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Star Trek Picard settimo episodio: Nepenthe. Tutti i riferimenti e le citazioni della saga di Star Trek

Nepenthe, il settimo episodio di Star Trek Picard, è per ora il capitolo più emozionante della nuova avventura del leggendario capitano della U.S.S. Enterprise interpretato da Patrick Stewart. Inserito all’interno della trama della prima stagione della serie di Amazon Prime Video, Nepenthe è un viaggio nella memoria e nel senso di famiglia che aveva caratterizzato alcuni dei momenti più epocali della storia della Next Generation. E il vedere dei volti famigliari e amati non poteva che amplificare questa emozionante nostalgia che pervade l’episodio.

ATTENZIONE: Quanto segue contiene una serie di importanti spoiler sul settimo episodio di Star Trek Picard, siete avvisati!

Gran parte del fascino di Star Trek Picard è il costruire una narrazione che pur spingendosi dove nessun sceneggiatore è mai giunto prima non dimentichi che al centro della storia rimane una delle figure chiave del mito di Star Trek. Il passato di Picard, conosciuto in precedenti produzioni o raccontato ora per la prima volta, è il motore di questa serie, alimentato da numerosi richiami alla tradizione di Star Trek. Dopo aver scovato le citazioni nei precedenti episodi (Ricordi, Mappe e Leggende, La fine è l’inizio, L’Assoluta Verità, Cronache di Stardust City, La scatola impossibile) tentiamo questa caccia all’easter egg anche in Nepenthe!

Dalla mia mente alla tua

Essendo una razza piuttosto restia al contatto fisico, per via delle proprie capacità telepatiche latenti, i vulcaniani ricorrono a questo rituale solo in caso di estrema necessità. La fusione mentale consente a due menti di potersi fondere in un’unica coscienza, condividendo esperienza e conoscenze. La prima occasione in cui compare la fusione mentale è l’episodio della serie classica Trasmissione di Pensiero (Dagger of the Mind), in cui Spock ricorre a questo espediente durante un interrogatorio. Curiosamente, in Star Trek: The Motion Picture scopriamo che la fusione mentale non è possibile solo tra esseri viventi, ma può essere applicata anche a forme di intelligenze artificiali, come dimostra Spock fondendo la propria mente con V’Ger.

Nel flashback di apertura dell’episodio, il commodoro Ho recluta come spia Agnes. Per farlo le mostra quello che potrebbe accadere in caso venga trovata la forma di vita sintetica ricercata da Picard, e utilizza un metodo tipico dei vulcaniani: la fusione mentale.

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Sono tante le occasioni in cui la fusione mentale ricopre un ruolo fondamentale all’interno della saga di Star Trek. Il più interessante rimane l’occasione in cui Spock travasa la sua essenza, il suo katra, all’interno della mente del dottor McCoy poco prima del suo eroico sacrificio nel finale di Star Trek II: L’Ira di Khan. Non meno emozionante è la fusione mentale tra Spock e Picard in The Next Generation, quando l’ambasciatore vulcaniano la utilizza per raccogliere dalla mente del capitano gli ultimi ricordi del defunto padre Sarek.

Il cuore di un uomo

Quando Picard incontra la figlia dei Riker, ironizza dicendole di mirare con il suo arco al petto, dato che ha un cuore di ‘solido duritanio’. In effetti, Picard ha un cuore artificiale, in seguito ad una bravata di gioventù, quando durante una rissa mentre un cadetto venne accoltellato da un nausicaano. Evento raccontato in The Next Generation in due episodi, Trappola per samaritani e Una seconda opportunità.

Tornare a casa

Interessante come dopo essere stato all’interno di un cubo Borg e avere rivissuto parte della sua tragica esperienza come Locutus, Picard pensi di cercare rifugio presso quella che ritiene la sua famiglia, ossia Riker e Troi. Come accadde ai tempi dell’episodio di The Next Generation, Famiglie, Picard si trova a dover elaborare una situazione emotivamente soverchiante, per cui forse non è pronto. Se dopo il suo salvataggio dalla Collettività fu necessaria una scazzottata nel fango con il fratello Robert, ora potrebbe essere la pizza di Riker ad essere terapeutica!

Rivedere in scena Riker e Troi è probabilmente uno dei momenti più emozionanti della serie. Visti in scena l’ultima volta nel finale di Enterprise, Will e Deanna sono ora una vera e propria famiglia.

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La loro casa nelle foreste di Nepenthe ricorda non poco il rifugio che si era creato Kirk all’interno del Nexus in Generazioni, ma potrebbe essere anche un ritorno alle origini per Will, cresciuto con il padre nelle fredde foreste dell’Alaska.

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E quindi, Picard, benvenuto in casa Troi-Riker. Come veniva detto in Nemesis, la coppia si sarebbe sposata seguendo le tradizioni betazoidi di Deanna, che comprendono, in base alla struttura matriarcale della società betazoide, che sia lo sposo a prendere il cognome della moglie, o che comunque il cognome della moglie sia preminente rispetto a quello del marito. Aspetto che viene rispettato anche nella famiglia Troi-Riker come dimostra un trofeo vinto dal giovane Thaddeus.

Essere una famiglia

Picard, Riker e Troi sono una famiglia, non costituita dai legami di sangue, ma dai sentimenti. Il toccante discorso di Picard alla festa pre-matrimoniale di Riker e Troi visto in Nemesis era il culmine di una vita assieme a bordo di bene due Enterprise.

Contrariamente al Capitano, Numero Uno e il Consigliere sono riusciti a costruirsi una famiglia vera e propria. Li vediamo crescere la figlia Kestra (chiamata così in onore della defunta sorella di Deanna, come citato nell’episodio di The Next Generation La porta chiusa) e cercare di convivere con la perdita del primogenito Thad.

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Il modo in cui Picard viene accolto in casa Troi-Riker è un chiaro segnale di familiarità. Lo si vede negli atteggiamenti di Riker, ancora protettivo nei confronti del suo primo ufficiale, e in come Troi riesca ancora a leggere la sua mente in modo chiaro. Questa riunione di famiglia è l’occasione per rivedere vecchie abitudini della vita a bordo dell’Enterprise, come Riker che cucina per gli amici, l’immancabile musica jazz tanto amata da Will o le riunioni in sala tattica citate da Troi.

Da notare come si faccia riferimento al particolare legame emotivo tra Troi e Riker che spesso creò situazioni particolari in The Next Generation, ma che culminò con il loro matrimonio. Will si rivolge alla moglie chiamandola Imzadi, termine betazoide che significa ‘amato’, utilizzato per la prima volta in The Next Generation quando Deanna e Riker si incontrano sul ponte della Enterprise-D nel primo episodio della serie, Incontro a Fairpoint.

Il ricostruire questo senso di famiglia passa anche dal sottofondo musicale dell’episodio. I momenti più emozionanti e legati al ricordo dei trascorsi dei tre personaggi sono accompagnati dalle note ‘trekkie’ per eccellenza, che acuiscono la sensazione di nostalgico ricordo.

Numero Uno per sempre

Il rapporto tra Riker e Picard, nato come una gerarchia quasi sofferta, è diventato presto un qualcosa di più personale, una vera amicizia. Che ora, privi dei gradi, permette a Riker di essere un po’ più diretto nei confronti del suo vecchio comandante, anche se il suo sentirsi il Numero Uno di Picard non è mai svanito.

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Lo vediamo nel modo in cui esegue i consigli di Picard, dando quell’ordine di ‘Alzare gli scudi’ così spesso pronunciato durante la sua presenza sul ponte dell’Enterprise. È però uno scambio molto personale tra i due a ricordare la loro dinamica ai tempi del servizio insieme

“Ti ringrazio, Will”

“Ma per cosa?”

“Oh, per innumerevoli cose. Ma oggi, per non aver provato a convincermi a fermarmi”

“Non sono così ingenuo. Quella, amico mio, è sempre stata un’impresa impossibile”

Il riferimento è alle tante volte in cui Riker, in ottemperanza alle procedure della Flotta Stellare, tentava di impedire al suo capitano di unirsi alle squadre di sbarco.

La bussola

In Nepenthe, Kestra regala a Soji la sua bussola, strumento che la ragazzina usa per non perdersi nei boschi durante i suoi giochi, un modo per ritrovare sempre la rotta. Donandola alla sintetica, Kestra vuole offrire alla sua nuova amica un modo per non perdere la propria direzione. Si potrebbe vedere in questo gesto un richiamo al discorso di Picard in Nemesis, quando rivolgendosi a Riker ricorda i quindici anni passati assieme sul ponte dell’Enterprise, anni in cui Numero Uno ‘hai mantenuto la mia rotta con precisione e costanze’. Come una bussola affidabile.

Assomigli a tuo padre

Soij è oramai ufficialmente riconosciuta come figlia di Data. Una paternità che è evidente per coloro che hanno conosciuto l’androide ai tempi del suo servizio nella flotta stellare, tanto che lo stesso Riker riconosce in lei il solito tick del padre quando era solito pensare.

Nelle parole con cui la giovane Kestra cerca di scoprire quanto Soji assomigli al padre, compaiono molti richiami alle passioni del comandate Data. Dalla sua passione per il violino, all’amore per la figura di Sherlock Holmes, protagonista di un episodio di The Next Generation in cui Data impersonava il celebre detective e LaForge vestiva i panni di Watson (Elementare, caro Data).

Strani nuovi mondi

In Nepenthe vengono citati alcuni mondi e razze aliene già visti in Star Trek.

Nel primo incontro tra Riker e Picard, Will cita alcuni problemi recenti con gli Xinti. Si tratta di una razza che in passato ha dato parecchio filo da torcere all’umanità, come abbiamo visto in Enterprise, quando un’arma Xinti colpì la Terra spingendo la NX-01 Enterprise del capitano Archer ad avventurarsi nella Distesa Delfica.

Durante la cena, invece, sono citati Qon’oS, il pianeta natale dei Klingon, e la Frattura di Tyken. Quest’ultima è più un’anomalia spaziale che non un luogo vero e proprio, come si era visto nell’episodio Terrori Notturni di The Next Generation.

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Durante la fuga da Narek a bordo de La Sirena, Agnes ironizza che la loro fuga potrebbe portarli a finire dentro un Gormagander. Si tratta di un grosso animale che viaggia per lo spazio, visto per la prima volta nell’episodio Toglie di senno fin anche i più saggi, nella prima stagione di Star Trek Discovery

Se rivedere in azione Will Riker vi ha acceso la nostalgia, potete curarla con la Funko Pop dedicata al mitico Numero Uno