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Carnevale, i migliori film in costume e in maschera

Carnevale, parola derivante dal latino carnem levare o carne levamen (“eliminare la carne”), intesa come inizio del periodo di digiuno, dunque di mancanza di carne e cibi ricchi e nutrienti dalla tavola. L’alternativa etimologica sta in carrus navalis (“nave su ruote”) ossia il carro carnevalesco, o da currus navalis (“corteo navale”), usanza di origine pagana per darsi ai festeggiamenti prima dei quaranta canonici giorni che precedono la Pasqua. Proprio legandoci a questa seconda possibile derivazione del termine, non possiamo cogliere occasione migliore per ricordare il Carnevale anche nel cinema, con una selezione di titoli dove il tema della maschera e del travestimento viene trattato in modi diversi, ma sempre memorabili e degni di nota.

I migliori film da recuperare a Carnevale

Mrs. Doubtfire

In tema di travestimenti, non può mancare la celebre interpretazione del compianto Robin Williams in Mrs. Doubtfire, nei panni non solo di un padre separato, ma anche di una governante. Quest’ultimo è infatti la veste transgender che decide di indossare per poter stare con i figli nonostante la separazione dalla moglie. Un trucco decisamente ben riuscito, fino a quando un incidente non gli permetterà più di tornare indietro. Parliamo di un film che, a distanza di vent’anni, sa ancora far divertire, grazie all’ironia e alla comicità sempre pulita dell’attore protagonista, indimenticabilmente impresso nella mente e nel cuore del pubblico. Un attore che ha saputo portare diverse maschere sempre a fin di bene…

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Patch Adams

… ma in un modo ancor più particolare nel film Patch Adams, storia semi-biografica risalente al 1998 e basata sulla storia della vita del Dottor Hunter “Patch” Adams e sul libro Salute! Curare la sofferenza con l’allegria e con l’amore, del Dr. Adams e Maureen Mylander. In questo caso, la maschera è un semplice naso rosso che il medico indossa per strappare un sorriso ai più giovani pazienti ricoverati nella clinica Gesundheit! Institute, dopo aver seguito a sua volta un percorso terapeutico in un istituto mentale. La storia di cui è protagonista Williams stavolta ci ricorda come la maschera che più spesso dobbiamo portare è il nostro stesso volto, senza alcun bisogno di apporvi orpelli, trucchi e travestimenti. E non sempre per nascondere la realtà per loschi motivi, ma per prendersi una pausa di sollievo dalle difficoltà quotidiane.

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Eyes Wide Shut

Il titolo è eloquente: l’espressione inglese significa che qualcuno rifiuta di vedere qualcosa per come appare e per come si presenta, per via di preconcetti su come dovrebbe apparire. Questo accade spesso alle persone ingenue, ma quanto lo sono davvero i protagonisti di Eyes Wide Shut? Uno dei primi titoli che hanno visto sullo schermo insieme la ex coppia Kidman-Cruise, portati dal genio del cinema Stanley Kubrick. Proponiamo questo film in quanto si pone non solo come occasione di riflessione sulle maschere che ci portiamo addosso, questa volta appositamente per nasconderci dietro ai tabù e alle cose che decidiamo di non vedere, ma anche per la celebre presenza del ballo in maschera (e la copertura che la censura ha imposto su alcuni corpi eccessivamente nudi durante le orge incluse nel titolo).

A proposito delle celeberrime maschere, solo di recente si è scoperto qualche dettaglio in più circa la “donna misteriosa”, completamente nuda ma dal volto coperto da una maschera, che il protagonista incontra nel corso del party di Victor Ziegler, il benestante amico della coppia Alice Harford e William “Bill” Harford. La donna è stata doppiata da Cate Blanchett e interpretata dalla ex modella Abigail Good. Il film in questione, a ogni buon conto, trae origine dal libro Doppio sogno di  Arthur Schnitzler, che si fonda sul dramma dell’esplorazione della propria coscienza, dopo che una coppia borghese va in crisi, per causa dell’incomunicabilità all’interno del loro matrimonio. Una situazione emblematica della crisi dell’individuo di fronte alla realtà dell’esistenza, che non è sempre facile da affrontare individualmente, a partire dalla capacità di spogliarsi dalla propria maschera del pregiudizio.

Hook – Capitan Uncino

Film del 1991 diretto da Steven Spielberg, Hook è un sequel delle avventure originali di Peter Pan e si concentra su un Peter cresciuto che ha perso i suoi ricordi d’infanzia, ora noto come “Peter Banning”. Il ragazzino che non doveva crescere, ma che è invece invecchiato, è ora un avvocato di successo, sposato e con due figli. Quando però Capitan Uncino rapisce i suoi ragazzi, Peter non può fare altro che tornare all’Isola che non c’è, rivestendo gli abiti del ragazzino di una volta e riacquistando, non senza problemi, lo spirito giovanile di Pan.

Un classico film entrato nel cuore di tanti spettatori e di tutte le età, per via dell’ottima interpretazione di Dustin Hoffman del cattivo di turno, oltre che prevedere nel cast anche Maggie Smith, nota ai più non solo per il ruolo della professoressa McGranitt in Harry Potter, ma anche per la sua presenza nelle stagioni di Downton Abbey nei panni di Violet Crawley, oltre a una giovane Julia Roberts nei panni della fatina Trilli. La storia ci insegna che a volte è bene tornare bambini, rimettersi nei panni del nostro Io d’infanzia, abbandonare la propria quotidianità per recuperare quanto abbiamo di più caro. Anche solo per porre fine a un antagonismo che sarebbe potuto essere eterno, ma che lo ha reso tale solo il potere della letteratura e della cinematografia.

La maschera di Zorro

Quanti bambini si saranno vestiti da Zorro per Carnevale? Lui è solo uno dei tanti personaggi sul grande schermo che ha scelto di nascondersi dietro una maschera per non essere riconosciuto, ma quanti eroi sono diventati leggendari per la loro identità alterata, e dunque potenziata: dagli eroi DC, tra cui spunta uno per tutti l’uomo pipistrello per eccellenza, Batman e il compare Superman, al lato Marvel con gli Avengers, per citare i più famosi e leggendari tra di loro. Immancabile dunque la citazione de La maschera di Zorro, film del 1998 con un avvenente Antonio Banderas, un formidabile Anthony Hopkins e una bellissima e fortissima Catherine Zeta Jones.

È stata la prima trasposizione hollywoodiana del personaggio di Zorro dopo quasi sessant’anni, l’ultima risaliva al 1940 con Il segno di Zorro, mentre la più importante uscita in Europa risaliva al 1975 diretta da Duccio Tessari con Alain Delon. Caratteristica peculiare di questa pellicola è l’originale soluzione del parallelismo tra i due Zorro, il più anziano che cede il passo al più giovane, seppur maturo, dando un nuovo fiato alla trama e presentandosi come una soluzione vincente al botteghino. Un titolo che ha saputo rendere onore a una delle maschere più famose del mondo, senza far avvertire al pubblico la eventuale pesantezza di una storia già nota e, come è giusto che sia, ormai sempiterna.

The Mask

Stanley Ipkiss è un bancario imbranato, vessato da tutti e in grado di trovare conforto solo nel piccolo, mitico cane Milo con cui vive nel suo unico amico e collega Charlie. Come fare dunque per conquistare la bellissima Tina Carlyle con l’intenzione di aprire un conto e strapparla dalle braccia del suo fidanzato gangster, Dorian Tyrell ? Solo un deciso e netto cambio d’abito potrà farlo diventare verde, e non per invidia. Dopo una serata in un locale, l’auto lo abbandona su un ponte, sopra un fiume dove si trova un’antica maschera in legno, casus belli della trasformazione del protagonista Jim Carrey in The Mask, un bizzarro personaggio dalla faccia verde e di giallo vestito, dotato di invulnerabilità fisica e di numerosi poteri comici e al limite del trash.

In un film che per certi aspetti ricalca le orme lasciate da Chi ha incastrato Roger Rabbit?, questa pellicola del 1994 è diventata famosa soprattutto per l’intercalare della parola Sfumeggiante!, adattamento dell’originale Smokin’!, che ha reso celebre il personaggio strambo e a tratti irritante. Il suo sorriso perennemente stampato sul volto a 32 denti lo rende quasi difficile da sopportare, ma che dimostra come a volte si debba davvero essere una persona diversa da quella che si è normalmente, per poter riuscire a colmare le proprie mancanze. Ma come la si mette quando la maschera, inevitabilmente, dovrà essere tolta? Una domanda che rimarrà in sospeso e che non ci porremo mentre indosseremo il nostro costume migliore durante i festeggiamenti carnevaleschi, ma che tornerà a fare capolino una volta che i coriandoli avranno smesso di cadere e le stelle filanti avranno perso la loro forma.

Puoi recuperare The Mask su Netflix e Mrs Doubtfire su Disney Plus grazie all’abbonamento annuale (con 2 mesi in omaggio) o mensile .