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La Torre dell’Alba di Sarah J. Maas: la recensione


La torre dell’alba
Genere
Fantasy, Young Adult
Formato
Brossura
Autore
Sarah J. Maas
Editore
Mondadori
Collana
Oscar Fantastica

La torre dell’alba è un Fantasy per giovani della statunitense Sarah J. Maas, settimo volume della saga del Trono di Ghiaccio. La serie è stata pubblicata dal 2013 dalla Mondadori e in America è già all’ottavo volume, ancora inedito in Italia.

La torre dell'alba

La torre dell’alba fa parte di un universo fantastico abbastanza tradizionale: non ci sono le classiche razze, ma questa mancanza è abbondantemente compensata dalla presenza di creature mostruose, demoni e magia. Sulle spalle dei giovani protagonisti grava il destino di un intero regno: riusciranno, con la loro forza d’animo (e l’aiuto di una buona dose di addestramento militare e magia) a opporsi ai demoni che insidiano il cuore delle terre in cui vivono?

Tre nuovi protagonisti

La torre dell’alba lascia da parte per tutte le seicentocinquanta pagine i protagonisti della serie: Caelaena Sardothien, ovvero la regina Aelin Galathynius e il giovane Principe Dorian di Adarlan sono infatti dall’altra parte del mondo, a combattere una guerra di cui arrivano sporadiche notizie. I protagonisti, nonché punti di vista di questo volume, sono tre.

Chaol Westfall, che da Capitano della Guardia Reale di Adarlan è diventato Mano del sovrano è il primo. Incapace di muovere le gambe a causa di una lesione spinale, è arrivato nella città di Antica in missione diplomatica presso il khagan, il regnante più potente del mondo conosciuto. Dorian e Aelin hanno bisogno di aiuto, al Nord, perché l’esercito messo insieme dai demoni supera le loro forze. Nella città, tuttavia, Chaol dovrà cercare anche l’aiuto delle guaritrici di Torre Cesme, che con il loro potere potrebbero farlo tornare a camminare e combattere al fianco del suo Re.

La torre dell'alba

Nesryn Faliq è il nuovo Capitano della Guardia di Adarlan. Ha accompagnato Chaol nella sua missione ufficiale ad Antica ed è lì non solo per vegliare sulla sua incolumità ma anche per raccogliere informazioni sulle forze del khagan. Gli occhi del Capitano Faliq, infatti, possono cogliere più facilmente le sfumature della politica di Antica, visto che la sua famiglia è originaria proprio di quella città. Lei conosce le leggende che circondano i figli del khagan, intorno ai quali ruotano le loro speranze di ottenere rinforzi.

Yrene Towers è una guaritrice molto dotata, molti dicono sia benedetta in modo particolare da Silba, dea della guarigione. Sua madre è stata uccisa nella purga della magia del regno di Adarlan, cosa che le ha lasciato una ferita indelebile. Mentre si prepara a lasciare il Meridione per andare ad aiutare il suo popolo al Nord, la Grande Guaritrice in persona le affida un’ultima prova: far tornare a camminare il lord di Adarlan. Forse, insieme alla schiena dell’uomo, Yrene riuscirà a guarire anche l’odio per chi le ha tolto sua madre mettendola su un rogo.

La guarigione

A quanto pare il punto centrale di questo volume è la guarigione. I tre protagonisti, i cui punti di vista si alternano durante tutta la narrazione, sono persone spezzate dai loro lutti e dalle esperienze che hanno vissuto. Si può dire che l’intero libro accompagni i nostri eroi attraverso un percorso di guarigione e di crescita, parallelamente al percorso di guarigione di Chaol.

Soli in terra straniera, tutti e tre dovranno scrollarsi di dosso i traumi passati per tornare a vivere, per vedere quell’alba di speranza di cui la bianca Torre Cesme, che svetta nella città di Antica, è simbolo tangibile. La torre dalle infinite scale ricorda un’altra torre, è vero, ma in questo caso è libera dalla politica e dalle malignità delle donne che la abitano, che in quanto portatrici del potere di una Dea benevola sono uno stereotipo di bene e concordia.

Oltre alla magia, un altro strumento di guarigione è rappresentato dalla conoscenza. Rotoli di pergamene e antiche rovine diventano il mezzo con cui i protagonisti ottengono le armi più potenti contro il male che devono affrontare, un tema tanto classico nel Fantasy da risultare in qualche modo rassicurante lungo tutta la storia, sebbene i giovani eroi non siano persone particolarmente pazienti.

Una parentesi esotica

La torre dell’alba è un capitolo particolare per Il Trono di Ghiaccio. Finora la saga è stata ambientata in un classico fantasy di stile europeo. Castelli, inverni durissimi, boschi e roghi di streghe. Qui, invece, ci troviamo nel deserto, in un impero illuminato fatto di parità tra i sessi e apertura mentale. Il tema dell’accettazione dell’altro è fondamentale tanto nell’ambientazione quanto nel percorso di crescita dei personaggi.

La torre dell'alba

Tutti loro si trovano a ‘scontrarsi’ con le usanze di diversi popoli. Nel caso di Chaol è la micidiale corte del khagan. Per Nesryn sono i rukhin, i cavalieri di Ruk, immensi rapaci che si lasciano cavalcare e portare in battaglia, mentre per Yrene è ovviamente lo scontro con lord Chaol, che per lei rappresenta tutto il suo popolo, colpevole di averle portato via ogni gioia.

In definitiva, tra cavalieri di rapaci, una corte esotica, la Torre delle Guaritrici e le antiche rovine sepolte nel deserto, questo fantasy risulterà in buona misura confortevole per chi ama il genere, ma di sicuro diverso per chi invece è alle prime armi. I giovani lettori potrebbero scoprire che il fantasy non è fatto solo di elfi, nani e orchi.

La forma e lo stile

La torre dell’alba, forse per accontentare chi colleziona i libri da poco, è uscito direttamente in formato brossurato, nella collezione Oscar Fantastica, con lo stesso dorsino viola del resto della saga. Il risultato è un simpatico mattoncino che si legge molto bene, con le pagine leggerissime del penultimo formato degli Oscar Mondadori. Lo stile della narrazione e del linguaggio è moderno e poco formale, con frequenti imprecazioni e annotazioni molto personali nei punti di vista dei personaggi.

La traduzione è decisamente migliore rispetto a La casa di terra e sangue, ma ci sono ancora dei punti che stonano soprattutto nella resa della consecutio temporum in lingua italiana.

L’autrice

Sarah J. Maas è un volto noto del fantasy in Italia. È arrivata grazie alla Mondadori nel 2013, proprio con la serie del Trono di Ghiaccio, per un totale di sette volumi usciti tra il 2013 e il 2020. Oltre a questa saga fantasy abbastanza classica la cui protagonista, Caelena Sardothien, è una giovane assassina, nel 2019 sempre Mondadori pubblica una nuova serie ambientata nella corte fatata: La Corte di Rose e Spine, arrivata al suo quarto volume. Quest’estate è iniziata anche la serie di Crescent City con il suo primo volume: La casa di terra e sangue, di cui parliamo qui.

La torre dell'alba

Conclusioni

La torre dell’alba è un Fantasy che si legge tutto d’un fiato. I cliffhanger sono leggermente prevedibili e la tensione al minimo, smorzata dalle lenti rosa davanti all’occhio del lettore, ma per chi cerca una buona storia in cui crogiolarsi nelle fredde giornate d’inverno è l’ideale. Consigliato a chi ama il fantasy e le storie d’amore.

La torre dell’alba


La torre dell'alba è un buon punto da cui cominciare a leggere Il trono di ghiaccio. Costituisce una parentesi autonoma la cui lettura può essere apprezzata anche da chi non ha letto nessuno degli altri volumi. Se volete un Fantasy nello stile del Trono di Spade, con molta politica ma anche molta più romance, questo è quello che fa per voi.

Pro

  • L'ambientazione è molto approfondita;
  • Ricorda molto i grandi classici;
  • Il tono è molto leggero.

Contro

  • Forse un po' troppa romance.