Parchi divertimento

Parchi Divertimento: la coda virtuale per le attrazioni

I parchi divertimento del mondo sono tutti diversi tra loro. Solo una cosa è comune per tutti: la coda necessaria per accedere ad ogni attrazione. Viene spontaneo chiedersi, tutto ciò si può evitare ? Per molti anni questa è stata una domanda quasi tabù. Tutti hanno sempre optato per la scelta più classica possibile: una serpentina per contenere le persone in coda in attesa del proprio turno. E se ci fosse un altro modo ? Sempre più parchi stanno “scoprendo” che la soluzione esiste e possiamo chiamarla coda virtuale.

Recarsi in un parco a tema dovrebbe rappresentare un momento di divertimento. Un giorno d’evasione e spensieratezza. Tuttavia non è sempre così. Alcuni giorni si trovano i parchi vuoti, o meglio poco frequentati, perfettamente vivibili e con delle attese per le attrazioni ragionevoli. Cosa si intende per ragionevole resta comunque una questione di tolleranza personale. Mediamente possiamo considerare venti minuti un’attesa accettabile. Altri giorni invece l’affluenza è molto elevata, tendenzialmente in coincidenza con le vacanze scolastiche ed i fine settimana i parchi sono più frequentati. Questo significa che le code nelle attrazioni aumentano. In questi giorni, quelle più gettonate possono superare tranquillamente l’ora di attesa. Tutto ciò vale per i parchi grandi e mediamente frequentati come possono essere in Italia Gardaland, Magicland e Mirabilandia, od i 10 parchi a tema migliori d’Europa. Se poi ci spostiamo nei parchi più grandi e famosi del mondo come Disneyland Paris o Walt Disney World la situazione può precipitare, con attese ben peggiori di due o tre ore. Questo è esattamente il caso di novità mondiali come Hagrid’s Magical Creatures Motorbike Adventure (Island of Adventure) oppure Avatar Flight of Passage (Animal Kingdom). È chiaro che situazioni del genere rendono la visita ad un parco tutt’altro che piacevole. Pagare un biglietto, spesso non a buon mercato, passando il proprio tempo per la maggior parte incastrati in una queue line non piace a nessuno. Ed è esattamente per questo che la creazione delle code virtuali si rende necessaria.

Tempi d'attesa il primo giorno d'apertura di Avatar Land

Ma esattamente cosa si intende con il termine coda virtuale ? In realtà non si indica un sistema in particolare, piuttosto un concetto, ovvero la possibilità di fare un’attrazione senza stare ad aspettare fisicamente in fila per ore, in favore del semplice presentarsi all’ingresso e poter salire sull’attrazione in un tempo ragionevolmente breve. I parchi che più si sono impegnati da questo punto di vista sono quelli del gruppo Disney, che essendo sempre in cima alla classifica dei più visitati al mondo, molto più di altri devono affrontare il problema di come gestire tutte queste persone senza che escano scontente a fine giornata perché hanno passato tutto il tempo in fila. Ed è così che nel 1999 è nato Disney Fastpass, il primo sistema di coda virtuale al mondo, tuttora in funzione in tutti i resort (tranne ad Orlando) esattamente per come fu concepito a suo tempo. Il sistema è molto semplice: nota la portata oraria di un’attrazione, ovvero quante persone riesce a servire in un’ora, una certa quota viene riservata. Gli ospiti del parco possono recarsi presso il punto distribuzione Fastpass all’ingresso dell’attrazione desiderata, scansionare il proprio biglietto d’ingresso od abbonamento e ritirare il bigliettino cartaceo con indicato l’orario in cui si potrà fruire dell’attrazione entrando da un ingresso dedicato aspettando molto meno. È  possibile prendere un Fastpass ogni due ore fino ad esaurimento degli stessi, cosa che può avvenire più o meno tardi a seconda dell’affluenza e della popolarità dell’attrazione. In questo modo si è prenotati in una coda virtuale e nel frattempo si può fare altro. Questo sistema garantisce di poter provare nel corso della giornata almeno un paio d’attrazioni importanti senza stress, ma soprattutto senza pagare nessun extra.

Il Fastpass è una soluzione di coda virtuale proprietaria e brevettata dalla Disney. Non passò molto tempo prima che furono ideati metodi alternativi da poter implementare in tutti i parchi. Si è quindi arrivati ad una soluzione molto popolare fino a qualche anno fa, ma tuttora in uso, proposta dalla società Accesso, che ha fatto da apripista nel il settore. Per gli ospiti è ancora più comoda del Fastpass Disney, in quanto si fa uso del dispositivo elettronico portatile in foto, per prenotare un’attrazione.

Dunque non occorre recarsi fisicamente all’ingresso dell’attrazione, che può anche essere molto distante, piuttosto bastano pochi secondi scorrendo la lista sul dispositivo e premendo il tasto conferma. Tutto ciò chiaramente non è gratis. Sia mantenere l’infrastruttura informatica necessaria che pagare il noleggio alla società che lo ha ideato ha un costo. La coda virtuale diventa quindi a pagamento. Qui le politiche dei parchi sono molto diversificate, con un unico punto in comune. Chi vuole aspettare meno paga di più. Un sistema di questo tipo consente di modulare liberamente l’attesa. Al momento l’impostazione che va per la maggiore è su tre fasce, con prezzo chiaramente crescente. Coda virtuale aspettando esattamente lo stesso tempo della fila classica, coda virtuale aspettando il 50% del tempo della fila classica e coda virtuale aspettando tra il 10% e nulla. Volendo fare un esempio pratico, supponiamo che una particolare montagna russa abbia un’ora di coda.  normalmente ci si metterebbe in coda ad aspettare un’ora. Nel primo caso si aspetterebbe sempre un’ora, ma nel frattempo si può fare un’attrazione che non ha coda, o stare semplicemente seduti su una panchina godendosi il parco. nel secondo caso si aspetterebbero 30 minuti senza stare in fila e nell’ultimo caso l’accesso è praticamente immediato. Questo tipo di soluzione è ottima. Funziona molto bene, ma ha il non trascurabile difetto che occorre avvalersi di una società esterna dovendo sostenere dei costi che mettono seriamente in discussione la sostenibilità economica. Ad esempio, Mirabilandia in passato aveva implementato un sistema di questo tipo, ma oggi non esiste più, in quanto poco conveniente per il parco.

Il sistema descritto è nato quando ancora la parola smartphone non esisteva. Oggi la situazione è profondamente diversa. Tutti si sono chiesti in che modo fosse possibile sfruttare questo prezioso strumento per migliorare la qualità della visita all’interno dei parchi a tema. La risposta immediata è stata quella di creare un’applicazione ad hoc con le stesse funzioni del vecchio dispositivo portatile, il che comunque resta tutt’altro che banale, perché dietro una applicazione c’è un sistema complesso che deve essere realizzato e mantenuto. Ed infatti tutt’oggi moltissimi parchi non implementano nessun tipo di coda virtuale. Qualcun altro invece si è concentrato soltanto sulla vendita dei pass salta fila a prezzo salato che non hanno molto a che vedere con la possibilità di una coda virtuale democratica e perché no, gratuita. Il fatto che i pass salta fila garantiscono un introito a costi davvero irrisori, ovvero la stampa dei cartoncini ed i dipendenti addetti alla vendita, ha frenato pesantemente e nella maggior parte dei casi fermato del tutto lo sviluppo del servizio coda virtuale, moderno e per tutti. Soltanto la Disney ha continuato ad investire pesantemente, sostituendo soltanto a Walt Disney World il Fastpass cartaceo con l’equivalente digitale da smartphone, con anche la possibilità di poter prenotare qualche Fastpass mesi prima del giorno di visita. Comunque si è trattato più di un’esigenza non rinviabile visto che il numero di visitatori ha continuato a crescere a ritmi sorprendenti per anni (60 milioni di presenze nel 2018), tant’è che tutti gli altri resort in giro per il mondo sono rimasti ai tagliandini di carta.

Sistema Fastpass+

Il covid e l’impatto sullo sviluppo della coda virtuale

L’emergenza sanitaria in corso ha avuto una conseguenza inaspettata. Un’impennata improvvisa dell’impegno nello sviluppo dei sistemi di coda virtuale. Il distanziamento sociale è diventato un obbligo di legge. Moltissimi parchi si sono trovati costretti, per riprendere le attività ad implementare un sistema di prenotazione dell’accesso al parco, ma ciò non basta a garantire un corretto distanziamento anche all’interno delle strutture. È cruciale trasmettere sensazione di affidabilità e sicurezza. Per questo motivo alcuni parchi stanno introducendo la coda virtuale gratuita. È il caso di Europa Park e spostandoci in Italia, di Gardaland. Dall’interno del parco sarà possibile prenotare l’accesso all’attrazione comodamente da smartphone. In questo modo le file si decongestioneranno. Al momento i dettagli esatti non sono noti, se prendiamo però ad esempio Europa Park, aperto già da un paio di settimane, il sistema di coda virtuale è opzionale e sta funzionando molto bene, nonostante si tratti di un esperimento messo su in un tempo breve. Oltreoceano, ad Orlando, anche gli Universal Studios, appena riaperti, lo stanno implementando. Le prime impressioni sono entusiastiche. Bastano pochi tap sul proprio telefono per assicurarsi un giro senza attese. Magari sarà tra ore, ma nel frattempo si può esplorare il resto del parco, e ciò costituisce un vantaggio enorme.

È dunque il momento giusto per porsi una domanda. Non è forse ora di rendere tutte le code delle attrazioni più importanti virtuali ? Chiaramente il processo deve essere graduale, iniziando la sperimentazione un’attrazione per volta, riservando un numero di posti sempre crescenti per monitorare come i clienti sfruttano quest’opportunità. La risposta non è semplice in quanto ci sono una serie di fattori che vanno tenuti presenti, cominciando proprio dal costo nel mantenere questo tipo di servizio. Bisogna anche rivedere il modello di business. Per molti parchi, come ad esempio Gardaland, la voce express rappresenta un introito rilevante, per cui l’introduzione della coda virtuale potrebbe portare ad una diminuzione delle vendite, in quanto molte più persone accetterebbero di aspettare più tempo prima di salire, se fuori dalle file. Altri parchi invece gli express non li vendono affatto, è questo ad esempio il caso di Europa Park, dunque l’implementazione di questo servizio rappresenta soltanto un valore aggiunto con soli vantaggi e nessuna controindicazione non essendoci flessione degli introiti.

L’inaugurazione di Star Wars Galaxy’s Edge, ed in particolare la dark ride Rise of the Resistance presso i Disney’s Hollywood Studios di Orlando ha rappresentato un’ottima occasione per riflettere ulteriormente sulle code virtuali, in quanto questa dark ride è stata accessibile solo su prenotazione. Un ospite che non sta in fila è un ospite più rilassato, che potrebbe spendere questo tempo sì per fare un’altra attrazione, ma anche per comprare dei souvenir o mangiare qualcosa, e dunque potrebbe verificarsi un aumento degli introiti, ma anche qui occorrono delle distinzioni. Non basta che il visitatore abbia solo tempo libero. Bisogna offrire anche una certa qualità degli oggetti venduti e nel comparto gastronomico, perché nessuno è propenso ad acquistare prodotti poco convincenti.

Negozio di Europa Park tematizzato

Soltanto il tempo potrà dare risposte su cosa si è imparato in questa fase dura e di cambiamento che potrebbe aver accelerato un percorso d’evoluzione tecnologica all’interno dei parchi divertimento già lentamente in atto da tempo.

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