Schede madre

ASRock svela maggiori dettagli sul Base Frequency Boost

ASRock ha appena fatto sapere che le nuove schede madre Intel con chipset Z e B, oltre ad alcune schede delle serie 300 e 400 di entrambi i chipset, potranno godere della nuova tecnologia Base Frequency Boost (BFB). Grazie a questa tecnologia esclusiva, gli utenti dovrebbero riuscire ad ottenere frequenze più alte anche sui processori non K, caratterizzati da un moltiplicatore bloccato e un prezzo più basso.

Andiamo a vedere quindi come funziona la nuova tecnologia di ASRock. Si tratta fondamentalmente di una tecnologia vicina agli stati di potenza di Intel, ciò significa che non saremo in grado di gestire in autonomia i parametri relativi al processore, ma che ASRock mette a disposizione un “profilo” diverso da quelli previsti da Intel, in grado di superare i limiti imposti dal produttore per il processore, un po’ come avviene con l’overclock, ma con un rischio di danni al componente decisamente ridotto.

“La tecnologia ASRock BFB (Base Frequency Boost) consente all’utente di installare CPU non serie K su schede madre ASRock serie 300 e 400 selezionate (anche modelli non Z) e di godere del boost della frequenza sfruttano la potenza nascosta del processore. Mentre ASRock BFB ridà vita ai processori non appartenenti alla serie K ed alle schede madre non serie Z, la frequenza di boost dipende comunque dal sistema di raffreddamento scelto per il RIG.

I risultati delle prestazioni e delle frequenze di BFB possono variare in base alla CPU, alla configurazione hardware e al design VRM della scheda madre. Le frequenze mostrate nel grafico sono da interpretare come riferimenti”.

Ovviamente ad un aumento delle frequenze del clock, corrisponderà anche un aumento della potenza energetica erogata, che arriva quasi a raddoppiarsi. È evidente quindi che un ruolo fondamentale lo gioca la restante configurazione, a partire dal tipo di scheda madre su cui la CPU è stata montata, fino al sistema di dissipazione che inevitabilmente dovrà essere di alto livello per riuscire a raffreddare il calore prodotto da un consumo energetico molto più elevato rispetto a quanto previsto da Intel. Stando alle immagini pubblicate l’aumento delle frequenze è piuttosto consistente, come nel caso del Core i9-10900 che arriva a guadagnare fino a ben 1,1GHz, e dovrebbe garantire agli utenti un notevole miglioramento prestazionale anche su quei processori che non prevedono alcun supporto all’overclock, rendendoli decisamente più appetibili.

Attualmente però non è chiaro se la nuova tecnologia Base Frequency Boost sia un’iniziativa di Intel stessa e che verrà quindi estesa anche agli altri partner produttori di schede madri, o se nasce direttamente da ASRock che quindi aprirà una strada che saranno i produttori a decidere di perseguire o meno. È indubbio comunque che si tratti di una soluzione decisamente interessante che colma un gap, seppur parzialmente, che Intel si è portata dietro per anni rispetto ad AMD (che offre tutti i suoi processori con moltiplicatore sbloccato), e che farà felici molti utenti che già possiedono un processore del colosso di Santa Clara non K.

Vi riportiamo di seguito l’elenco completo, anche abbastanza corposo, di schede madri ASRock che possono usufruire del nuovo Base Frequency Boost attraverso l’aggiornamento del BIOS.

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