Cinema e Serie TV

The Mandalorian: la recensione della prima stagione

Il modo migliore per ingannare l’attesa del ritorno di Din Djarin, meglio noto come Mando, è ritornare nell’universo futuro di Star Wars rivedendo la prima stagione di The Mandalorian.  Le avventure del Mandaloriano e del suo piccolo, verdognolo amico sono arrivate in un momento piuttosto delicato della storia di Star Wars: l’uscita dell’ultimo capitolo della saga degli Skywalker. La nuova trilogia iniziata da Abrams con Il Risveglio della Forza ha spaccato i fan della saga fantascientifica creata da George Lucas, divisa fra chi ha rivisto gli elementi fondanti di Star Wars anche in questi nuovi capitoli e chi invece ha accusato un profondo distacco dal nuovo corso della saga.

La creazione di universo narrativo declinato anche in altri media, come fumetti, romanzi e serie TV, è diventato quindi un’occasione per cercare di sanare questa frattura con una frangia degli appassionati. Una missione che è ricadute sulle spalle di The Mandalorian, primo esponente della nuova vita seriale di Star Wars. Il primo passo è sempre il più complesso, e Jon Favreau, showrunner della serie, ha dovuto mostrarsi all’altezza del compito. E da colui che ha tenuto a battesimo il Marvel Cinematic Universe con Iron Man nel 2008 non ci si poteva aspettare di meno.

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The Mandalorian, come detto, arriva nel momento più delicato del rapporto tra Star Wars e i fan. Le accuse principali alla nuova trilogia sono di avere tradito, in un certo senso, lo spirito originario della saga o di avere avuto una gestione non eccelsa in termini di continuità narrativa e coraggio nel portare le avventure della galassia lontana lontana in una direzione nuova ma che mantenesse i caratteri fondamentali del contesto narrativo. Accuse forti, spesso dettate più da una profonda nostalgia per l’ideale radicatosi nei vecchi fan, che hanno riscontrato una certa difficoltà nell’adattarsi alla nuova dinamica della storia. Senza entrare nel merito di questa discussione che tiene banco da anni sui social, è però evidente come servisse una storia che mantenesse vivo questo legame tra i fan della vecchia guardia e Star Wars, oltre ad avvicinare nuovi potenziali appassionati.

E qui entra in gioco The Mandalorian.

The Mandalorian: questo è lo Star Wars che state cercando

Pur senza coinvolgere i volti più amati di Star Wars, The Mandalorian è Star Wars allo stato più puro. Negli otto episodi di questa prima stagione è evidente la traccia primigenia che guidò anche Lucas alla creazione della sua saga. Come si è più volte notato, Star Wars ha subito una forte influenza da alcune opere che hanno contraddistinto la natura e la definizione degli elementi essenziali. Da La Fortezza Nascosta e I Sette Samurai di Kurosawa sino agli studi sulla saggistica in merito al viaggio dell’eroe, Lucas è stato guidato da queste ispirazionI all’epoca di Una Nuova Speranza, e la stessa matrice sembra esser stata applicata a The Mandalorian. Basterebbe considerare l’episodio Sanctuary per riscontrare la forte influenza di Kurosawa all’intero impianto narrativo di Star Wars.

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Proprio come per la Trilogia Classica, The Mandalorian sembra lavorare in modo preciso più sul piano emotivo che non su quello puramente narrativo. Che non vuol dire che la serie di Favreau sia debole nella sua struttura, ma che si affida principalmente ad una componente vincente: pura avventura. Non manca lo spettacolo, con battaglie epiche e frenetiche, così come viene presentato in modo avvincente il tema del viaggio e la componente aliena, tipica di Star Wars, viene utilizzata con intelligenza. A questo si unisce una presenza massiccia di grandi classici della narrativa avventurosa tipici della pop culture.

La storia del Mandaloriano è un buon mix di fantascienza e western, che gioca al meglio con un senso di familiarità dello spettatore già appassionato di Star Wars. Le dinamiche essenziali della storia sono quelle classiche di Star Wars, in cui veniamo coinvolti su più livelli, visivo e sonoro, nelle imprese dei protagonisti.

L’eroe sotto l’elmo

Il Mandaloriano è un eroe perfetto per questo serial. In una società frammentata, transitoria per via del cambio di potere nella Galassia (siamo tra Il Ritorno dello Jedi e Il risveglio della Forza), il cacciatore di taglie è inizialmente un personaggio interessato solo a perseguire i propri obiettivi, cercando di far coincidere il rispetto del credo mandaloriano con una professione spesso ambigua. Nei primi episodi, assistiamo a come questa sua concezione del mondo cambi grazie all’incontro del piccolo alieno, che da semplice taglia diventa una figura cara, simbolo di redenzione. Missioni al limite dell’impossibile, uno contro tutti e pochi alleati, animati da buone intenzioni e alla ricerca di uno scopo nella vita, sono elementi da sempre presenti in Star Wars, ora utilizzati in modo convincente anche nel medium televisivo.

A conti fatti, The Mandalorian è a tutti gli effetti un capitolo importante del mito di Star Wars, probabilmente il più vicino allo spirito originario della saga classica all’interno dei prodotti usciti negli ultimi anni. Non è un caso che abbia trovato in altre produzioni televisive, come Clone Wars e Rebels, i punti di contatto per inserirsi al meglio nel Canon di Star Wars. Dovendo presentare un periodo storico di Star Wars finora solo accennato in fumetti e romanzi, The Mandalorian utilizza piccoli riferimenti inseriti in modo intelligente nella trama per dare una connotazione più precisa a questo momento della saga, creando una dinamica sociale credibile e spontanea.

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Sensazione che viene rafforzata dalla cura con cui viene mantenuto l’aspetto visivo tipico dell’universo di Star Wars. I luoghi visitati dal Mandaloriano, noti o meno allo spettatore, mantengono sempre la concretezza visiva delle location che ci si aspetterebbe di vedere in una storia di Star Wars, una sicurezza riaffermata anche nelle armi e nei mezzi visti in azione. L’intelligenza degli autori di The Mandalorian è racchiusa nel sapere come utilizzare ogni aspetto, compreso il contesto sociale e gli aspetti più familiari della saga, per mostrare il progredire degli eventi conosciuti in Il ritorno dello Jedi. Per ottenere questo scopo si lavora con cura nell’evidenziare dettagli come le armature degli stormtrooper non più linde come al solito, o rivelando che nemmeno i reduci dell’Alleanza Ribelle hanno vita facile. Si tratta di creare una società nuova, nata delle ceneri del vecchio ordine imperiale e ancora in una fase di assestamento, facendo attenzione a non dimenticare che lo spettatore potenzialmente conosce già il futuro di questa realtà, vista nella nuova trilogia cinematografica.

Ricreare Star Wars

L’inserimento di questi elementi tipici dell’universo di Star Wars, dai più evidenti a quelli più rari, serve anche a creare un legame empatico con gli spettatori, facendoli nuovamente sentire parte di questa grande avventura chiamata Star Wars. Ma essere parte della saga non significa soltanto mostrare armi conosciute o citare pianeti iconici, vuol dire anche rispettare alcuni punti fermi della narrazione tipica di Star Wars.

Sotto questa luce, Din Djarin sembra essere il classico eroe di Star Wars. Rimasto solo in giovane età, accolto da una figura paterna e cresciuto per seguire un percorso che lo rende un protagonista di eventi che potrebbero cambiare radicalmente la galassia. A ben pensarci, potrebbe essere il riassunto delle vite di Luke Skywalker, Jyn Erso o Rey Palpatine, ma questo canovaccio riproposto non è una debolezza della serie, bensì una forza, che ribadisce quel senso di familiarità con Star Wars.

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Dove ci si apre ad una maggior sfida è il costruire finalmente il mondo dei Mandaloriani, sinora solo accennato in Clone Wars e Rebels. The Mandalorian offre la possibilità di dare anche a questa società un’identità culturale, che viene svelata dando maggiro spessore alla figura stessa del Mandaloriano. Favreau e la sua squadra sono riusciti a dare vita ad una serie perfetta nel rispetto del canone di Star Wars, promettendo avventura e mantenendo la loro promessa, aggiungendo un pizzico di ironia e dei momenti emozionanti impeccabili, con l’ausilio di una colonna sonora impeccabile.

Forte di questi elementi, The Mandalorian si rivela come una serie onesta, soprattutto grazie alla consapevolezza di Favreau e compagni, capaci di confezionare un prodotto adatto al momento in cui si trova Star Wars, traghettando in modo ineccepibile la saga dal cinema al mondo delle serie TV. Star Wars è un sinonimo di avventura, non ha mai avuto una scrittura particolarmente profonda, puntando soprattutto al coinvolgimento emotivo, anche andando a scapito della solidità narrativa, su cui si è poi lavorato nei prodotti derivati per dare maggior solidità, dal Legends al Canon. The Mandalorian segue questo principio, la sua natura è pura avventura, spettacolare, emotiva, ma è sempre l’avventura che viene onorata nelle imprese di Din Djarin.

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Se The Mandalorian è il biglietto da visita della nuova vita seriale di Star Wars, non solo diventa pressante l’attesa per la seconda serie di Star Wars, Obi-Wan, ma anche la seconda stagione delle avventure di Din Djarin è già uno degli eventi più attesi dell’entertainment nel 2020.

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