Cinema e Serie TV

Resident Evil, la serie cinematografica

Resident Evil è un nome che ormai, si sa, è legato a doppia mandata con l’iconografia horror moderna, soprattutto per quanto riguarda il genere zombie e, in special modo dopo l’uscita degli ultimi videogames della serie che ha dato il via a questo fortunato franchise, come il recentissimo Resident Evil Village, che ha saputo reinventare il concetto di survival horror. Ma Resident Evil non è soltanto un brand legato all’universo videoludico. Certo, la sua origine in campo videogames la fa comunque da padrona, ma questo non ha impedito il nascere anche di una serie di film ispirati alle vicende della Umbrella Corporation e dei valorosi che hanno deciso di contrastarla, serie che ha visto, dopo il titolo originale, venire alla luce anche la bellezza di altri cinque sequel, (potete acquistare il cofanetto con la serie completa a questo link) andando a realizzare così una saga horror d’azione ben nota agli aficionados del marchio creato da Konami, sia nel bene che nel male.

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La saga cinematografica di Resident Evil

Resident Evil (2002)

Il primo film della saga di Resident Evil risale al 2002 ed è stato diretto Paul W.S. Anderson e interpretato, tra gli altri, anche da Milla Jovovich e Michelle Rodriguez. Questo è probabilmente il titolo di tutta la serie che più si attiene alla trama e alle atmosfere originali del videogioco ideato da Shinji Mikami, anche se si prende abbondanti “licenze narrative” su alcuni punti.

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Fondamentalmente però, gli elementi principali c’erano tutti: la villa della Umbrella dove venivano svolti esperimenti decisamente non convenzionali, il virus T, la squadra di ricerca e soccorso, gli zombie, le BOW (Bio Organic Weapons) e più o meno un fluire degli eventi abbastanza riconducibile al canon del videogioco.

Veniva inoltre introdotto il personaggio di Alice, interpretato dalla magnifica Milla Jovovich, che sarà poi un vero e proprio cardine per l’intera saga.

Resident Evil: Apocalypse (2004)

Con il secondo episodio, uscito nelle sale nel 2004 e diretto da Alexander Witt, la serie ha incominciato a discostarsi in maniera evidente dalla trama della saga videoludica, pur mantenendo alcuni personaggi principali del secondo e del terzo titolo per console e alcune iconiche creature, come i licker.

L’atmosfera generale però stava evidentemente cominciando a virare verso un tipo di narrazione molto meno horror e più vicina al genere fantascientifico, senza ovviamente rinunciare alla preponderante componente d’azione che già permeava il primo film. Se vogliamo ragionare in termini da “puristi”, di questo capitolo si salvano sicuramente le atmosfere e le ambientazioni, che riportano alla mente in maniera abbastanza fedele gli avvenimenti di Raccoon City raccontati nei primi tre titoli della saga videoludica, mentre lo sviluppo dei personaggi e la trama in sé prende una direzione molto differente, imboccando una strada che si svilupperà in seguito con i film che verranno.

Resident Evil: Extinction (2007)

A partire da questo punto in poi, la serie cinematografica e quella videoludica di Resident Evil prendono nettamente strade divergenti. Uscito nel 2007 con la regia di Russel Mulcahy, Resident Evil:Extinction catapulta la narrazione, e con lei alcuni personaggi chiave, tra i quali la onnipresente Alice, in una sorta di ambientazione post apocalisse zombie, dove il Virus T prodotto dalla Umbrella, si è sparso in tutto il mondo dopo l’incidente di Raccoon City, riducendo il nostro pianeta a una landa desolata e infestata di non morti e altre mostruosità generate dalla manipolazione genetica.

In questo scenario desolato, Alice e i suoi compagni lottano per raggiungere l’Alaska, luogo dove, in apparenza, non c’è stata traccia di contagio e si può sperare di ricostruire una parvenza di civiltà.

Resident Evil: Afterlife (2010)

Il quarto capitolo del Resident Evil cinematografico, diretto ancora una volta da Anderson e uscito nel 2010, sviluppa gli eventi che si sono messi in moto nel corso del film precedente, andando a sviluppare ulteriormente il personaggio di Alice e rivelando alcuni particolari del suo passato e della sua vera natura. Inoltre sono stati riportati sotto le luci della ribalta alcuni “nomi importanti” per la serie, come Claire Redfield, che però vengono mostrati in maniera molto differente da quella proposta dai videogiochi.

Come per il capitolo precedente, le atmosfere sono sempre quelle del classico action post apocalittico, che di horror non ha proprio nulla, tanto meno la componente survival.

Resident Evil: Retribution (2012)

Le vicende di Alice continuano ancora in questo quinto episodio della serie, sempre diretto da Anderson, anche se questa volta si fa un uso abbastanza massiccio di flashback (o presunti tali), andando a cambiare, almeno in qualche frangente, l’ambientazione ormai tipica per questi Resident Evil. Tornano in gioco, anche se per breve tempo, alcuni personaggi secondari visti nelle produzioni che hanno preceduto Retribution.

Si tratta di un gigantesco filler che, a conti fatti, aggiunge poco o niente a una serie che ha visto calare la qualità media dei suoi capitoli, soprattutto se raffrontata all’universo narrativo da cui prende ispirazione.

Resident Evil: The Final Chapter (2016)

Nel 2016, ancora una volta con Paul Anderson alla regia, la saga cinematografica di Resident Evil giunge al termine con, senza troppa immaginazione, questo Final Chapter.

Anche questa volta, andremo a scoprire più nel dettaglio quello che è successo prima dell’incidente di Raccoon City, di come la Umbrella Corporation sia arrivata a fare quello che ha fatto e, soprattutto apprenderemo qualcosa di più del passato di Alice, per tornare poi alla linea temporale post apocalittica “solita” che arriverà infine a una conclusione piuttosto buonista, che lascia intendere che ci sia per davvero una concreta possibilità per il genere umano di ricostruire la nostra civiltà, distrutta dalla follia umana e, soprattutto, della Umbrella Corporation.