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Hit & Run, la recensione della nuova serie thriller di Netflix!

Si prospetta un weekend pieno di azione ed intrighi internazionali su Netflix, con l’arrivo della nuova serie thriller Hit & Run. Ambientata tra New York e Tel Aviv, questo giallo spionistico è approdato sulla piattaforma venerdi 6 agosto, con tutti e 9 gli episodi della serie.

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Hit & Run è capace di attirare l’attenzione fin dal trailer e i suoi autori aumentano le speranze della buona riuscita della serie. Avi Issacharoff e Lior Raz sono gli stessi scrittori di Fauda, una serie televisiva israeliana molto nota e vincitrice di diversi premi tra il 2016 ed il 2018 agli Ophir Awards indetti dall’Accademia Israeliana di Cinema e Televisione. Al loro fiano ci sono anche Dawn Prestwich e Nicol Yorkin, due delle produttrici e scrittici del noto medical drama Chicago Hope, vincitore di un Emmy Award nel 1997 come Miglior Serie Drammatica.

Ma basterà l’inconfutabile esperienza dei quattro autori per far sì che Hit & Run sia all’altezza del catalogo di Netflix?

La trama spoiler-free

Il nuovo thriller del colosso dello streaming si apre con Segev Azulai, il protagonista, all’interno del carcere di massima sicurezza di New Yor,k Sing Sing. La serie però, compie quasi fin da subito un salto indietro nel tempo e ci racconta della vita tranquilla della guida turistica Segev e di come viene sconvolta a causa del tragico incidente stradale in cui rimane coinvolta sua moglie. Azulai però, non è sempre stato una guida. Con un passato nelle Forze Speciali Israeliane e come mercenario in Messico, Segev non sembra credere alla casualità dell’incidente in cui è morta Danielle e comincia ad indagare più approfonditamente quando scopre che i presunti assassini della moglie sono stati liberati e sono riusciti a tornare a casa.

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Assieme alla cugina, una giovane poliziotta, e alla sua ex Naomi Hicks, una giornalista di New York, Segev comincia quindi una caccia all’uomo seguendo le poche e confuse tracce che riesce a scovare, aprendo così le porte su una fitta rete di intrighi tra Stati Uniti e Israele. Purtroppo per lui però, gli indizi che scopre non fanno altro che gettare ancora più confusione e mistero attorno alla vita della defunta moglie, una vita piena di segreti e mezze verità che teneva nascosti all’ex soldato.

Il cast

Uno degli autori di Hit & Run, non si è fermato alla sola scrittura. Lior Raz, oltre ad aver firmato la sceneggiatura, è anche il volto del protagonista Segev Azulai, con cui condivide una parte di passato. L’attore infatti, una volta finita la scuola superiore, si è arruolato nelle Forze di Difesa Israeliane. È diventato poi un soldato operativo dell’unità antiterrorismo d’elite conosciuta come Sayeret Duvdevan, e ha servito nella stessa come riserva per vent’anni.

Una piccola curiosità della sua carriera militare è che dopo aver finito il servizio militare è stato ingaggiato come guardia del corpo di Arnold Shwarznegger! Non è dato a sapere se sia stato proprio questo lavoro a fargli scattare l’amore per il cinema, ma una volta tornato in Israele dopo questa esperienza, ha cominciato a studiare recitazione alla Nissan Nativ Drama School a Tel Aviv.

Accanto a Lior Raz possiamo trovare inoltre altri grandi nomi a sostenerlo. Tra i più conosciuti, abbiamo indubbiamente Gregg Henry, che grazie al suo ruolo in Jason Bourne non è nuovo ad intrighi politici e di spionaggio. Famoso per aver preso parte a grandi serie tv come CSI e NCIS, avrà anche un ruolo nella prossima serie anime di Blade Runner: Black Lotus (di cui potete trovare il nuovo trailer qui). Forse però, i fan più attenti di casa Marvel, lo conosceranno per aver interpretato il nonno di Peter Quill nei primi due film di Guardiani della Galassia!

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Sanaa McCoy Lathan, nonostante abbia preso parte a diversi film di successo come Alien vs Predator, Contagion e Now You See Me 2, è probabilmente più conosciuta per aver prestato la propria voce a diversi personaggi in serie tv conosciute a livello internazionale: nel suo curriculum possiamo trovare titoli come Family Guy, The Cleveland Show e la serie animata targata DC Harley Quinn.

Un ritmo altalenante

Un cast degno di rispetto dunque, che però non è sufficiente a colmare alcune lacune che la serie presenta. Sebbene l’intro di Hit & Run strizzi abbondantemente l’occhio a quella di Tom Clancy’s Jack Ryan in onda su Amazon Prime Video, ed il genere sia effettivamente in linea con il thriller americano di John Krasinski, non possiamo fare a meno di notare diverse discrepanze.

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Nonostante la componente thriller sia ampiamente sviluppata, il ritmo della serie non riesce a creare un livello di suspense tale da tenere lo spettatore con il fiato sospeso, impaziente di scoprire cosa succederà dopo. In diversi momenti nei vari episodi di Hit & Run abbiamo dei cali di ritmo che arrivano a pesare sull’andamento della storia, risultando quasi inconsistenti e vani al fine ultimo della serie.

La trama del giallo è intervallata da alcuni intermezzi di vita privata di vari personaggi ricorrenti, che però rischiano di distogliere l’attenzione dal filone principale. Ciò nonostante, la serie è apprezzabile e la parte thriller sembra essere sviluppata in maniera consistente e consapevole, probabilmente anche grazie alla precedente collaborazione tra Lior Raz e Avi Issacharoff.

Il livello tecnico

Anche se Hit & Run non porta alcuna innovazione nelle tecniche di lavorazione usate per girare gli episodi, non si può dire che i movimenti di camera non siano adatti al genere thriller. Le scene d’azione risultano ben girate e, conseguentemente, credibili pur non catturando totalmente lo spettatore.

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Indubbiamente il budget per una serie è ampiamente diverso rispetto a quello di un film che deve puntare tutto su poche sequenze d’azione, ma avrebbero potuto enfatizzare maggiormente lo show con una post produzione diversa. La color, cioè quel trattamento che viene dato ad un video una volta finito e montato, non riesce ad esaltare le varie scene, ma anzi risulta fin troppo cupo e senza molto contrasto.

In conclusione

Tirando le somme, Hit & Run risulta una buona serie thriller, molto interessante sul lato dello spionaggio e degli sviluppi degli intrighi, ma che pecca un po’ a livello di ritmo. Tutti e nove gli episodi riescono comunque a mantenere un certo interesse nello spettatore che segue le vicende di Segev tra Tel Aviv e New York.