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Cursed: la recensione del romanzo fantasy con le illustrazioni di Frank Miller


Cursed
Genere
Fantasy
Autore
Thomas Wheeler
Editore
Mondadori

Molti conoscono Frank Miller per essere lo sceneggiatore, regista e fumettista di molte opere legate all’universo di Sin City, Batman e RoboCop. Questa volta invece lo troviamo in qualità di disegnatore di un fantasy realizzato in collaborazione con l’autore e sceneggiatore televisivo Tom Wheeles. Stiamo parlando di Cursed, un romanzo Young Adult che si propone si rivisitare uno dei personaggi più celebri del ciclo arturiano, spostando però l’interesse della narrazione sulla giovane e oscura Nimue, una fanciulla del Popolo Fatato destinata un giorno a diventare la famosa Dama del Lago.

La rivisitazione de La Spada nella Roccia

Nimue è una ragazza cresciuta come un’emarginata. Il suo legame con la magia oscura è profondo e pertanto spaventa tutti gli abitanti del villaggio di druidi in cui è cresciuta e lei non vede l’ora di scappare di lì. Un giorno, però, la sua gente viene massacrata dai Paladini Rossi e il destino di Nimue cambia per sempre. Viene incaricata dalla madre morente di riportare un’antica spada ad un leggendario stregone e all’improvviso da emarginata diventa l’unica speranza per il suo popolo. Il problema è che dentro di lei cresce il suo potere e con esso il senso di rivalsa verso un mondo che tanto le ha negato e tolto. Tutto sembra volgere al peggio quando Nimue incontra un affascinante mercenario di nome Artù… ma il destino ha in serbo tante altre sfide.


La trama ruota, quindi, intorno al personaggio femminile di Nimue e al suo grande coraggio, ma tutta la storia viene narrata attraverso un linguaggio didascalico e quasi televisivo. Indubbiamente si tratta di una caratteristica di Wheeler che nell’ambiente televisivo si trova a suo agio, ma si discosta fortemente dal linguaggio canonico della narrativa per ragazzi. Perde quindi il principale obiettivo, ovvero quello di essere un romanzo fantasy di alto livello con tematiche divertenti e dinamiche risultando una sorta di serie Tv di basso livello aulico che si ispira parzialmente a Shannara prodotta da MTV con dei leggeri riferimenti narrativi a La Ragazza Drago di Licia Troisi.

Cursed dopotutto è a tutti gli effetti un romanzo fortemente atipico. Poco sopra abbiamo detto che si tratta di un romanzo Young Adult, ma con un linguaggio chiaramente rivolto ad un pubblico di ragazzini di età compresa tra i 12 e i 15 anni, ma al contempo presenta dei passaggi notevolmente violenti sia dal punto di vista linguistico che visivo attraverso i disegni di Miller. Questo in realtà non infastidisce, ma incuriosisce poiché è come se non venisse seguito un canovaccio ben preciso e non ci fosse stata una collaborazione stretta tra scrittore e disegnatore.

Cursed: i personaggi e la narrazione

La caratterizzazione psicologica dei personaggi risulta purtroppo non particolarmente sviluppata. I protagonisti non ragionano prima di compiere delle azioni ed è come se si limitassero a svolgere una serie di attività destinate unicamente a portarli nelle situazioni più pericolose e prive di logica possibili. Questa meccanica, sebbene classica per cercare di creare un’esagerata spettacolarizzazione e far emergere ancora di più la figura dell’eroina, risulta a tratti eccessiva e non valorizza la narrazione o l’opera. Ovviamente al centro di tutto ciò vi è Nimue che arriva a mettere in pericolo anche i suoi stessi compagni – come l’amica Pym – per poi salvarli lei stessa in una sorta di ciclo dell’eroe senza fine.
Si arriva in un punto in cui talmente la persona è presa da sé che inizia ad attaccare verbalmente chiunque le rivolga la parola, anche per le richieste più banali. Consapevole, però, di questo comportamento negativo finisce lei stessa per cacciarsi automaticamente e sistematicamente nei problemi più disparati, per poi tornare sui suoi passi e interpretare la parte dell’eroina determinata e altruista che il mondo non ha rispettato ponendola al centro dei problemi. Problemi, che in fin dei conti, si crea per il più delle volte lei stessa. Per certi versi si può intravedere la figura dell’anti-eroe, ma anche questo punto di vista non è ben chiaro o argomentato. Caratterialmente, infatti, Nimue è fin dalle prime pagine molto menefreghista e battagliera, ma col tempo questo comportamento finisce per logorare la stessa narrazione.

Gli antagonisti, ovvero i Paladini Rossi, sono altrettanto ambigui. Vengono spiegati i motivi delle loro azioni ma divengono nel proseguo della narrazione estremamente stereotipati e il loro comportamento è monotono e monocorde. Essi girano per le lande del regno a bruciare le persone che non si attengono alle rigide leggi della loro Chiesa ricordando i classici inquisitori che giudicano e condannano chiunque sia diverso da loro. Nel mezzo ci sono quindi razze diverse, persone dal colore di pelle differente e persone come Nimue che semplicemente hanno un punto di vista opposto al loro e la conoscenza di arti magiche, elemento questo che le pone come “streghe da eliminare” agli occhi dei Paladini Rossi. Ci sono, però, dei capitoli dedicati unicamente alla loro figura, ma questi presentano maggiormente dei dialoghi tra il villain principale e i suoi scagnozzi. È pertanto quanto di più classico ci possa essere in un plot narrativo: ovvero dei nemici che complottano delle azioni malvagie e i buoni che devono cercare di sventarle. Unico aspetto interessante è la breve parentesi narrativa dedicata a Uther e sua madre che vede, anche qui, la presenza dei Paladini Rossi e soprattutto del loro capo. Peccato che in realtà non abbia delle vere e proprie ripercussioni sulla trama generale.

La magia e gli incantesimi

Un altro aspetto non particolarmente sviluppato in Cursed è quello relativo alla magia e agli incantesimi. Il mondo in cui veniamo catapultati è magico a tal punto che alcuni possono osservare anche i morti sotto forma di luminescenza. Nimue stessa è in grado di scagliare incantesimi anche molto potenti, però la storia non scava in fondo a questo aspetto. Non si capisce bene perché Nimue sia una delle poche ad avere questi poteri, ma tutto viene semplificato dal fatto che lei è speciale, è la Prescelta ed è stata protetta e benedetta da forze potenti ultraterrene e pertanto indiscutibili. È un aspetto fin troppo banale e ampiamente visto in altre opere e non particolarmente sviluppato od originale. A questo va aggiunto un altro aspetto che avrebbe giovato di maggiore respiro e dettaglio: ovvero la caratterizzazione dei luoghi. Se infatti i personaggi sono, in linea generale ben descritti, non si può dire lo stesso suoi luoghi; elemento questo che crea della destabilizzazione nel lettore e non lo aiuta all’immersione nell’opera. I personaggi citano, durante le loro numerose discussioni, nomi di luoghi e di persone senza che il lettore possa avere un reale riferimento topografico o geografico.

Geografia ed eventi passano rapidi e spesso senza focus fra le pagine di Curded; una volta Nimue si trova sopra un monte popolato da Druidi che celebrano un rito di iniziazione, un’altra volta si trova a scappare insieme all’amica Pym e un’altra volta ancora si trova a stretto contatto con i Paladini Rossi. In tutto questo incontra per caso Artù e da lì si prosegue con un’altra storia. Nel frattempo si intrecciano altre narrazioni legate ad altri personaggi tra passato e presente. In mezzo a questa “confusione” il lettore tende a perdere l’orientamento finendo per smarrirsi. Questo senso di smarrimento cozza con l’anima fantasy del romanzo e non si nota solo per i luoghi, ma anche per i nomi dei personaggi dato che a volte, durante i dialoghi, vengono citate figure che poi non hanno alcuna reale correlazione con la storia.

Frank Miller è sempre una certezza

L’aspetto più interessante di Cursed è dato indubbiamente dalle illustrazioni di Frank Miller che risultano piacevoli da osservare e sono un’aggiunta di carattere all’intera opera. Grazie ad esse possiamo in qualche modo comprendere meglio ciò che accade nel corso della narrazione sia per quanto riguarda i personaggi che in qualche modo le ambientazioni dove essi si trovano. I disegni, però, stonano in alcuni casi con la narrazione per quanto riguarda le rappresentazioni, al contrario i tratti sono in sintonia con essa perché presentano lineamenti marcati e decisi, ma snelli e armoniosi.

Conclusioni

Cursed è un’opera “riuscita a metà”, ma non tanto per la trama, quanto per la mancanza di coraggio e di carisma. La narrazione è particolarmente semplice ed a tratti confusionaria. La protagonista è un’eroina “errata”, poiché manca di saggezza e la sua figura è fortificata unicamente dalla risoluzione dei problemi che ella stessa causa. A fine della lettura sembra di trovarsi di fronte ad una storia realizzata specificatamente per la futura serie Tv Netflix e quindi legata ad un uso di un linguaggio poco romanzato e molto televisivo che ovviamente non trova pieno successo sulle pagine di un prodotto editoriale.

Cursed

Nimue è cresciuta come un’emarginata. Il suo legame profondo con la magia oscura spaventa tutti gli abitanti del villaggio di druidi in cui è cresciuta e lei non desidera altro che partire… Fino a quando la sua gente viene massacrata dai Paladini Rossi e il destino stesso di Nimue cambia per sempre. Incaricata dalla madre morente di riportare un’antica spada a un leggendario stregone, Nimue diviene l’unica speranza del suo popolo. La sua missione non lascia spazio alla vendetta, ma intanto il suo potere cresce e con esso il suo desiderio di rivalsa.


Verdetto

Cursed vede la collaborazione tra Frank Miller e Thomas Wheeler, con una storia fantasy non particolarmente spirata ed originale. Il linguaggio utilizzato è lontano dal filone narrativo a cui appartiene e l’intera opera ruota attorno ai bei disegni e ad una trama sulla carta interessante, ma dalla narrazione confusionaria. Consigliato sicuramente agli amanti di Miller, meno a chi cerca una storia Fantasy innovativa,

Pro

-Trama interessante
-Le illustrazioni di Frank Miller sono sempre una certezza

Contro

-Linguaggio molto televisivo e didascalico
-Narrazione a tratti confusionaria
-Il comportamento di Nimue finisce per infastidire