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Cyberghost VPN aggiunge l’IP statico ai propri servizi

Cyberghost VPN aggiunge un altro elemento degno di nota al proprio servizio: l’IP statico.

A prima vista potrebbe sembrare controintuitivo che una Virtual Private Network, nata proprio per blindare la privacy e anonimizzare il traffico Internet dei propri utenti, regali agli stessi un indirizzo IP statico, cioè assegnato in modo univoco, che è l’esatto contrario del concetto di anonimato, ma i ragazzi di Cyberghost VPN hanno trovato un modo ingegnoso di aggirare l’ostacolo.

In pratica il processo si basa ora sulla creazione di credenziali anonime per ottenere il nuovo servizio. Il funzionamento è il seguente:

  • l’utente va nella propria area personale e clicca sulla nuova voce di menu “IP statico dedicato“;
  • accetta le condizioni del servizio;
  • sceglie un server in una delle location disponibili (Germania, Francia, Regno Unito, Stati Uniti e Canada);
  • clicca sul pulsante “redimi token” e copia o scarica il codice risultante;
  • copia il codice ottenuto all’interno del campo che apparirà cliccando su “IP statico” nel menu delle app Cyberghost e il gioco è fatto;

Unico caveat: il token va custodito con cura e salvato da qualche parte, perché non può essere rigenerato e, proprio per garantire l’anonimato degli utenti, il team Cyberghost non conserva traccia alcuna dei token generati (ma ovviamente il sistema di accesso rimane perfettamente in grado di convalidarne l’autenticità).

In pratica questo schema è molto simile a quelli usati dai server quando devono riconoscere un qualche client che tenti di accedere ai loro servizi: se il token è valido si effettua l’handshake e il servizio viene erogato, altrimenti la richiesta viene respinta al mittente.

E se mai doveste avere ancora qualche dubbio sull’utilità pratica di un IP statico, sappiate che, ovviamente si tratta di un accessorio molto utile in alcune particolari situazioni. Alcuni servizi, infatti, per essere erogati, richiedono come conditio sine qua non proprio la possibilità di identificare univocamente l’IP dell’utente. Tra questi vanno annoverati, oltre a quelli dei principali fornitori di Subscription Video On Demand, anche alcuni servizi bancari e assicurativi, servizi extranet aziendali e alcuni servizi pubblici.

Non va dimenticato poi, che potrebbe essere l’utente stesso a voler aggiungere un controllo sull’IP per tutelare la propria sicurezza (per esempio potrebbe restringere l’accesso al backoffice del proprio sito al proprio IP statico).

L’unico limite dell’offerta Cyberghost, sotto questo profilo, è dato dal fatto che non sono disponibili IP statici in tutti i paesi e che, una volta effettuata una scelta, questa non possa essere cambiata (tanto per fare un esempio: potreste essere costretti a vedervi Netflix sempre in tedesco o in francese…), però è senz’altro un ottimo punto di partenza e il fatto che, accanto al menu di generazione del token ci sia un pulsante di richiesta “Non hai trovato la location che cercavi?” ci fa ben sperare che in futuro questo interessante servizio possa essere ulteriormente ampliato.

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