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Pro
- Sensori TMR
- Autonomia fino a 48 ore in modalità wireless
- Quattro pulsanti posteriori programmabili
- Connettività tripla
- Trigger con corsa regolabile
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Contro
- Pesante
- Vibrazione basilare
- Prezzo elevato
Il verdetto di Tom's Hardware
Informazioni sul prodotto
ASUS espande la propria linea di periferiche gaming con il ROG Raikiri II, un controller wireless progettato per competere nel segmento premium del mercato. Si propone come alternativa ai controller di fascia alta già consolidati, offrendo connettività tripla, sensori avanzati e una serie di funzioni personalizzabili.
Il prezzo superiore ai 200 euro lo rende un prodotto di nicchia, pensato per videogiocatori esigenti, disposti a investire in un accessorio che promette prestazioni superiori rispetto alle soluzioni standard. Vale la pena acquistarlo? Scopriamolo in questa recensione.
Recensione in un minuto
Il ROG Raikiri II offre una dotazione tecnica completa con connettività wireless, cablata e Bluetooth, stick analogici con sensori TMR che eliminano il drift e quattro pulsanti posteriori programmabili. L'autonomia dichiarata raggiunge le 48 ore in modalità wireless a 2,4 GHz, mentre la compatibilità con PC e Xbox lo rende versatile.
I punti di forza risiedono nella qualità costruttiva, nella precisione degli stick e nella possibilità di personalizzazione tramite software web Gear Link. Tra i limiti emergono il peso superiore alla media e l'assenza di vibrazione aptica avanzata presente in controller concorrenti. Il prezzo elevato lo colloca in una fascia premium, dove deve dimostrare vantaggi tangibili per giustificare l'acquisto. La scelta dipende dalle priorità individuali e dall'ecosistema in cui si gioca.
Com'è fatto
La struttura del ROG Raikiri II riprende il form factor standard dei controller Xbox, con dimensioni di circa 158 × 107 × 60 millimetri e un peso di circa 290 grammi senza cavo. La scocca superiore presenta finiture opache con inserti texturizzati, mentre al centro troviamo un piccolo logo ROG con illuminazione RGB. La parte posteriore dell'impugnatura ha una texture che migliora nettamente il grip, texture presente anche sui due trigger e sui pulsanti posteriori.
Gli stick analogici adottano sensori TMR, una tecnologia che utilizza la magnetoresistenza per rilevare la posizione senza contatto fisico tra componenti. Questa soluzione dovrebbe eliminare il fenomeno del drift che affligge i sensori potenziometrici tradizionali, garantendo precisione costante nel tempo. ASUS specifica una durata certificata di 5 milioni di cicli per gli stick, superiore agli standard industriali. In confezione sono presenti analogici con altezze diverse, per adattarsi alle preferenze individuali di ogni videogiocatore.
I trigger dorsali integrano meccanismi a corsa variabile con switch tattili che permettono di ridurre l'escursione a circa 2 millimetri, funzione utile in giochi competitivi dove la rapidità di risposta è determinante; per passare da una modalità all'altra basta spostare il selettore fisico sul retro (uno per ogni trigger). I quattro pulsanti posteriori programmabili, leggermente concavi, si posizionano in corrispondenza delle dita medie e anulari, con dimensioni adeguate per evitare pressioni accidentali.
Il sistema di connettività tripla comprende la modalità wireless proprietaria a 2,4 GHz tramite dongle USB incluso, Bluetooth 5.2 e collegamento cablato USB-C. La frequenza di polling raggiunge 1000 Hz in modalità cablata e wireless a 2,4 GHz, mentre scende a 125 Hz tramite Bluetooth. La latenza dichiarata in wireless è invece inferiore a 3 millisecondi. La batteria interna da 2000 mAh promette fino a 48 ore di utilizzo continuo in modalità wireless a 2,4 GHz, La ricarica avviene tramite USB-C con supporto per la ricarica rapida, che permette di recuperare circa il 50% della capacità in 90 minuti. In confezione c'è anche un pratico stand, che ricarica il controller sfruttando i pogo pin.
Il D-pad adotta una configurazione unita, senza tasti direzionali divisi, mentre i pulsanti frontali ABXY mantengono la disposizione standard Xbox con corsa breve e feedback tattile chiaro. Tutti usano dei micro-switch che garantiscono una risposta a bassissima latenza, offrendo un vantaggio durante il gioco. Sul bordo superiore trovano posto pulsanti dedicati per la mappatura rapida dei controlli posteriori e per l'accesso ai profili salvati. L'integrazione di un jack audio da 3,5 millimetri permette infine di collegare direttamente le cuffie.
La personalizzazione software avviene tramite l'applicazione web Gear Link. L'interfaccia permette di regolare la zona morta degli stick, la sensibilità dei trigger, l'intensità della vibrazione e di programmare i pulsanti posteriori. È possibile salvare fino a tre profili che vengono memorizzati nella memoria interna del controller, permettendo di richiamarli anche quando connesso a dispositivi diversi dal PC dove sono stati configurati. La compatibilità con Xbox consente l'utilizzo immediato senza configurazioni, mentre su PC il controller viene riconosciuto nativamente come dispositivo XInput.
Esperienza d'uso
Durante le sessioni di test abbiamo utilizzato il ROG Raikiri II su PC per un periodo prolungato, alternando generi di gioco differenti per valutare la sua versatilità. La prima impressione all'apertura della confezione è positiva, con un packaging curato che include oltre al controller il dongle USB, un cavo USB-C, lo stand, i cappucci aggiuntivi per gli stick, una custodia rigida ottima per portare il controller in viaggio, degli adesivi e la documentazione. Il peso superiore alla media si percepisce immediatamente, ma dopo alcune ore di utilizzo la distribuzione equilibrata lo rende gestibile anche in sessioni prolungate.
L'ergonomia generale rispetta gli standard consolidati dei controller Xbox, quindi chi proviene da quel ecosistema non troverà difficoltà di adattamento. Le impugnature texturizzate offrono un grip adeguato anche durante sessioni intense, evitando scivolamenti anche se si hanno le mani sudate. Bisogna invece abituarsi ai pulsanti posteriori, una novità non immediata e difficile da usare se è la prima volta che li si usa: la loro posizione è accessibile senza forzare la presa, ma nei primi giorni di utilizzo le pressioni accidentali sono frequenti. Disattivare i pulsanti non necessari tramite software aiuta a ridurre il problema, soprattutto durante la fase di apprendimento.
Gli stick analogici con sensori TMR dimostrano immediatamente la loro precisione. L'assenza di zone morte percettibili e la linearità della risposta permettono movimenti fluidi, particolarmente apprezzabili in giochi che richiedono mira precisa. Abbiamo testato il controller in sparatutto competitivi come Apex Legends e Call of Duty, dove la capacità di eseguire microcorrezioni rapide fa la differenza. La tensione degli stick è calibrata su valori medi, non troppo rigida ma sufficiente a garantire controllo. Chi preferisce resistenze diverse potrebbe sentire la mancanza di regolazioni meccaniche come quelle offerte da controller modulari. I cappucci sostituibili permettono comunque di variare l'altezza, modificando indirettamente la sensibilità percepita.
La funzione di riduzione della corsa dei trigger si rivela utile in contesti specifici: nei giochi di guida dove serve modulazione progressiva dell'acceleratore o del freno, la modalità analogica completa risulta indispensabile, al contrario, negli sparatutto dove i grilletti controllano semplicemente il fuoco, la modalità abbreviata riduce i tempi di risposta in modo percettibile. Il selettore fisico permette di cambiare modalità rapidamente, anche se la posizione sul retro richiede di spostare il controller per verificare visivamente la configurazione attiva.
La vibrazione utilizza motori rumble tradizionali, non la tecnologia aptica avanzata presente in controller come il DualSense di PlayStation 5. Il feedback risulta adeguato ma non differenziato, quindi si perde la possibilità di percepire texture o effetti ambientali sofisticati nei giochi che supportano la tecnologia. Per la maggior parte dei titoli Xbox e PC questa limitazione non rappresenta un problema, dato che pochi implementano vibrazioni avanzate, ma è un elemento da considerare in ottica futura.
Verdetto
Il ROG Raikiri II rappresenta un controller ben costruito con caratteristiche tecniche di livello, ma il prezzo elevato lo rende inevitabilmente un prodotto di nicchia. I sensori TMR eliminano effettivamente il problema del drift e garantiscono precisione costante, vantaggio significativo per chi ha sperimentato problemi con controller tradizionali. La connettività tripla offre flessibilità d'uso, un elemento da non sottovalutare quando si gioca con tante piattaforme diverse.
Tra i punti di forza troviamo la solidità costruttiva, l'autonomia elevata e la possibilità di personalizzazione tramite software. I quattro pulsanti posteriori programmabili rappresentano un'aggiunta utile per chi desidera mappature personalizzate senza dover ricorrere a modifiche hardware. La compatibilità nativa con Xbox e PC semplifica l'utilizzo su entrambe le piattaforme. I limiti emergono nel peso superiore alla media, che dopo ore di utilizzo può affaticare, e nell'assenza di tecnologie di vibrazione avanzate che cominciano a diffondersi nei controller di nuova generazione.
È consigliato principalmente a giocatori PC che cercano un dispositivo wireless affidabile con layout Xbox ma è fondamentale valutare se le caratteristiche aggiuntive giustificano il prezzo. I videogiocatori competitivi troveranno negli stick TMR e nei trigger regolabili vantaggi concreti, mentre chi cerca principalmente un'esperienza casual potrebbe non percepire differenze sufficienti a giustificare l'investimento.