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AMD Ryzen 4000 mobile serie H, tutte le novità dedicate al gaming: c’è anche un Ryzen 9

Dopo aver visto nel dettaglio i dati forniti da AMD sulle prestazioni dei nuovi Ryzen 4000 mobile serie U, oggi andiamo ad analizzare i nuovi AMD Ryzen 4000 mobile serie H, processori progettati dalla casa di Sunnyvale per soddisfare le esigenze di videogiocatori e creatori di contenuti che cercano le massime prestazioni, oltre che per dare del filo da torcere alla serie H offerta da Intel, per ora ancora ferma alla nona generazione.

La famiglia Ryzen 4000 mobile serie H è composta da tre processori: Ryzen 9 4900H, Ryzen 7 4800H e Ryzen 5 4600H. Il Ryzen 9 4900H offre 8 core / 16 thread e una frequenza che va dai 3,3 GHz ai 4,4 GHz, mentre la grafica integrata (ancora basata su architettura Vega) conta 8 core grafici a 1750 MHz. Il Ryzen 7 4800H presenta la stessa configurazione 8 core / 16 thread, con frequenze dai 2,9 GHz ai 4,2 GHz e 7 core grafici a 1600 MHz. Il Ryzen 5 4600H è, come intuibile, il meno potente dei tre e offre 6 core / 12 thread, frequenze dai 3 GHz ai 4 GHz e 6 core grafici a 1500 MHz. Tutte e tre le soluzioni hanno un TDP di 45 W.

Core / Thread Frequenza (base / boost) Cache Core grafici frequenza (grafica) TDP
Ryzen 9 4900H 8/16 3,3 / 4,4 GHz 12 MB 8 1750 MHz 45 W
Ryzen 7 4800H 8/16 2,9 / 4,2 GHz 12 MB 7 1600 MHz 45 W
Ryzen 5 4600H 6/12 3,0 / 4,0 GHz 11 MB 6 1500 MHz 45 W

Anche per quanto riguarda il gaming e la creazione di contenuti AMD ha fornito i dati sulle prestazioni ricavati da benchmark interni, ma a differenza di quanto visto con i Ryzen 4000 mobile serie U qui si è focalizzata solamente su alcune soluzioni.

Prestazioni – Ryzen 7 4800H

Partiamo ad analizzare i nuovi Ryzen 4000 mobile serie H parlando del Ryzen 7 4800H, confrontato da AMD con un Intel Core i7-9750H. Il processore Intel, appartenente alla gamma Coffee Lake Refresh, offre una configurazione 6 core / 12 thread, una frequenza massima in boost di 4,5 GHz e un TDP di 45 W. Entrambi i sistemi sono equipaggiati con una scheda video RTX 2060.

Partiamo dai benchmark relativi alla creazione di contenuti. Nella suite di test utilizzata da AMD troviamo PCMark 10 (reattività generale, MS Office e Digital Content Creation), Handbrake per la transcodifica video, Adobe Premiere per il video editing, POV-Ray per il ray tracing, Blender con il classico render BMW e Lame per la codifica audio.

In generale vediamo che il Ryzen 7 4800H offre prestazioni sempre superiori, anche se l’Intel Core i7-9750H si difende bene in tutti i test della sui PCMark 10. Il Ryzen di nuova generazione da il meglio di sé nel benchmark Handbrake, dove raggiunge performance fino all’80% superiori rispetto alla concorrenza.

Per quanto riguarda il gaming, concentriamoci prima sui titoli eSport. AMD ha preso in esame Dota 2, Fortnite, League of Legends, Rocket League, Overwatch, CS:GO e PUBG, indubbiamente alcuni tra i giochi più in voga del momento. I vari test sono stati effettuati in Full HD con un livello di dettaglio alto. 

Qui la situazione è un po’ più combattuta: il Ryzen 7 4800H convince in Overwatch, Fortnite e PUBG, mentre in Dota 2, Rocket League e CS:GO fatica a tenere testa a Intel. Il gioco peggiore è League of Legends, dove le prestazioni sono il 15% inferiori rispetto al Core i7-9750H.

Spostandoci sui giochi tripla A, AMD ha preso in esame un buon numero di titoli: Far Cry 5, Middle Earth: Shadow of War, GTA V, Civilization VI, Deus Ex Mankind Divided, Hitman, Ashes of the Singularity (testato con API Vulkan), Rise of the Tomb Raider, Monster Hunter World, Strange Brigade (testato con API Vulkan), The Witcher 3 e Battlefield 1. Anche in questo caso, i benchmark sono stati effettuati in Full HD, con un livello di dettaglio alto. 

Anche qui vediamo una generale supremazia del Ryzen 7 4800H, con un notevole +59% in Ashes of the Singularity e un +30% in Hitman e Rise of the Tomb Raider. Le percentuali negli altri test sono ridotte ma sempre a favore di AMD, salvo nel benchmark di Civilization VI dove le prestazioni sono il 2% inferiori rispetto all’Intel Core i7-9750H.

Qualcuno potrebbe obiettare che AMD avrebbe potuto confrontare il nuovo Ryzen 7 4800H con un Core i9-9880H o Core i9-9980HK, proposte di Intel dotate anch’esse di 8 core e 16 thread. Così non è stato, ma per un motivo molto semplice: la casa di Sunnyvale ha deciso di sfidare il Core i9-9880H con il nuovo Ryzen 9 4900H – anzi, con il Ryzen 9 4900HS.

AMD HS Design Standard

Cos’è quella S alla fine della sigla che identifica il processore? Significa “Slim” e sta a indicare una versione più efficiente del processore Ryzen 4000 mobile serie H. La sigla HS non indica però solamente un processore ad alta efficienza: per utilizzare una CPU “marchiata” HS i produttori devono seguire alcune linee guida imposte da AMD e attenersi all’HS Design Standard. Dal canto suo, AMD affiancherà le avarie aziende durante tutto il processo di progettazione, in modo da creare un prodotto finale che soddisfi tutte le aspettative.

Tra le varie caratteristiche dell’HS Design Standard (qui trovate una articolo dedicato) vediamo che i portatili dovranno avere uno spessore massimo di 20 mm e un peso contenuto, nonché una durata della batteria superiore alle 10 ore, misurata in riproduzione video continua.

Tutti e tre i Ryzen 4000 mobile serie H visti prima avranno una variante HS, caratterizzata dalle stesse specifiche e da un TDP di 35 W anziché 45 W. Unica eccezione è proprio il Ryzen 9 4900H, la cui variante HS avrà una frequenza di boost di 4,3 GHz e non di 4,4 GHz. Qui sotto vi lasciamo una comoda tabella riepilogativa con le specifiche delle tre varianti HS.

Core / Thread Frequenza (base / boost) Cache Core grafici frequenza (grafica) TDP
Ryzen 9 4900HS 8/16 3,3 / 4,3 GHz 12 MB 8 1750 MHz 35 W
Ryzen 7 4800HS 8/16 2,9 / 4,2 GHz 12 MB 7 1600 MHz 35 W
Ryzen 5 4600HS 6/12 3,0 / 4,0 GHz 11 MB 6 1500 MHz 35 W

Prestazioni – Ryzen 9 4900HS

Come anticipato AMD ha deciso di confrontare il top di gamma della famiglia Ryzen 4000 mobile serie H, il Ryzen 9 4900HS, con l’Intel Core i9-9880H, anch’esso dotato di 8 core / 16 thread, ma con una frequenza di boost di 4,8 GHz e un TDP di 45W.

Il confronto tra le due soluzioni viene fatto solamente nel campo della creazione di contenuti, in particolare con programmi che sfruttano solamente la CPU. Per i benchmark del Ryzen 9 4900HS è stato utilizzato un Asus ROG Zephyrus 14, mentre non abbiamo informazioni per quanto riguarda la piattaforma di prova dell’Intel Core i9-9880H.

La suite utilizzata da AMD comprende Cinebench R20 multi-thread, Handbrake, Blender, Lame e il benchmark Digital Content Creation di PCMark 10. Il Ryzen 9 4900HS supera l’Intel Core i9-9880H in maniera convincente, ma fatica in PCMark 10 dove le prestazioni risultano l’8% inferiori. 

In ambito videogiochi AMD ha fornito i dati ottenuti con un Asus ROG Zephyrus 14, equipaggiato con Ryzen 9 4900HS e RTX 2060 MaxQ, ma non ha confrontato i risultati con nessuna piattaforma Intel. Anche in questo caso i benchmark sono stati effettuati in Full HD a dettagli alti.

Il mancato confronto non è però necessariamente un male, visto che questa volta anziché delle differenze percentuali abbiamo dei valori in FPS. Analizzando i titoli eSport non possiamo che dirci soddisfatti: Dota 2 e League of Legends sono sopra i 120 FPS, Rocket League e CS:GO addirittura sopra i 220 FPS. Tenendo conto del fatto che AMD ha effettuato i test con un livello di dettaglio alto, siamo abbastanza certi del fatto che sia possibile superare anche i 240 FPS. Purtroppo mancano i dati relativi a titoli come Fortnite e PUBG, più impegnativi dal punto di vista grafico, ma siamo sicuri che anche in questi due giochi le prestazioni siano abbondantemente sopra i 60 PFS e raggiungano i 90 FPS, target di AMD per quanto riguarda i giochi eSport.

Ottimi risultati anche per quanto riguarda i titoli tripla A, dove F1 2019 e Strange Brigade raggiungono i 120 FPS e gli altri si attestano tutti al di sopra dei 60 FPS. I giochi in cui vediamo più in difficoltà l’Asus ROG Zephyrus 14 sono Total War: Warhammer 2 (durante uno scenario di battaglia), Ashes of the Singularity e Civilization VI, dove il portatile si ferma sotto i 70 FPS.

AMD SmartShift e Radeon Software, ancora più prestazioni

Dati (di AMD) alla mano, quanto visto finora lascia spazio a pochi dubbi sulla validità dei nuovi Ryzen 4000 mobile serie H, tanto nella creazione di contenuti quanto nel gaming. AMD però ha deciso di andare oltre introducendo AMD SmartShift, una tecnologia che, in maniera del tutto automatica, è in grado di “spostare” in maniera dinamica e in base al carico da gestire la potenza tra la CPU e la scheda video dedicata Radeon RX.

Ciò significa che se utilizzerete un computer portatile dotato di processore e scheda video AMD otterrete prestazioni ancora superiori a quelle descritte qui: AMD parla di un incremento prestazionale del 10% in The Division 2 e del 12% nel test multi-thread di Cinebench R20. Il primo prodotto dotato di tecnologia AMD SmartShift sarà il Dell G5 SE, equipaggiato con processore Ryzen 4000 mobile serie H, scheda video Radeon RX 5600M e schermo con tecnologia AMD FreeSync.

A migliorare ulteriormente le prestazioni ci pensa poi Radeon Software, ben noto a chi utilizza una scheda video AMD sul proprio sistema Desktop. Grazie alla possibilità di tenere i driver sempre aggiornati, al supporto day-0 ai giochi in uscita (tramite il rilascio di nuovi driver) e a funzionalità come Radeon Image Sharpening, Radeon Boost e Radeon Anti-Lag, non avrete mai problemi di prestazioni e sarete sempre competitivi.

Dal momento che si parla di computer portatili AMD ha voluto porre l’attenzione anche sulla modalità risparmio energetico, che regola in maniera dinamica il framerate dei giochi in base ai movimenti del giocatore, così da aumentare la durata della batteria ma allo stesso tempo garantire un’esperienza di gioco fluida e senza intoppi.

Tiriamo le somme (in attesa dei nostri test)

Similmente a quanto fatto con i Ryzen 4000 mobile serie U, cerchiamo di arrivare a una conclusione provvisoria, in attesa di avere tra le mani uno di questi portatili e poter effettuare i nostri benchmark.

È indubbio che i dati forniti da AMD mostrino una certa superiorità dei nuovi Ryzen 4000 mobile serie H nei confronti delle attuali soluzioni Intel Core serie H. Che si tratti di videogiochi o creazione di contenuti, sono davvero pochi i casi in cui le soluzioni Intel riescono a competere con quelle AMD e ancora meno quelle dove prevalgono. C’è da dire però che mancano alcuni test importanti (come ad esempio Cinebench R20 single-thread), esclusi probabilmente perché i risultati non erano soddisfacenti. AMD SmartShift è la vera ciliegina sulla torta, almeno sulla carta: grazie al lavoro di AMD avrete prestazioni in più praticamente gratis, vi basterà acquistare un laptop dotato di scheda grafica Radeon RX.

Sembra quindi che, come per le soluzioni a basso consumo, anche i nuovi Ryzen 4000 mobile serie H sono pronti a cambiare le carte in tavola nel mercato del computer portatili dedicati a videogiocatori e creatori di contenuti. A questo punto non ci resta che aspettare l’arrivo di un sample per poterlo testare a dovere e capire fino in fondo la bontà dei nuovi processori AMD.