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Intervista a Fabrizio Mazzotta, voce di Krusty il Clown

Nell'ultima puntata di Voices, abbiamo avuto ospite Fabrizio Mazzotta, la voce di Krusty il Clown, nonchè direttore del doppiaggio e adattatore dei dialoghi.

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Avatar di Lorenzo Ferrero

a cura di Lorenzo Ferrero

@Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 20/03/2022 alle 10:30 - Aggiornato il 09/08/2022 alle 11:19
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Ritorna l’appuntamento sul canale Twitch di cultura Pop con Voices, lo show in onda il primo ed il terzo venerdì del mese che parla di doppiaggio e di tutto ciò che riguarda questa professione legata al mondo del cinema, delle serie TV e dei videogiochi. In questa puntata abbiamo avuto il piacere di avere in trasmissione Fabrizio Mazzotta, uno dei big del doppiaggio nostrano, nonchè adattatore dei dialoghi e direttore del doppiaggio, con cui abbiamo parlato del successo della serie La fantastica Signora Maisel, della quale è stato direttore del doppiaggio, delle interpretazioni di alcuni suoi iconici personaggi, come Krusty il Clown de I Simpson e il Puffo Tontolone e di come funziona l'adattamento dei dialoghi di un prodotto.

Quello che leggerete di seguito è un estratto della chiacchierata che abbiamo fatto con Fabrizio Mazzotta durante Voices. Se siete curiosi di vedere (e ascoltare) l’intera intervista, potete andare direttamente al video che trovate in fondo all’articolo.

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Intervista a Fabrizio Mazzotta

Parliamo subito di La fantastica signora Maisel: ti saresti mai aspettato un successo simile?

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Fin dalle prime puntate, quando cinque anni fa, mi arrivarono in anteprima, capii che era sicuramente un prodotto fatto bene. D'altronde, Amy Sherman-Palladino (autrice della serie) è abituata ai successi: basti pensare a Una Mamma Per Amica, un serial che è durato ben sette stagione e un revival di quattro episodi. Ritengo La fantastica signora Maisel un prodotto davvero geniale! Della serie ho adattato qualche episodio della prima stagione e poi ho diretto tutti gli altri episodi nel corso delle altre quattro e fino ad ora, è stato davvero bello.

Dall'originale all'italiano, essendo una serie basata sulla stand-up e sulla comicità, ci sono stati molti giochi di parole o battute particolari? Come ci si comporta in questo caso?

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Fortunatamente, non ci sono stati grandissimi giochi di parole. Ci sono soprattutto riferimenti alla cultura ebraica, che ha richiesto sicuramente più ricerca nel capire come pronunciare al meglio determinate parole e il loro significato esatto. Più che altro, è stato difficile adattare il ritmo della parlata della protagonista, perchè quando fa i suoi numeri di stand-up comedy parla molto veloce, così come la maggior parte dei personaggi della serie.

Tanti riferimenti alla cultura ebraica che sono stati mantenuti in maniera fedele, cosa che non è stata fatta tempo fa con prodotti come, ad esempio, La Tata. cosa ne pensi di questo tipo di approccio?

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Personalmente, sono contrario a questo tipo di stravolgimenti. Secondo me, avrebbe funzionato lo stesso La Tata anche con i riferimenti alla cultura ebraica (nell'adattamento nostrano è diventata italiana); probabilmente non si è voluto puntare molto sull'intelligenza del pubblico e si è voluto puntare su qualcosa di più popolare. Ma alla fine ha avuto successo, quindi va bene così.

foto-generiche-214116.jpg

Ti va di spiegarci come funziona un adattamento del doppiaggio?

fabrizio-mazzotta-220477.jpg
Non sempre l'adattatore non corrisponde con il traduttore. Nel mio caso, ad esempio, in genere non traduco e preferisco di avvalermi di gente molto più capace di me in ambito linguistico. Quindi, si parte con una traduzione già completa, con la quale si dovrà adattare, ovvero non modificare il concetto della frase, ma metterlo a Sync col labiale dei personaggi, rendendo la frase in italiano della stessa lunghezza di quella originale che si vede a schermo. E già questa è una prima difficoltà, perchè, ad esempio, un concetto che in giapponese viene espresso con tante parole, in italiano invece basta utilizzarne molte meno; servirà, dunque, aggiungere delle parole per arrivare alla lunghezza desiderata senza però snaturare il concetto originale.

A volte, però, capita di scontrarsi con giochi di parole o espressioni intraducibili e si richiede uno sforzo maggiore di, appunto, adattamento: ricordo, ad esempio, su Bayside School, una serie degli anni '80, dove veniva citata una vecchia serie TV americana che da noi era pressoché sconosciuta. Se avessi dovuto tradurre e riportare il nome di quella determinata serie, nessuno avrebbe riso o colto il riferimento, così adattai con il nome di una serie più conosciuta da noi, ovvero la Signora in Giallo, in modo tale che anche il pubblico italiano avrebbe potuto cogliere la battuta.

Quindi "adattare" significa anche "rendere comprensibile" ad un pubblico con riferimenti culturali diversi?

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Certamente! L'autore di un determinato prodotto la vuole veicolare al maggior numero di persone possibili e vogliono che in un determinato punto lo spettatore si spaventi, o rida, o rimanga shockato, triste e l'unico modo per farlo e tramite la lingua di riferimento, nonchè alla cultura di riferimento. Se c'è un qualcosa che si capisce poco o che snatura ciò che si vede a schermo, spezzi totalmente l'emozione, spezzi un racconto che il creatore ha voluto fare. Deve essere tutto il più chiaro possibile, ma anche il più corretto possibile.

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Secondo te, da cosa dipendono gli errori in fase di adattamento?

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Ci sono vari casi: a volte c'è un supervisore, sia nei film che nelle serie TV, che controlla il tutto e fanno delle correzioni sui copioni dove serve, dopodiché io, in base alle note che vengono scritte, adatto e aggiusto il tiro; altre, invece, non esistono figure che fanno controlli; altre ancora, ci sono persone che, per quanto si mettano di buona volontà, non sono capaci di farlo.

Può succedere anche che alcuni adattamenti vengano fatti da persone che non hanno una determinata cultura specifica o che non conoscano minimamente il contesto del prodotto di cui si occupano: un esempio che mi viene in mente è The Big Bang Theory, piena zeppa di riferimenti alla cultura Nerd, quindi film, serie TV, videogiochi e quant'altro, che DEVE essere adattata da qualcuno che, un minimo, questo mondo lo conosce.



Tutte le stagioni de I Simpson li potete trovare tutti su Disney +. Potete abbonarvi al servizio in due specifiche modalità: al costo di 8,99€ al mese o 89,90€ per un intero anno e potete farlo semplicemente cliccando su questo link.

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