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Cyberpunk 2077: Trauma Team, recensione di una disperata lotta per la vita


Cyberpunk 2077: Trauma Team
Genere
Fantascienza
Autore
Cullen Bunn, Miguel Valderram, James Wodie
Editore
Panini Comics
Collana
Il mondo di Cyberpunk 2077

In questi primi mesi del 2021 a tenere banco nel mondo dei videogiochi è stato Cyberpunk 2077. Il nuovo titolo di CD Project RED era particolarmente atteso dai videogiocatori, che una volta messo piede a Night City si sono però scontrati con una serie di problematiche che stanno penalizzando un’ambientazione incredibilmente affascinante. La profondità di questa megalopoli, infatti, è una delle feature di maggior fascino del gioco, che meriterebbe di essere esplorata anche in altri ambiti, una promessa di nuove avventure che ha preso la forma di Cyberpunk 2077: Trauma Team.

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Miniserie in quattro numeri, Cyberpunk 2077: Trauma Team dimostra come un contesto narrativo promettente possa declinarsi in più di un medium. Una tendenza non nuova, ma che può vantare al suo attivo altre operazioni simili, che hanno visto espandersi universi come quello di Star Wars, The Witcher, Mass Effect o Star Trek. L’interconnessione delle diverse forme dell’entertainment, infatti, si presta a essere un ottimo motore per imprimere a contesti narrativi strutturati e appassionanti una vitalità poliedrica, capace di reinventarsi e mostrare nuovi aspetti di sè adattandosi alle diverse piattaforme.

Cyberpunk 2077: Trauma Team, Night City vista da un’altra prospettiva

Cyberpunk 2077 ha messo i giocatori davanti a una realtà futura ben costruita, vitale, che partendo dai punti saldi del genere letterario a cui si ispira coinvolge il giocatore in una società fluida e avvolgente, che viene solo marginalmente scalfita dal titolo di CD Projetc Red, almeno per ora. Una simile promessa di nuove avventure deve trovare altri sfoghi, cerca nuove frontiere in cui espandersi, e il fumetto è una delle forze narrative migliori a cui affidarsi. Soprattutto, se ci si può avvalere di un narratore come Cullen Bunn.

Bunn, infatti, non si limita a dare vita a una storia fruibile solamente da chi abbia calcato i marciapiedi di Night City, ma utilizza la megalopoli del videogioco come cornice di un’ottima storia cyberpunk, andando a toccare tematiche care a scrittori simbolo del genere, come William Gibson, senza dimenticare di omaggiare l’estetica morale e umorale del cyberpunk. Scegliere come protagonista un’agente della Trauma Team è una decisione arguta, considerato come questa particolare agenzia rivesta un ruolo essenziale all’interno della società di Night City.

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Trauma Team, infatti, garantisce ai propri clienti un servizio di tutela e intervento rapido senza eguali. Che si sia coinvolti in una sparatoria nei bassifondi di Night City o si rimanga feriti sfrecciando con il proprio bolide per i viali dei quartieri per bene, se si hanno a disposizione sufficienti crediti per permettersi le costose tariffe della Trauma Team si può esser certi che in caso di necessità una forza di intervento rapida sarà pronta a soccorrerci. A bordo di mezzi volanti corazzati, squadre compose da guardie di sicurezza e paramedici sono pronte a intervenire rapidamente e senza scrupoli, con in mente un solo obiettivo: la sicurezza dei propri assistiti. Un esercito privato che anche Cyberpunk 2077 abbiamo avuto modo di incontrare, in una delle prime missioni assieme a V e Jake.

A uno di questi team di intervento appartiene anche Nadia, che come medico fa parte di una squadra Trauma Team inviata a recuperare un cliente. Nelle prime pagine di Cyberpunk 2077: Trauma Team assistiamo a questa missione, che finisce in tragedia quando un misterioso assassino con parecchio cromo addosso entra in scena, eliminando il team di Nadia, che a stento sopravvive garantendo anche l’incolumità del suo obiettivo. Un esito che lascia profondi strascichi nella psiche della donna, tanto che i suoi capi faticano a volerla rimettere in servizio, ma Nadia non ha scelta. A Night City, per sopravvivere, devi essere parte del gioco e soprattutto devi giocare nella squadra dei vincenti, ed essere parte della Trauma Team è una sicurezza.

Nonostante le remore dei suoi capi, Nadia viene affidata a un nuovo team, che fatica a fidarsi di lei per via del suo passato. Il primo incarico della dottoressa con la sua nuova squadra è il recupero di un cliente della Trauma Team rimasto intrappolato in una sparatoria all’interno di un palazzo popolato da violenti membri di una gang rivale. Nadia e il suo team, dopo essersi fatti largo a suon di proiettili, trovano il loro bersaglio, ma la dottoressa avrà una brutta sorpresa: l’uomo che deve salvare è l’assassino che ha eliminato la sua precedente squadra.

Cullen Bunn con Cyberpunk 2077: Trauma Team dimostra di non avere solamente compreso la visione del mondo cyberpunk, ma di aver assimilato alla perfezione la sua connotazione morale. Bunn mette Nadia di fronte a una scelta che non è solamente un bivio per la sua vita, ma è anche frutto dell’etica sociale tipica del mondo corporativo del cyberpunk. Se da una lato la donna deve affrontare le proprie emozioni, dall’altro non può ignorare gli obblighi verso la Trauma Team e la sua squadra, dando vita a un dilemma interiore reso magnificamente da Bunn.

Un fumetto cyberpunk spettacolare

La traversia interiore di Nadia è enfatizzato da un villain che non è il nemico da sconfiggere in senso tradizionale, ma al contrario è il fine della protagonista: la sua salvezza è lo scopo della missione. Una condizione che Nadia deve accettare nonostante il broioso e cinico atteggiamento del suo cliente, che in questa storia adrenalinica sembra far di tutto per rendersi ancora più odioso, mettendo ulteriormente in crisi la determinazione di Nadia. La pressione emotiva imposta alla donna è resa con particolare precisione, con una costruzione dei tempi narrativi e delle dinamiche interpersonali credibile e autentica, ulteriore elemento di ansia caricato sulla dottoressa.

Miguel Valderrama riesce a cogliere in modo impeccabile le sfumature del vissuto emotivo dei personaggi. Nadia viene ritratta con sensibilità e cura nel trasmettere il suo sbigottimento, Valderrama la fa crescere emotivamente nel corso di Cyberpunk 2077: Trauma Team, facendo emergere la sua personalità e non relegandola a semplice donna spezzata dalla tragedia. Una sicurezza narrativa che si estende a tutta l’opera, che viene esaltata da un racconto visivo in cui la verticalità degli spazi trova una caratterizzazione convincente, creando anche un contrasto nella gestione prettamente orizzontale delle vignette, ottimo espediente per concentrare l’azione in una dimensione ipercinetica e che catturi l’occhio del lettore, guidandola in questa sfrenata fuga per la vita.

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A completare l’opera sono i colori di Jason Wordie, ingiustamente assente dalla copertina di Cyberpunk 2077: Trauma Team. Wordie risce a trovare una sintesi tra l’estetica classica del cyberpunk, fatta di luci violente e zone d’ombra, e un’identità cromatica della storia, che specialmente nella parte centrale del volume può contare su un’esaltazione emotiva grazie alla prevalenza di tonalità rosse.

Cyberpunk 2077: Trauma Team non è una lettura consigliata solamente a chi si avventura con piacere nella Night City in pixel in compagnia di V e Panam Carter, ma a tutti coloro che sono in cerca di un fumetto cyberpunk appassionante e che offra una visione nuova e appagante dei presupposti del genere. Un volume come questo potrebbe essere inserito senza sfigurare nella nostra libreria accanto a opere come Neuromante o Cyberpunk: Antologia Assoluta.

La grafica del volume edito da Panini Comics richiama ovviamente l’identità del videogioco a cui è legato, ma questa storia ha una propria indipendenza narrativa, che avrebbe meritato qualcosa in più in termini di contenuti extra, limitati alle sole quattro copertine della versione spillata originale. Un difetto minore, considerato che Cyberpunk 2077: Trauma Team ci fa respirare pienamente il fascino del cyberpunk.

Cyberpunk 2077: Trauma Team


Cyberpunk 2077: Trauma Team è un ottimo fumetto cyberpunk, che muovendosi dal celebre videogioco offre una nuova visione della Night City in pixel rendendola viva e fedele all'immaginario del cyberpunk

Pro

  • Storia cyberpunk a tutti gli effeti
  • Cullen Bunn si conferma un narratore di spessore
  • James Wodie interpreta magnificamente la cromia cyberpunk

Contro

  • Qualche contenuto extra sarebbe stato gradito