Libri e Fumetti

Neil Gaiman: buon compleanno all’autore britannico

Buon compleanno a Neil Gaiman che oggi, 10 novembre 2020, entra nei sessant’anni e lo fa in grande stile, grazie alla fama conquistata con le sue opere. Scrittore, sceneggiatore televisivo, autore di fumetti, la foggia dei suoi scritti trae ispirazione da alcuni grandi maestri della letteratura ma si configura da sempre in maniera originale, con un taglio surreale, dark, spesso onirico, caratterizzato spesso da elementi mitologici rivisitati in chiave moderna. Insomma, Gaiman è diventato oggi un maestro a sua volta, esempio per altri autori e modello da cui trarre film e serie TV.

C’è chi lo conosce soprattutto per il suoi romanzi per ragazzi, come Coraline; chi per le sue opere più “mitologiche” come American Gods e I Ragazzi di Anansi; o ancora, chi ha amato il suo stile dopo aver letto il ciclo di fumetti Sandman. Se però c’è qualcuno che non si è ancora avvicinato a Neil Gaiman, vi diamo alcuni buoni motivi per farlo, celebrando il compleanno di uno degli autori più poliedrici degli ultimi tempi.

Neil Gaiman

Da sempre sui libri

Oggi di Neil Gaiman conosciamo i romanzi, i racconti, i saggi, le opere filmiche tratte dai suoi scritti, oltre che la moltitudine impressionante di premi e riconoscenze che gli sono stati conferiti negli anni. Com’è giunto, però, al successo l’autore inglese? Leggendo tanti libri. Neil Gaiman nasce a Portsmouth, nell’Hampshire, il 10 novembre 1960 e trascorre infatti gran parte della sua infanzia immerso tra i libri. I suoi ricordi più lieti riguardano proprio le giornate trascorse in biblioteca ed è lì che impara a conoscere gli autori che lo forgeranno negli anni a venire: J.R.R. Tolkien, Edgar Allan Poe, Lord Dunsany, Michael Moorcock, Ursula K. Le Guin, Lewis Carroll. Le sue fonti di ispirazione primarie diventano così Il Signore degli Anelli, Le Cronache di Narnia, Alice nel Paese delle Meraviglie, ma resta affascinato anche da alcuni fumetti, primo tra tutti Batman.

Dopo aver frequentato l’Ardingly College nel West Sussex, Neil Gaiman si avvia a piccoli passi verso la carriera letteraria iniziando come giornalista e dedicandosi alla stesura di saggi e biografie: sono infatti di questo periodo il suo primo libro intitolato Duran Duran: The Book (1984) e la raccolta di citazioni scritta a quattro mani con Kim Newman, Ghastly Beyond Belief (1985). L’autore in erba firma intanto diversi articoli e interviste, mentre la sua passione per i fumetti si intensifica dopo aver scoperto Alan Moore e il suo Swamp Things, cosa che spingerà Gaiman ad approcciare sempre più il mondo dei comics.

Neil Gaiman

Sul finire degli anni ’80, tuttavia, abbandona la carriera giornalistica a causa del taglio talvolta ingannevole delle notizie fortemente sensazionalistiche che caratterizzano il giornalismo inglese. È sempre in questo periodo, comunque, che inizia la stesura di altre due opere piuttosto celebri, pubblicate ad inizio anni ’90: Buona Apocalisse a Tutti! (1990), scritto in collaborazione con Terry Pratchett e da cui è stata tratta una serie TV nel 2019 disponibile su Amazon Prime Video; e Niente Panico – Guida Terrestre per i Lettori di Guida Galattica per gli Autostoppisti, che è possibile trovare oggi in un’edizione double face dalla coloratissima copertina edita da Oscar Mondadori.

In principio era il Sogno

Gaiman consolida poi il suo rapporto con il mondo fumettistico iniziando a scrivere e pubblicare i graphic novel Casi Violenti (1987), Signal to Noise (1992) e La tragica commedia o la comica tragedia di Mr Punch (1994) illustrati tutti da Dave McKean con il suo stile surreale e inquietante composto da una commistione di collage, grafica computerizzata, fotografie. Da questa felice collaborazione nasce la mini-serie a fumetti pubblicata tra il 1988 e il 1989 Black Orchid, commissionata ai due autori dalla DC Comics, ma la casa editrice ha anche altri piani in serbo per il promettente autore. A Neil Gaiman viene assegnato infatti il compito di riprendere un vecchio personaggio DC chiamato Sandman e rivisitarlo attraverso il suo stile originale e tenebroso per trarne una serie a fumetti.

Il progetto è un successo senza precedenti: settantacinque numeri che raccontano di Sogno, uno dei sette Eterni che incarna la dimensione onirica, illustrati da disegnatori come Sam Kieth, Mike Dringenberg, Jill Thompson, Shawn McManus, Marc Hempel e Michael Zulli, con copertine realizzate da Dave McKean. Sandman diventa il primo fumetto a ricevere un premio letterario, guadagnando il World Fantasy Award oltere a diversi Eisner, Harvey e Hugo Awards. La serie a fumetti, pubblicata dall’etichetta Vertigo della DC, mette d’accordo critica e pubblico e raccoglie ancora oggi un vasto numero di fan, con la sua trama fantastica che si muove attraverso una mitologia particolare, all’interno della quale fanno la loro comparsa anche personaggi storici del mondo fumettistico come Constantine e Swamp Thing.

Neil Gaiman

Neil Gaiman ottiene un successo planetario con il suo Sandman, entrando a far parte di quella cerchia d’autori che negli anni ’80 operava la cosiddetta “invasione britannica”, tra cui troviamo, Jamie Delano, Grant Morrison, Peter Milligan e ovviamente Alan Moore. Quando gli è stato chiesto perché amasse tanto il racconto fumettistico, Gaiman ha dichiarato:

Una delle gioie dei fumetti è sempre stata la consapevolezza che si trattava, per molti versi, di un terreno incontaminato. Era un territorio vergine. Quando lavoravo a Sandman, sentivo spesso che stavo uscendo nella giungla munito di machete. Ho avuto modo di scrivere in posti e fare cose che nessuno aveva mai fatto prima.

Sandman non si ferma, però, sulla carta stampata: la serie a fumetti è stata adattata in una serie TV commissionata da Netflix di cui sono state avviate recentemente le riprese. La sua uscita è prevista per la fine del 2021 e racconterà la vicende di Sogno dietro la sceneggiatura dello stesso Gaiman.

Neil Gaiman, i romanzi, la TV e gli altri fumetti

Il talento dell’autore è ormai consolidato e inequivocabile. È sua, ad esempio, la sceneggiatura della serie televisiva andata in onda su BBC Two nel 1996 intitolata Neverwhere (Nessun Dove), da cui lo stesso Neil Gaiman ha tratto l’omonimo romanzo rivedendo solo alcuni elementi. La serie, che racconta del giovane Richard Mayhew e della scoperta di una Londra sotterranea fatta di personaggi bizzarri e fuori dalle righe, vede ancora una volta la collaborazione con Dave McKean per quanto riguarda le sigle di testa e di coda. Nel 2005, poi, Neverwhere viene trasposta in un fumetto Vertigo disegnato da Glenn Fabry, che ne realizza anche le copertine, mentre nel 2013 l’opera di Gaiman è giunta al pubblico in un’altra, nuova forma: un adattamento radiofonico il cui cast include nomi come James McAvoy, Natalie Dormer, Benedict Cumberbatch e il compianto Christopher Lee.

Neil Gaiman

La sua prolifica scia di opere include, sul finire degli anni ’90, Stardust: romanzo fantasy ambientato in un mondo in cui il magico regno di Faerie e quello di Wall si incontrano attraverso l’amore proibito tra due giovani. Il libro, pubblicato nel 1998, è stato portato sul grande schermo da Matthew Vaughn nel 2007 e vede la partecipazione di attori quali Sienna Miller, Rupert Everett, Michelle Pfeiffer, Robert De Niro, Henry Cavill e Mark Strong. Neil Gaiman, tuttavia, maneggia il genere fantasy con maestria e realizza racconti originali che contengono anche elementi mitologici appartenenti ai pantheon delle diverse culture del mondo, come ha già ampiamento dimostrato tra le pagine di Sandman.

Nel 2001 realizza così un’altra opera destinata a conquistare la gloria: American Gods, la storia un ex-galeotto di nome Shadow che, ingaggiato dal misterioso Mr. Wednesday, si ritrova invischiato suo malgrado in una guerra tra le antiche divinità (Odino, Chernobog, Anansi, Anubi) e i nuovi dei creati dalla società moderna, come la tecnologia e i mass media. Sul romanzo si basa la serie TV Amazon Prime che dal 2014 va in onda sulla piattaforma streaming e, anche in questo caso, abbiamo un fumetto pubblicato a partire dal 2017 dalla Dark Horse, con illustrazioni di Scott Hampton.

American Gods S2 poster

L’autore britannico ha inoltre ampliato il mondo di American Gods attraverso un romanzo che si potrebbe definire un suo spin-off: I Ragazzi di Anansi, pubblicato nel 2005, la cui trama ruota attorno ai due figli di quello stesso Mr. Nancy conosciuto da Shadow che altri non che è che il dio africano Anansi. Un racconto fantasy dai toni decisamente più scanzonati e meno cupi di American Gods, incarnando adeguatamente lo spirito di quella divinità che nella cultura africana è vista talvolta come un dio ingannatore dedito a farsi beffe degli altri. E, se non fosse già abbastanza chiaro il fatto che Neil Gaiman è un esperto conoscitore della mitologia, nel 2018 pubblica il libro intitolato Miti del Nord, raccontando delle divinità protagoniste delle leggende norrene.

Non solo opere per adulti, però, ma anche romanzi e racconti per ragazzi giungono dallo scrittore britannico, seppur con lo stile talvolta piuttosto dark che lo caratterizza. Suoi sono infatti Coraline (2002), fantasy misto a horror la cui protagonista deve fare i conti con una strega che si nutre delle anime dei bambini e che nel 2009 è diventato un film d’animazione in stop-motion; I Lupi nei Muri (2003), romanzo illustrato ancora una volta da Dave McKean che racconta di Lucy, bambina che scopre la presenza di lupi malvagi dentro le pareti della propria casa; o ancora, Il Figlio del Cimitero (2008), storia di Nobody Owens, un ragazzino la cui famiglia è stata uccisa ed è stato adottato dalle creature che popolano un cimitero.

Neil Gaiman

In tempi più recenti, infine, troviamo Gaiman ancora una volta alla sceneggiatura, con i due episodi di Doctor Who intitolati La Moglie del Dottore (2011) e Incubo Cyberman (2013) e con la serie TV Good Omens (2019) tratta dal romanzo Buona Apocalisse a Tutti!

E per finire, alcune curiosità

Benché Neil Gaiman abbia smentito qualsiasi somiglianza o anche minima assonanza con la famosissima serie letteraria di J.K. Rowling dedicata ad Harry Potter, non tutti forse sanno che l’autore ha realizzato nel 1990 una mini-serie a fumetti targata Vertigo che sembra essere proprio una sorta di sua “antenata”. The Books of Magic è infatti una serie da quattro albi illustrata da John Bolton, Scott Hampton e Charles Vess che racconta di un adolescente, Timothy Hunter, e del suo destino che potrebbe condurlo a diventare il mago più potente del mondo. Un giovane con gli occhiali, profondi problemi familiari ed una civetta per amica: impossibile non richiamare alla mente il maghetto più celebre al mondo, comparso sulle librerie nel 1997.

L’autore è poi legato da un’amicizia duratura alla cantante Tori Amos, che menziona Neil Gaiman in diverse sue canzoni come Tear in Your Hand, Horses, Space Dog e Carbon, mentre lo scrittore ha dedicato all’artista un personaggio nel romanzo Stardust ed una poesia intitolata Blueberry Girl. Gaiman non disdegna, inoltre, di prestare il suo volto in TV: nella puntata dei Simpson intitolata The Book Job troviamo l’autore britannico nella sua versione “springfieldiana”, mentre l’episodio ventuno dell’undicesima stagione di The Big Bang Theory vede Neil Gaiman nel ruolo di sè stesso.

Neil Gaiman

Gaiman, infine, è diventato nel 2001 uno dei primi autori a creare un blog e la sua attività di microblogging prosegue anche su Twitter vincendo, tra i numerosi altri premi conferiti per la sua prolifica attività letteraria, anche la categoria dedicata al social media agli Author Blog Awards.

Il romanzo American Gods, uno dei maggiori successi di Neil Gaiman: lo potrete trovare cliccando su questo link.