai un'anima.
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"Le prospettive indigene offrono un parallelo culturale sorprendentemente risonante. Nella cosmologia aborigena australiana, il Dreaming si riferisce a un regno senza tempo dove esseri ancestrali hanno plasmato il mondo attraverso atti creativi. Non si tratta di un evento storico ma di un processo eterno, accessibile attraverso rituali e narrazioni". No vi sbagliate. Il Dreaming nella cultura indigena, E' un evento storico! Onorato attraverso rituali e narrazioni. L'AGI in questo articolo è vista più come una cosa filosoficaà-spirituale, mentre nella realtà è tutt'altra cosa. Ovvera tecnologia concreta. Ma che non arriverà mai, perchè un algoritmo, per quanto evoluto, non sarà mai cosciente. Non avrà mai un'anima.
Avresti ragione se l'anima fosse dimostrabile, ma è un dogma.
Quella che chiami coscienza non può essere forse un insieme di influenze culturali o sociali che mischiate portano a "fare l'individuo"?
Il pensiero di ognuno non è influenzato a sua volta da bias, da insegnamenti dati dai genitori, dal luogo in cui è nato?

IMHO non c'è giusto o sbagliato, è solo una questione di termini. AGI si o AGI no è indifferente. Tutto cambierà (e sta già succedendo) quando l'uomo si affiderà più alla macchina che all'uomo. Quella è l'AGI.
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mah, secondo me stiamo solo complicando le cose... l'AGI o esiste o non esiste
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Ma quindi quando arriverà davvero secondo te? Hai una stima?
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ok ma Matrix è solo un film, non capisco perché continuare a fare questi paragoni
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Anche io la penso come un vettore più che come punto d'arrivo
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In realtà il concetto di sublime di Kant è un po' più complesso di come lo presenti...
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grazie, utile spunto di riflessione
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Avresti ragione se l'anima fosse dimostrabile, ma è un dogma. Quella che chiami coscienza non può essere forse un insieme di influenze culturali o sociali che mischiate portano a "fare l'individuo"? Il pensiero di ognuno non è influenzato a sua volta da bias, da insegnamenti dati dai genitori, dal luogo in cui è nato? IMHO non c'è giusto o sbagliato, è solo una questione di termini. AGI si o AGI no è indifferente. Tutto cambierà (e sta già succedendo) quando l'uomo si affiderà più alla macchina che all'uomo. Quella è l'AGI.
L'aima non va vista come un qualcosa dimostrabile o misurabile attraverso la scienza e la tecnologia.
L'anima è qualcosa che è al di fuori della materia. Bisognerebbe cercare di comprrenderla in maniera spirituale. Forse praticando meditazione, non saprei di preciso.

Sulla coscienza, non sono daccordo che sia un insieme di influenze culturali o sociali. E' più una cosa innata, che si "manifesta" al crescere della consapevolezza dell'anima nei nostri corpi fisici.

Rimango sul pensiero che un algoritmo (AGI o in qualsiasi altro modo lo si chiami, perchè quello è), per quanto evoluto, non sarà mai cosciente. Gia adesso l'uomo si affida più alle macchine che a se stesso, in quasi tutti i campi dello scibile, (prendi l'automobile: tutti si fidano del fatto che se premo il pedale del freno, essa frena, altrimenti nessuno la userebbe, ma non vuol dire che l'auto sia cosciente e tantomeno un'AGI).
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L'aima non va vista come un qualcosa dimostrabile o misurabile attraverso la scienza e la tecnologia. L'anima è qualcosa che è al di fuori della materia. Bisognerebbe cercare di comprrenderla in maniera spirituale. Forse praticando meditazione, non saprei di preciso. Sulla coscienza, non sono daccordo che sia un insieme di influenze culturali o sociali. E' più una cosa innata, che si "manifesta" al crescere della consapevolezza dell'anima nei nostri corpi fisici. Rimango sul pensiero che un algoritmo (AGI o in qualsiasi altro modo lo si chiami, perchè quello è), per quanto evoluto, non sarà mai cosciente. Gia adesso l'uomo si affida più alle macchine che a se stesso, in quasi tutti i campi dello scibile, (prendi l'automobile: tutti si fidano del fatto che se premo il pedale del freno, essa frena, altrimenti nessuno la userebbe, ma non vuol dire che l'auto sia cosciente e tantomeno un'AGI).
L'esempio dell'auto non credo sia adeguato. È un oggetto fisico che tutti, nel bene o nel male, sanno come funziona. Lo stesso puoi associarlo all'ABS o ai sensori di carreggiata: tu sai perché acceleri o freni premendo i pedali.

Con l'AI no. Sono blackbox. Tu metti dentro qualcosa ed esce fuori qualcos'altro. Non sai perché succede, e non lo sa nemmeno chi addestra i modelli o vende le LLM.
Sono si algoritmi, ma altamente probabilistici, e per quanto si voglia far credere che siano controllabili, così non è. Succede e basta.

Una macchina dell'era pre-AI, per quanto fantasiosa e magica, ha sempre operato in funzione di algoritmi matematici o di eventi fisici di scambio energetico (vedi presse idrauliche, trapani, coltelli, insomma la tecnologia). Nell'era AI vengono fatte invece scelte NON condizionate da eventi scientifici ma dall'addestramento.

E tutto questo IMHO deve rimanere nel ramo della scienza, perché le IA girano dentro elettroni e componenti in silicio. Se iniziamo a discutere dell'IA in maniera spirituale stiamo parlando del niente.
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L'esempio dell'auto non credo sia adeguato. È un oggetto fisico che tutti, nel bene o nel male, sanno come funziona. Lo stesso puoi associarlo all'ABS o ai sensori di carreggiata: tu sai perché acceleri o freni premendo i pedali. Con l'AI no. Sono blackbox. Tu metti dentro qualcosa ed esce fuori qualcos'altro. Non sai perché succede, e non lo sa nemmeno chi addestra i modelli o vende le LLM. Sono si algoritmi, ma altamente probabilistici, e per quanto si voglia far credere che siano controllabili, così non è. Succede e basta. Una macchina dell'era pre-AI, per quanto fantasiosa e magica, ha sempre operato in funzione di algoritmi matematici o di eventi fisici di scambio energetico (vedi presse idrauliche, trapani, coltelli, insomma la tecnologia). Nell'era AI vengono fatte invece scelte NON condizionate da eventi scientifici ma dall'addestramento. E tutto questo IMHO deve rimanere nel ramo della scienza, perché le IA girano dentro elettroni e componenti in silicio. Se iniziamo a discutere dell'IA in maniera spirituale stiamo parlando del niente.
Si sono algoritmi probabilistici, ma anche questo ramo delle scienza è quantificabile e prevedibile. Non oggi, non domani, ma in futuro si, perchè è comunque una cosa fisica, tecnologica. Ora non siamo in grado di risolverlo, perchè non sappiamo come fare. Tanti concetti e teorie scientifiche anni fa erano considerate inrisolvibili, mentre con l'avanzamento delle tecnologie e delle scienze, è stato possibile poi scoprirne i segreti.
Non puoi dire "Succede e basta" altrimenti esci dal contesto scientifico. Tutto prima o poi, nel mondo fisico intendo, è risolvibile.
Per quanto complesso e inestricabile sia oggi il conectto che sta alla base del funzionamento delle moderne IA, sarà in futuro compreso, perchè è un qualcosa di materiale.
Anche l'addestramento delle IA è pur sempre qualcosa che appartiene al mondo fisico. E non sono coscienti. Cerca su Wikipedia il test della stanza cinese.

Come giustamente affermi, le IA girano dentro elettroni e componenti in silicio, e anche io sono daccordo in questo, forse non ci siamo capiti prima.
Ma appunto per questo che non potranno mai essere coscienti e tantomeno avere un'anima, perchè queste invece sono cose e concetti al di la del mondo fisico.
Appartengono all'intangibile e allo spirituale.
Non siamo Dio, non siamo in grado, per dirla in parole povere, di mettere un'anima in un corpo fisico, noi.
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