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Gli “Scassoncini” di RoscoPC: Brabham BT46B

Quale fu l’unica auto di Formula 1 a vincere un Gran Premio grazie ad un effetto suolo creato artificialmente da una ventola, di una efficacia tale da incollare la vettura a terra? La risposta è: Brabham BT46B, meglio nota come “la Ventolona“. Visto che RoscoPC ha dedicato a questo modello una delle sue più recenti dirette settimanali sulla pagina Facebook di Formula_1, ne approfittiamo per presentare la versione in mattoncini di una delle leggende più particolari della Formula 1: lo Scassoncino Brabham BT46B in scala 1:27 di RoscoPC, la replica in mattoncini LEGO dell’auto che ha vinto l’unico Gran Premio al quale ha partecipato prima di essere bandita dal Mondiale.

SCASSONCINI DI ROSCOPC - BRABHAM BT46B

(Credit: Rebrickable.com)

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Una sola gara, con il telaio versione B, ma più che sufficiente per diventare leggenda ed entrare nel cuore degli appassionati per non uscirne mai più: è la Brabham BT46B. La più famosa, la più estrema, la più vincente ma anche la più sfortunata. La più vincente non solo nella storia della Brabham, ma di tutta la Formula 1: una gara, una vittoria. Ma anche la più sfortunata, perché sette giorni dopo la sua prima (e unica) venne dichiarata illegale e le fu vietato qualsiasi ritorno alle corse. Peccato, perché poteva aprire scenari tecnici che solamente un certo Chapman stava cominciando a scoprire e avrebbe potuto umiliare, distruggere, sconfiggere proprio quest’ultimo. Invece è andata così e, visti i rischi per chi le stava dietro, è meglio se la BT46B viva solo nei ricordi e non negli annuari. Per il Campionato Mondiale del 1978, la Brabham parte favorita. I motori Alfa Romeo, reduci da una prima stagione di “sgrassatura”, Bernie Ecclestone li mette a disposizione dell’esperienza e del talento del campione del mondo in carica Niki Lauda, arrivato in scuderia dopo il secondo mondiale con la Ferrari. La prima BT46 (BT46A), debutta al Gran Premio del Sud Africa del 1978 e, anche se in maniera minore rispetto alla sua evoluzione, sorprende. La Brabham si presenta con una forma estremamente filante, grazie alla praticamente totale assenza di pance laterali e conseguenti radiatori. Gordon Murray, infatti, pensa di sfruttare la larghezza del V12 Alfa Romeo a suo vantaggio, inserendo i radiatori per lo scambio termico al di sopra del motore e non lateralmente. Sarebbe un successo, se non fosse che in questo modo lo scambio termico risulta essere minimo e non sufficiente, tanto che l’auto soffre fin da subito di surriscaldamento al posteriore. Murray prende una delle pochissime cantonate della sua carriera, ma non molla la sua idea e mantiene la forma filante inserendo dei radiatori nella parte anteriore del muso. La forma filante è visibilmente sacrificata, ma le pance a spiovente restano ancora. Nonostante questa soluzione, la Brabham BT46A non è protagonista di quell’avvio bruciante che ci si aspettava. C’è la pole per Lauda a Kyalami, all’esordio della BT46A, ma ci sono anche solamente 6 punti in cinque gare. Un ritmo blando, blandissimo per un team che dovrebbe competere con le terribili Lotus 79 che, invece, sono imprendibili. Il Gran Premio di Svezia è già un crocevia. Per raggiungere un mostro di potenza e velocità come la Lotus 79 devi osare, e anche tanto. Gordon Murray su quella BT46 ha osato come mai nessuno dietro un tecnigrafo nella storia della Formula 1 ripescando un concetto visto otto anni prima sulla Chapparal 2J. Il problema per Murray è la norma del regolamento che vieta categoricamente che i dispositivi aereodinamici siano dotati di un proprio movimento, a meno che la funzione aereodinamica di un certo elemento sia secondaria e non primaria. Problema risolto! Su quel cavillo Murray inizia a lavorare. Progetta un prolungamento dell’albero primario del cambio, al quale attacca una enorme ventola posta sul retrotreno della vettura. Tale ventola, viene spiegato agli ispettori, ha il compito di raffreddare i radiatori posti sopra il V12 Boxer Alfa Romeo, ma in realtà risucchia tutta l’aria nel sottovettura incanalata dalle mini-gonne, creando un effetto Venturi aumentato a livello esponenziale. Non appena posa le ruote sull’asfalto del circuito di Anderstop del Gran Premio di Svezia, la Brabham BT46B attira su di sé gli occhi di tutti i presenti. Chapman chiama a sé i suoi piloti Peterson e Andretti, ma nessuno di loro riesce a capire nulla di quella ventola, che di lì a poco viene coperta dai meccanici del Team Brabham con il coperchio di un secchiello della spazzatura perché viene osservata da troppi curiosi. La Brabham fa paura fin da subito e, su ordine di Murray stesso, la qualifica viene fatta con le gomme più dure tra quelle a disposizione e il serbatoio riempito fino all’orlo, ma nonostante questo i due piloti si qualificano secondo e terzo. Non appena accendono la macchina, i meccanici devono scansarsi perché il risucchio ottenuto dalla ventola è talmente tanto che rischiano di lasciare i piedi sotto la vettura. In qualifica, Andretti fa la pole, ma in gara la sua Lotus 79 cede il passo alla Brabham BT46B di Lauda che va a vincere con un margine di oltre trenta secondi sul secondo classificato, il nostro Riccardo Patrese. Watson si ritira a causa di un problema meccanico. Micidiale sì, ma non esente da difetti. Nel Dopo-GP della gara in Svezia, si scatenano le polemiche. Tutti, Andretti in primis, chiedono di abolire la BT46B perché il ventolone spara a chi lo segue qualsiasi cosa venga aspirato dal dispositivo. Fu così che, proprio come la sua ispiratrice la Chapparal 2J nella CanAm, la Brabham BT46B viene giudicata irregolare e bandita dalla Formula 1. Lauda cerca di sanare, dichiarando che senza quella ventola il motore Alfa sarebbe subito esploso; non gli crede nessuno. Murray tira fuori la BT46C, ma è piena di problemi e si ritorna alla vecchia BT46A. L’unica gioia arriva Monza, dove Lauda vince dopo la penalità inflitta ad Andretti e Villeneuve. Le uniche due Brabham BT46B costruite, esistono ancora. Una è nella collezione privata di Bernie Ecclestone l’altra, incredibile ma vero, era in un magazzino di proprietà di Callisto Tanzi l’Amministratore Delegato e proprietario della Parmalat, che all’epoca sponsorizzava la Brabham. Era in condizioni pessime e attualmente, pare sia sotto sequestro. È bello, comunque, pensare che un capolavoro nella storia della Formula 1 sia rimasta in Italia e lo sia ancora oggi, peccato solo per la location molto poco gloriosa.

Benvenuti (e bentornati) a questa nuova puntata della serie Gli Scassoncini di RoscoPC, nella quale ogni settimana vi parliamo di uno dei modelli auto di Formula 1 in scala 1:27 di RoscoPC, vi raccontiamo di come si costruisce e vi diamo tutta una serie di informazioni sull’auto alla quale si ispira il modello e tante altre cose. Nell’articolo che segue, troverete come sempre:

  • scheda informativa dell’auto reale alla quale il modello si ispira
  • una mini-recensione del modello
  • i commenti di RoscoPC su quali sono i tips & trick più difficili sui quali si è trovato a dover lavorare per ciascun modello
  • curiosità e info sul processo che RoscoPC segue per progettare e realizzare i modelli
  • il confronto con la “sorella maggiore” in scala 1:8
  • info e link per costruire i modelli (1:27 e 1:8)

Seguiteci in questo nostro viaggio nella storia della Formula 1!

Brabham BT46B, scala 1:27

Il settimo modello che andiamo a scoprire insieme è quello di un’auto del 1978 più unica che rara e che aveva la Lotus 79 nel mirino: la Brabham BT46B.

Caratteristiche tecniche (auto reale)

  • Anno: 1978
  • Info: progettata da Gordon Murray
  • Piloti: Niki Lauda, John Watson
  • Motore: Alfa Romeo Flat 12, 3000 cc, 520 HP

(Credit photo: ultimatecarpage.com)

Brabham BT46B, scala 1:27

Questo settimo modello che abbiamo costruito è composto da 122 pezzi e come i precedenti sui quali abbiamo messo le mani, vi troviamo all’interno tecniche costruttive particolari. Per la prima volta però incontriamo anche un meccanismo realmente funzionante: il ventolone al quale quest’iconica auto deve la propria fama e qui riprodotto con elementi LEGO, funziona davvero!

La costruzione, fluida e intuitiva come nei modelli che abbiamo montato in precedenza, ma come sempre richiede un po’ esperienza con i mattoncini. Si parte dal telaio, che farà da base per il resto del veicolo ed in particolare con la porzione posteriore della vettura, che include il meccanismo che aziona il meccanismo di rotazione del Ventolone, collegato all’assale posteriore. Uniti tra loro il “blocco motore” e la base del telaio precedentemente realizzata, si procede successivamente con la parte posteriore dell’abitacolo, dando così maggior solidità al tutto. È poi la volta della costruzione delle fiancate e dell’ala anteriore.

Si passa poi alla costruzione del musetto, andando poi a completare la porzione di abitacolo intorno alle spalle e alla testa del pilota.

Il modello è ormai quasi ultimato: manca la “capottatura” del motore Alfa Romeo e l’ala posteriore, anch’essa realizzata come sotto-modello a sé che poi viene unito al resto del modello.

Aggiungendo le ruote (cerchi + pneumatici) anteriori e posteriori, il modello è ultimato.

Resta ancora l’usuale e delicato, ultimo passaggio: l’applicazione degli adesivi. IMPORTANTE! Gli adesivi sono solo ed esclusivamente quelli degli sponsor. La carrozzeria è realizzata con i colori della livrea del team e su quest’ultima si vanno ad applicare i loghi degli sponsor. La procedura è sempre la stessa: un po’ di pazienza, una buona pinzetta e anche gli adesivi vanno al loro posto, finalizzando il modello.

I numeri

  • Pezzi: 122
  • Misure: lunghezza 16,3 cm, larghezza 7,3 cm, altezza 4,1 cm
  • % elementi LEGO Technic: 10%

L’angolo di RoscoPC

  • CulturaPop: Quali sono stati i particolari più difficili da riprodurre in questa scala?
  • RoscoPC: Come sempre l’obiettivo generale è trovare il giusto compromesso tra le dimensioni ridotte e il numero di dettagli da poter rappresentare adeguatamente: questa vettura aveva una carrozzeria dalla forma a cuneo con fiancate piane ma inclinate in modo molto caratteristico.
  • CulturaPop: qual’è il dettaglio o il particolare del quale sei più soddisfatto di essere riuscito a riprodurre?
  • RoscoPC: il ventolone funzionante era una chicca attorno alla quale ho sviluppato tutto il resto: riuscire a collegarlo alle ruote posteriori su una scala così piccola senza intaccare il resto del modello è stata davvero una bella sfida!.
  • CulturaPop: c’è una tecnica costruttiva particolare che ti sei dovuto inventare per riprodurre un particolare o un dettaglio di questo modello?
  • RoscoPC: le fiancate sono inclinate sia verticalmente che orizzontalmente: per riuscire a dare l’idea in dimensioni così compatte (altezza di 1 brick) ho usato degli snodi sferici.

Progettazione del modello in CAD 3D

Quarto passo – prima parte: il software CAD 3D.

L’uso delle plate di lunghezza 10 STUD aiuta e serve a misurare le distanze in STUD calcolate nel foglio Excel, prendendo il riferimento dagli assi dell’auto. Allo stesso tempo, rappresentano anche il livello del suolo su cui poggiano le gomme. Analogamente e allo stesso scopo, RoscoPC prepara una colonna di plate round 1×1 in due colori alternati e a gruppi di 10, che usa per misurare l’altezza calcolata nel foglio Excel, partendo dal “suolo”. La prima cosa da mettere in posizione sono gli pneumatici, secondo l’interasse e le carreggiate calcolati. Fatto questo, si può iniziare a creare il resto del modello.

SCASSONCINI DI ROSCOPC - BRABHAM BT46B

(Credit photo: roscopc.it)

Lotus 43, scala 1:8

La sorella maggiore di questo modello è stata progettata e realizzata da RoscoPC nel 2010.

SCASSONCINI DI ROSCOPC - BRABHAM BT46B

(Credit photo: roscopc.it)

Anche questo modello, come i precedenti, è realizzato con tecnica ed elementi misti, LEGO System per carrozzeria, abitacolo e altri elementi estetici e LEGO Technic per quanto riguarda telaio, sospensioni, motore e tutto quelle che sono le componenti meccaniche (scarichi, collettori etc). Le caratteristiche:

  • ruote (anteriori) sterzanti
  • sospensioni funzionanti
  • riproduzione del motore flat 12 cilindri Alfa Romeo
  • ventolone posteriore funzionante
  • 1.737 pezzi
  • turbine e tubi di scarico
  • 1.580 pezzi
  • anno 2009
  • misura 55,4 cm di lunghezza, 24,8 cm di larghezza e 11,8 cm di altezza

Istruzioni e liste pezzi

Le istruzioni per costruire le due versioni (Scassoncino 1:27 e Scassone 1:8) sono acquistabili sul sito Rebrickable.com e nella “scheda prodotto” di ciascun modello troverete anche i link per acquistare i mattoncini e gli elementi necessari per costruirli. Le istruzioni includono anche un file PDF per stamparsi a casa gli adesivi necessari al completamento della livrea dell’auto. In alternativa, è possibile fare richiesta ed acquistare gli stessi adesivi stampati e pre-tagliati su fogli di carta vinilica inviando una mail a luca.rusconi@roscopc.it

Vi aspettiamo la prossima settimana con una nuova puntata e con un nuovo Scassoncino tutto da scoprire!