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Holly e Benji, l’anime che ha fatto la storia del calcio

Era il 10 ottobre 1983 quando in Giappone veniva trasmessa la prima puntata di Captain Tsubasa (in Italia Holly e Benji – Due fuoriclasse), l’anime tratto dall’omonimo manga di Yoichi Takahashi: fu l’inizio di un successo planetario che ancora oggi, a quasi quarant’anni di distanza, appassiona milioni di fan in tutto il mondo.

Chi è cresciuto negli anni ’80 a pane e cartoni animati ricorda certamente con grande gioia i pomeriggi passati a guardare le puntate di un allora nuovissimo cartone animato, intitolato Holly e Benji – Due fuoriclasse, per poi precipitarsi in cortile, al parchetto o nei campetti a impersonare i due protagonisti, ridendo al contempo delle assurdità di quel cartone animato, così appassionante ma allo stesso tempo così poco credibile. L’impatto di questa serie animata non è però limitata alla memoria di questi bambini oramai adulti, come qualcuno potrebbe pensare: la saga dei due giovani campioni è stata ripresa più e più volte, dando vita a un ecosistema di animazione, fumetti, video giochi e gadget che sembra infinita.

Prendi il volo

Tutto comincia nel 1980 quando Yōichi Takahashi, autore ventenne di manga, vede pubblicata una storia autoconclusiva su Weekly Shōnen Jump, storica rivista giapponese di fumetti. La trama riguarda la sfida fra due ragazzini delle medie che militano in squadre di calcio rivali: Tsubasa (che in Italia sarebbe diventato Oliver Hutton) è un attaccante, Genzo (Benjamin Price) un portiere. Il successo di quella storia è immediato e l’anno successivo parte la serializzazione di un manga di ampio respiro, intitolato Captain Tsubasa.

Holly e Benji

La storia si dipana su tre archi narrativi: il primo racconta l’incontro fra i protagonisti, la formazione delle prime squadre e le vicissitudini del torneo delle elementari. Originariamente era previsto che la conclusione di questa prima parte coincidesse con la partenza di Holly/Tsubasa per il Brasile, ma il riscontro dell’ambientazione creata dall’autore e i fan degli avversari giapponesi, convinsero l’autore a far proseguire le vicende nel paese del sol levante. Il secondo arco narrativo è ambientato tre anni dopo, durante il terzo campionato delle medie: anche in questo caso il progetto originale subì una modifica in corsa e l’epilogo che vedeva Holly/Tsubasa vincere sullo storico avversario Mark Lenders/Kojiro Hyuga venne sostituito con un più moderato ex equo. L’ultima parte di questa prima serie racconta il primo raduno della nazionale giapponese U-16 e la loro trasferta per un torneo giovanile in Francia. La serie, edita dal 1981 al 1988 (ma arrivata in Italia molto più tardi, solo nel 2000) era composta da trentasette volumi; quest’anno Edizioni Star Comics ne ha fatto uscire una nuova edizione in prestigiosi volumi da ben 350 pagine.

Holly e Benji

Il successo del manga è enorme e la serializzazione in anime viene avviata solo un anno dopo l’uscita del primo numero: nasce così la storica serie Holly e Benji – Due fuoriclasse, andata in onda in Giappone fra il 1983 e il 1986 e sbarcata in Italia nel 1986. Composta da ben 128 episodi, traspone in animazione la storia dei primi venticinque volumi del manga, cioè quelli gli archi narrativi del torneo delle elementari e del torneo delle medie, concluso con la finale fra la Toho di Mark Lenders e la New Team di Holly. La sovrapposizione temporale fra la produzione del cartone animato e del fumetto ha portato all’utilizzo di diversi espedienti per “rallentare” il cartone animato, dalla creazione di puntate riempitive (che poi hanno creato anche problemi di continuità, introducendo incongruenze con narrazioni seguenti) e azioni volutamente “rallentate” che hanno dato vita alle famose infinite corse su campi chilometrici e ai famosi interminabili dialoghi che tutti ben conosciamo.

La fenice è volata

Takahashi conclude quindi la sua opera e decide di dedicarsi a nuove idee, sfornando altri manga a tema sportivo. L’attenzione nei confronti di Holly e Benji non si esaurisce e viene prodotta una nuova serie animata, intitolata Holly e Benji: sfida al mondo: questo OAV di tredici puntate è in perfetta continuità con la serie precedente e copre il terzo arco narrativo del primo manga, narrando la storia della nazionale giapponese under sedici al campionato giovanile parigino. Questo è il debutto internazionale dei giovani campioni e segna anche l’inizio del processo di inserimento nel mondo professionistico.

Holly e Benji

Che lo spettacolo abbia inizio!

L’autore decide di riprendere in mano matita e pennino solo sei anno dopo: lo sport del calcio è oggetto di un grandissimo interesse in Giappone (complice il successo del manga), è da poco stata fondata la lega professionistica giapponese e la nazionale ha appena vinto la Coppa d’Asia. Vede così la luce Capitan Tsubasa World Youth: composta da diciotto volumi, edita fra il 1994 e il 1997 (in Italia pubblicata in continuità con la prima serie a partire dal 2003), racconta le sfide che la nazionale giapponese deve superare per aggiudicarsi il torneo mondiale U-20.

Holly e Benji

E’ evidente il parallelo fra il Giappone che si affaccia al mondo professionistico del calcio ed i protagonisti del manga. Il 1994 è un anno particolarmente ricco per i fan della saga: viene infatti anche realizzata una nuova (la terza) serie animata, intitolata Che campioni Holly e Benji!!! L’anime è diviso in due parti: la prima è composta da trentaquattro episodi e narra nuovamente il primo arco narrativo; la seconda compie un balzo in avanti e porta in animazione i primi sette volumi del nuovo manga Capitan Tsubasa World Youth. Così come il manga fu concluso in fretta per attriti fra autore ed editore, anche l’anime ebbe una storia sfortunata, finendo sospeso per mancanza di budget e non completando così la trasposizione del manga.

Holly e Benji

L’inizio di un miracolo

Nel 2000, in occasione degli imminenti mondiali di calcio in Giappone e Corea del Sud, Takahashi riprende l’opera e decide di narrare la storia che porta i protagonisti, oramai adulti, verso i mondiali nella nuova serie Capitan Tsubasa Road to 2002. Le storie raccontate sono tutte di respiro internazionale e narrano delle esperienze professionistiche dei nostri beniamini (Holly milita nel campionato spagnolo, Benji in quello tedesco e Mark Lenders in quello italiano): la maturazione dei personaggi si riflette anche in un cambio dello stile narrativo, più centrato sulla tattica e più realistico. Il manga si compone di quindici volumi, editi fra il 2000 e il 2004, ponendosi esattamente cavallo dei mondiali.

Holly e Benji

Contestualmente nasce la quarta serie anime, Holly & Benji Forever: composta da ben cinquantadue episodi è andata in onda in Giappone fra il 2001 e il 2002 (in Italia fra il 2004 e il 2005). I primi trentuno episodi sono il remake delle prime due serie (Holly e Benji – Due fuoriclasse e Holly e Benji: sfida al mondo), mentre gli episodi successivi traspongono il manga appena uscito Capitan Tsubasa Road to 2002, tralasciando quindi completamente i volumi di World Youth mai trattati dalla serie precedente.

Una gioia inattesa

Takahashi decide di non fermarsi e immediatamente prosegue con una nuova serie, in diretta continuità con la precedente: Capitan Tsubasa Golden 23 (2005-2008, dodici volumi). La storia si divide su due linee narrative: da una parte l’impegno professionistico dei protagonisti, dall’altro la preparazione alla qualificazione per le olimpiadi.

Dopo una pausa di diversi anni, è iniziata la pubblicazione di Capitan Tsubasa Rising Sun, che continua la storia della serie precedente mostrando la generazione d’oro del calcio giapponese impegnata nelle Olimpiadi di Madrid. La serie consta di undici volumi ed è ancora in corso.

Holly e Benji

Capitan Tsubasa Golden 23,Capitan Tsubasa Rising Sun hanno avuto una conversione in anime; inoltre nessuno dei due manga, come anche Capitan Tsubasa Road to 2002, è stato pubblicato in Italia (e in generale in occidente), per problemi legali riguardo l’utilizzo di nomi, loghi, stemmi di giocatori, squadre e sponsor reali.

Tenacia… soprattutto tenacia!

Non è ancora finita: esiste infatti un’ultima serie anime, intitolata semplicemente Captain Tsubasa, ed è un reboot del manga. Composta da cinquantadue episodi (andati in onda fra il 2018 e il 2019 in Giappone; in Italia sono state trasmesse solo le prime ventotto puntate, che coprono l’arco narrativo del torneo delle elementari) narra la storia originale della prima serie, ma ambientata ai giorni nostri.

Holly e Benji

La principale caratteristica di questa nuova edizione è che l’autore ha chiesto il mantenimento dei nomi originali negli adattamenti esteri. Questa scelta ha prodotto non poco trambusto fra i nostalgici e la notizia è stata diffusa su molti organi di stampa. Si crea quindi una discontinuità molto netta con la storia cartone animato (il manga, almeno in Italia, era già stato pubblicato mantenendo i nomi originali).

Una storia nella storia

Holly e Benji è sicuramente una storia che ha avuto molta influenza nella cultura popolare e il fatto che a quasi quarant’anni dal suo debutto sia stato fatto un reboot della serie non è un segnale casuale.

Holly e Benji annovera fra i suoi fan anche moltissimi calciatori professionisti che hanno più volte espresso l’apprezzamento per questa opera: nel 2011 Del Piero ha dedicato un pensiero, nell’ambito della giornata mondiale sull’infanzia, proprio a questo anime (mostrando anche una tavola dell’autore, dove viene ritratto un personaggio del manga a lui ispirato); Andres Iniesta ha partecipato alla cerimonia di inaugurazione di una stazione della metropolitana dedicata al cartone animato in occasione del lancio dell’ultima serie. Molti altri calciatori si sono espressi sull’opera evidenziando l’influenza che ha avuto nella loro crescita professionale; succede così che ragazzi che sono cresciuti guardando il cartone animato in televisione, si sono ritrovati ora co-protagonisti delle nuove serie, dove si vedono rappresentati giocare a fianco dei loro idoli virtuali.

Holly e Benji

I fan non si sono mai risparmiati nella critica ironica all’opera, soprattutto in merito alle diverse assurdità: dal fatto che giocatori malati di cuore (Jullian Ross, in originale Jun Musugi) potessero scendere in campo e giocare, alle improbabili acrobazie aeree dei fratelli Derrick, senza dimenticare l’inesistenza delle figure arbitrali. L’aspetto più famoso, universalmente oggetto di canzonature è l’infinito e sferico campo da calcio; questo elemento è stato inserito anche in diversi meme come prova ineluttabile contro le teorie terrepiattiste.

Tutti questi elementi irreali non hanno però messo in secondo piano i principali temi trattati dall’opera: il calcio è un mezzo per parlare di una vasta serie di valori, alle volte portati anche all’estremo. Il principale tema è sicuramente quello del valore della squadra e dell’amicizia: pur esaltando le doti individuali dei diversi personaggi, le partite sono vinte dalle squadre che riescono a giocare meglio insieme. Il tema è trattato presentando squadre senza spiccate individualità come avversari temibili, oppure mostrando grandi campioni che non riescono a giocare con i propri compagni e vengono quindi sconfitti.

Holly e Benji

In particolare viene presentato un percorso che mostra questi personaggi individualisti come il frutto di una storia complessa, spesso tragica (incidenti, genitori disumanizzati) ma che si ravvedono grazie al confronto con il protagonista Holly/Tsubasa. Un secondo tema molto ricorrente e intimamente legato al primo, è quello relativo al concetto di sacrificio: i semplici concetti di impegno e perseveranza non sono infatti sufficienti, e spesso i protagonisti sono disposti a mettere in gioco anche la propria salute o la propria vita pur di raggiungere il loro obiettivo e non abbandonare i propri compagni. Questo aspetto è esasperato dalla rappresentazione violenta delle partite, che spesso sembrano delle vere e proprie battaglie a cielo aperto al limite della lotta corpo a corpo (da qui la già citata critica sull’assenza delle figure arbitrali).

Non solo anime

Holly e Benji è un fenomeno globale e, come tale, non poteva non vantare un nutrito parco di titoli per praticamente tutte le piattaforme esistite.

Il primo risale al 1988 (1992 in Europa) su NES, intitolato semplicemente Captain Tsubasa: era un gioco di ruolo che copriva la storia del secondo e terzo arco narrativo della prima serie del manga; il gioco fu ampiamente modificato e snaturato nella versione occidentale, eliminando i riferimenti al cartone animato, tanto da diventare a tutti gli effetti un generico gioco sul calcio.

Holly e Benji

Negli anni successivi il mercato è stato letteralmente invaso di titoli ispirati all’opera di Yōichi Takahashi: nei soli anni ’90 si contano infatti ben nove titoli per SNES, Gameboy, Mega Drive e Playstation. L’onda lunga prosegue nei primi anni del nuovo millennio, con altri sei giochi in sei anni. Il fenomeno si spegne dopo il 2006, con due soli titoli a distanza di anni (nel 2010 esce Captain Tsubasa: New Kick Off per Nintendo DS e nel 2017 Captain Tsubasa: Dream Team, su smartphone).

Il 2020 ci riserva però una importante novità, in quanto esce un vero titolo importante per PC, PS4 e Switch: Captain Tsubasa: Rise of New Champions. Il videogioco è stato ben accolto vendendo ben cinquecentomila copie in tutto il mondo nell’arco di circa un mese.

Holly e Benji

Gli appassionati non potranno infine fare a meno delle action figure: il mercato è molto attivo e abbiamo segnalato diversi nuovi articoli nell’arco dell’ultimo anno; oltre alla classica figura di Holly/Tsubasa, gli scultori si sono sbizzarriti nella creazione di molte altre statue, quali quelle dei gemelli Derrick impegnati nella catapulta infernale e soprattutto la super lusso (e super costosa) action figure per collezionisti di Mark Lenders nel tiro della tigre.

La partita non è ancora finita

Sono passati trentasette anni da quando Holly/Tsubasa ha fatto capolino nelle case dei ragazzi, prima in Giappone, poi nel resto del mondo. Ha lasciato un segno indelebile con i manga, ha conosciuto la popolarità e creato un seguito planetario con l’anime, ha divertito con i videogiochi. Ma soprattutto ha ispirato tanti giovani diffondendo virtù positive, sottolineando il valore di impegno, serietà, sacrificio (estremo), amicizia e gioco di squadra. Ha contribuito a far divertire moltissimi giovani e a creare le importanti carriere di alcuni campioni. Ma proprio perché i valori espressi sono senza tempo, ancora oggi continua a essere al passo con i tempi, un simbolo positivo del Giappone riconosciuto in tutto il mondo; ecco quindi che viene inserito (insieme ad altri personaggi simbolo, come Super Mario, Doraemon o Hello Kitty) nel video promozionale delle olimpiadi di Tokyo del 2020 (oramai 2021).

La nuova serie animata, sicuramente di alta qualità, è un messaggio chiaro: Tsubasa/Holly non ha intenzione di andare in pensione; ha ispirato positivamente milioni di ragazzi negli anni ’80 e ’90 e ora è pronto per ripetere l’impresa anche per le giovani generazioni del nuovo millennio.

 

Per gli amanti delle serie classiche potete trovare i DVD del torneo delle elementari, delle medie e la quarta serie completa, Holly e Benji due fuoriclasse. Chi volesse invece vedere il reboot, trovate su Amazon il primo (episodi 1-14) e il secondo (episodi 15-28) cofanetto.