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RAID 0+1: Mirrored Stripe Set (Prestazioni e sicurezza)

Pagina 4: RAID 0+1: Mirrored Stripe Set (Prestazioni e sicurezza)
Come cambiano le prestazioni di un array RAID aumentando la quantità di dischi? In questo primo articolo ci concentreremo sulle prestazioni di un RAID 0, RAID 1 e RAID 0+1.

RAID 0+1: Mirrored Stripe Set (Prestazioni e sicurezza)

RAID 0+1 first creates a stripe set out of two or more drives, and then mirrors the whole structure onto the same number of additional hard drives. We call the result a mirrored stripe set. RAID 1+0 is the exact opposite: it creates a RAID 1 array and lines up multiple RAID 1 entities within a stripe set. This can be called a stripe set made of mirrored drives. From a performance standpoint there should be no difference between RAID 0+1 and RAID 1+0. Most controllers typically support RAID 0+1.
Il RAID 0+1 prima di tutto crea un array stripe tra due o più dischi, e successivamente copia l’intera struttura su uno stesso numero di dischi addizionali. Il RAID 1+0 è invece l’esatto opposto. Da un punto di vista prestazionale non c’è differenza tra le due modalità. Molti controller tipicamente supportano il RAID 0+1.

Questa modalità offre le prestazioni di un RAID 0 e la sicurezza di un RAID 1. Ovviamente sono necessari almeno quattro dischi. Abbiamo provato configurazioni con quattro, sei e otto dischi.

Considerazioni sulle prestazioni

Putting several drives into a RAID 0 array ideally will add up the transfer rates of all individual drives. In real life, you will not be able to scale that linearly, but each added drive provides a clear performance boost, as you can see in the benchmark section of this article.
Mettere più dischi in configurazioni RAID 0, idealmente permette di aumentare il transfer rate di tutti i dischi. Nella vita reale, non sarà possibile però scalare linearmente le prestazioni, anche se ogni drive in più aumenta le prestazioni del sistema, come potrete vedere dalla sezione benchmark.

É ovvio che più dischi offrono una velocità di trasferimento superiore e prestazioni I/O maggiori, poiché combinano le singole prestazioni di tutti i dischi. Tuttavia, ci sono dei limiti, primo tra tutti il controller stesso: non tutti i prodotti in commercio sono in grado di muovere centinaia di megabyte costantemente. Secondo, bisogna porre attenzione all’interfaccia del controller. Ci sono modelli PCI-X che arrivano fino a 533 MB/sec o PCI Express x4 (1GB/sec upstream e downstream) e x1 (250 MB/sec). Assicuratevi che il bandwidth dell’interfaccia sia almeno del 50% superiore rispetto quanto vi aspettate dall’array RAID, poiché il transfer rate potrebbe essere significativamente inferiore.

Il numero dei dischi tipicamente affligge negativamente i tempi di accesso, dato che per collezionare piccoli pezzi di informazioni è necessario accedere a più hard disk. Se le testine dei dischi devono essere riposizionate, il tempo di accesso medio sarà vicino al tempo di accesso massimo di tutti i dischi. Inoltre ci sarà un ritardo accumulato dal protocollo RAID, che potrebbe portare un tempo di accesso di 12-14 ms fino a 20 ms e oltre.

Se aumentate le richieste di I/O, l’array riuscirà facilmente a battere un singolo drive, dato che funzionalità come il Native Command Queuing e la cache del controller hanno un effetto positivo. Per le applicazioni basate sui database, ha senso acquistare un controller dotato di molta cache, per aumentare il throughput e ridurre i tempi di accesso verso i blocchi dati maggiormente richiesti.