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Lola Bunny: da Space Jam a Space Jam 2

Ci sono personaggi che ci accompagnano per decenni, fedeli compagni di avventure, e altri che invece sono condannati a brillare intensamente rapidamente, scomparendo presto ma lasciando dietro di loro un ricordo indelebile. Parte di questo club di meteore è un nome che negli ultimi giorni è tornato a farsi sentire nel mondo dell’entertainment, complice un suo atteso ritorno all’interno del seguito del film che la rese una star, anche se per pochissimo tempo: Lola Bunny.

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La coniglietta capace di tenere testa ai più celebri personaggi della banda dei Looney Tunes, infatti, è pronta a tornare sul parquet con tutta l’allegra banda di improbabili cestiti in Space Jam 2, seguito di quel piccolo gioiello dell’animazione che nel 1996 mise il leggendario Michael Jordan a capo di un’improbabile squadra di basket composta da Bugs Bunny, Taddeo, Daffy Duck e compari, con lo scopo di sconfiggere un team alieno per salvare la Terra. Il finale è prevedibile, ma non fu altrettanto scontato all’epoca il successo del film. Un trionfo che fu tale anche grazie alla presenza di Lola Bunny, che proprio in Space Jam fece il suo esordio, un’apparizione che a lungo rimase un episodio isolato.

Ma come mai?

Le origini di Lola Bunny

Quando si mise in piedi Space Jam, si decise di introdurre un personaggio femminile che diventasse l’interesse amoroso di Bugs Bunny. Come punto di partenza, si pensò di realizzare una versione femminile di Bugs, limitandosi ad aggiungere qualche dettaglio all’aspetto tradizionale del vulcanico coniglio, ma la sensazione era che ci si trovasse di fronte a un Bugs in maschera, e questi primi bozzetti vennero subito scartati.

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Leo Benvenuti e Steve Rudnick iniziarono quindi a seguire nuove strade. La prima idea, ribattezzata Honey Bunny, venne accantonata. Si cerca di decide di portare una ventata di novità nei Looney Tunes, che dopo decenni di onorata carriera iniziavano a mostrare un certo distacco dalla contemporaneità. Perché quindi non ispirarsi a un modello femminile forte, capace di tenere testa a Bugs e soci? Da questo spunto si comincia a lavorare a una figura dinamica, sicura di sé, consapevole, tanto nel carattere quanto nella sua rappresentazione.

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Dopo avere ipotizzato un look da timida teenager, per Daisy Lou, come viene ribattezzata la coniglietta, si passa a una visualizzazione più matura, vivace e consapevole della propria femminilità. Come conseguenza, la fisicità del personaggio sembra avvicinarsi maggiormente alle suggestioni di una Jessica Rabbit che non a quelle di un Looney Tunes, e quando Lola Bunny fa la sua prima apparizione in Space Jam, questo cambio di passo si vede perfettamente.

Lo scontro uno contro uno tra Lola e Bugs non è solamente una sfida di basket, è un’affermazione di carattere da parte della coniglietta. Il doll’,bambolina’, con cui Bugs la accoglie è un vezzeggiativo che ha una radice riduttiva nello slang americano, denota come la timidezza con cui Lola chiede di poter entrare in squadra sia subito messa alla berlina in quanto sicuramente non all’altezza.  La batosta che Bugs incassa, invece, ribalta questa su convinzione, ulteriormente spazzata via quando Lola ribadisce la sua vittoria:

“Non chiamarmi mai più bambola”

Scena che si apprezza meglio in lingua originale, dove la doppiatrice Kath Soucie rende meglio il contrasto vocale tra la speranzosa richiesta e il più fumantino fastidio nel sentirsi chiamare ‘bambola’, delicato equilibrio che si perde nell’adattamento italiano, dove Lola viene doppiata da Simona Ventura. L’esito dello scontro con Bugs mostra, quindi, un personaggio femminile forte, moderno, pienamente consapevole.

Se da un lato la grinta del carattere è un segno positivo, più controversa fu la sua realizzazione grafica, che divenne il parafulmine delle critiche degli studios.

La fine di Lola Bunny

Nell’idea della Warner, Space Jam non deve riscrivere l’anima dei Looney Tunes, ma solo traghettarli nei tempi moderni, rendendoli dei protagonisti per una serie di film al cinema. Quello che i vertici della major vedono, invece, è una sorta di tradimento delle caratteristiche dei personaggi, che paiono perdere quella loro intrinseca follia tipica dei corti animati.

A dare manforte a queste critiche è proprio la realizzazione e caratterizzazione di Lola Bunny, che non viene percepita come ruolo femminile deciso e tosto, ma ha la pretesa di introdurre nel folle mondo dei Looney Tunes un elemento provocante e sensuale, totalmente estraneo a questo contesto. La sua fisicità, in particolare, viene percepita come un elemento fuori contesto all’interno di quello che è sostanzialmente un prodotto per famiglie, principalmente rivolto ai più piccoli.

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 Il primo a schierarsi contro Lola Bunny è Chuck Jones, uno dei più amati autori delle Merrie Melodies con protagonisti i Looney Tunes, che non usa mezzi termini per sancire il futuro della coniglietta:

“Lola Bunny è un personaggio privo di futuro, è totalmente inutile e non alcuna personalità”

Affermazione perentoria, considerato che la figura di Lola Bunny è modellata su una sinergia tra l’archetipo della femme fatale e la visione delle donne decise e non remissive rese celebri dalle pellicole di Howard Hakws, che ritraeva donne sicure di sé e lontane dalla tipica damigella in pericolo. Questa sua caratterizzazione non fu invisa solamente a Jones, specialmente per la connotazione sessuale che ne scaturiva, ma anche ai fan più intransigenti dei Looney Tunes, che non mancarono di manifestare il loro disappunto, arrivando ad accusarla di scalfire il carisma di Bugs Bunny, che al termine di Space Jam diventa il suo fidanzato.

Space Jam, nonostante sia un successo al box office, viene visto dalla Warner Bros. come un fallimento, un’operazione che ha tradito lo spirito autentico dei Looney Tunes. Un’accusa che blocca sul nascere il seguito già pianificato, in modo da poter sviluppare un prodotto che, basandosi sul successo dell’avventura con Michael Jordan, consenta di ripotare Bugs Bunny e soci nella giusta direzione.

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Nonostante questa avversione nei suoi confronti, Lola Bunny riesce ad apparire in Looney Tunes Comics, dove dopo esser stata inserita come personaggio di secondo piano, ottiene una propria story line, che la vede fattorino della Machu Pizza, pizzeria specializzata in consegne a domicilio per divinità e esseri sovrannaturali. Come per Bugs Bunny, anche Lola Bunny si ritrova a vivere avventure da cui esce indenne grazie a spirito di intraprendenza e rapidità di pensiero.

Le valutazioni fatta in senso alla Warner Bros su Space Jam portano a un nuovo film, Looney Tunes Back in Action, che arriva nei cinema nel 2003.  Più vicino alle idee della major, Looney Tunes Back in Action si affida alla tradizione, con personaggi folli e scevri di qualsivoglia tendenza caratteriale adulta. Soprattutto, tra i protagonisti non figura Lola Bunny, un’assenza che diventa una costante negli anni successivi. Questo ritorno alle origini viene, però, percepito malamente dal pubblico, che condanna il film a essere un flop incredibilmente costoso per Warner.

Le altre vite di Lola Bunny

Dopo essere apparsa nella versione dei Baby Looney Tunes, per Lola Bunny si prospetta una nuova occasione di far parte della vita del suo amato Bugs Bunny quando la Warner Bros decide di svecchiare i personaggi, dando vita a The Looney Tunes Show. L’idea è quella di avvicinare la tradizione dei Looney Tunes al nuovo gusto moderno delle sitcom, con una serie in cui Bugs e Duffy Duck condividono un appartamento nella periferia di Los Angeles.

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In questa nuova serie, nella seconda puntata fa la sua apparizione Lola Bunny. O meglio, compare una nuova Lola Bunny, visto che del personaggio conosciuto in Space Jam non c’è più traccia. Questa nuova incarnazione di Lola perde la sua carica sensuale, assumendo una connotazione più adolescenziale, apparendo come svampita, follemente innamorata di Bugs Bunny, che dopo un iniziale interesse per la coniglietta mostra un certo disinteresse per quella che viene rappresentata come una presenza ossessiva, al limite dello stalking, doppiata da Kristen Wiig, vista recentemente nel ruolo di Cheetah in Wonder Woman 84.

Questa nuova Lola Bunny, così diversa dalla sua prima apparizione, è in tutto e per tutto una Looney Tunes, diviene rapidamente parte integrante delle tradizionali dinamiche delle avventure di Bugs Bunny e soci. Esattamente come la voleva la Warner Bros, che raccoglie anche l’approvazione del pubblico. Ma ancora una volta si profilava all’orizzonte una nuova versione di Lola Bunny.

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Con l’annuncio di Space Jam 2, i fan si aspettavano nuovamente di vedere in azione Lola Bunny. Per molti, Lola era la versione seducente e da femme fatale vista nel primo Space Jam, ma il regista del seguito, Malcom D. Lee ha dichiarato di esser rimasto stupito dalla sessualizzazione di Lola Bunny ai tempi della sua apparizione nel 1996. Motivo per cui ha deciso di realizzare una nuova visione di Lola:

“Nel vecchio film il personaggio di Lola era stato molto sessualizzato, sembrando un mix tra Betty Boop e Jessica Rabbit, non era politicamente corretta. Era un film per bambini, che senso aveva farle indossare un top così corto? Siamo nel 2021, è importante di riflettere l’autenticità di personaggi femminili forti e capaci”

Ecco quindi nascere una Lola con un fisico meno marcato, ma che nelle prime immagini promozionali sembra mostrare la sua personalità autentica. Come spiega Lee:

“Probabilmente, è il personaggio dal tono più umano dei Tunes, non balbetta e non ha una carota, ma abbiamo lavorato parecchio, rivedendo alcuni suoi aspetti, non solo il suo aspetto, facendole indossare un paio di pantaloncini adatti e rendendola femminile senza sessualizzarla, dandole una voce autentica. Abbiamo puntato a valorizzarla come atleta, come guida e rendendola unica”

Le premesse per la nuova vita di Lola Bunny sembrano essere tutte ottime, con una definizione del personaggio che sembra voler valorizzare il suo ruolo. Non ci resta che attendere l’uscita di Space Jam 2 sperare che la terza vita di Lola Bunny sia quella giusta.

Potete vedere Lola Bunny giocare a basket con il bluray di Space Jam