Il mercato della memoria RAM sta attraversando una fase di turbolenza senza precedenti che sta costringendo anche i produttori più attenti ai costi come Framework a capitolare di fronte all'inarrestabile ondata di rincari. L'azienda californiana, celebre per i suoi laptop modulari e riparabili che hanno conquistato gli appassionati di tecnologia negli ultimi anni, ha annunciato un nuovo aumento dei prezzi per le configurazioni Desktop e Mainboard, dopo aver resistito quanto più possibile alla pressione inflazionistica che sta colpendo l'intero settore dei semiconduttori. La decisione arriva a pochi mesi dal precedente ritocco del 50% applicato alle configurazioni di memoria per i laptop, un segnale preoccupante di come la situazione stia degenerando rapidamente.
Secondo quanto comunicato dall'azienda attraverso un aggiornamento sul proprio blog ufficiale, i fornitori continuano ad aumentare i listini in modo rapido e imprevedibile. La categoria più colpita riguarda i chip da 128 Gbit, componenti fondamentali per le configurazioni da 128 GB che rappresentano la scelta privilegiata per professionisti, creator e appassionati di workstation ad alte prestazioni. Questa particolare densità di memoria sta subendo rincari superiori alla media, amplificando l'impatto economico sugli utenti che necessitano di grandi quantità di RAM per attività come editing video in 8K, rendering 3D o simulazioni scientifiche.
Per comprendere l'entità del fenomeno basta analizzare i listini attuali: configurare un Framework 13 con 16 GB di RAM in formato dual-channel (2x 8 GB) costa ora 160 dollari, mentre raddoppiare la capacità a 32 GB comporta un esborso di 320 dollari. Si tratta di cifre che solo pochi anni fa sarebbero state considerate eccessive per configurazioni ben più capienti, testimonianza di quanto il mercato si sia contratto e irrigidito.
Framework non ha mancato di puntare il dito contro le pratiche commerciali di giganti come Dell e Apple, accusati lo scorso dicembre di applicare margini eccessivi sugli aggiornamenti di memoria. Tuttavia, l'azienda ha dovuto ammettere con una certa dose di pragmatismo che nemmeno il suo modello di business orientato alla trasparenza e alla sostenibilità può sfuggire alle dinamiche di mercato globali quando la catena di fornitura è sotto pressione.
Le prospettive per i prossimi mesi non lasciano spazio all'ottimismo. Gli incontri condotti da Framework durante la settimana del CES di Las Vegas hanno confermato quella che alcuni analisti hanno già ribattezzato "RAMpocalypse": una tempesta perfetta generata dall'incontro tra domanda crescente legata all'intelligenza artificiale e ai data center, capacità produttiva limitata e una concentrazione oligopolistica del mercato in poche mani (Samsung, SK Hynix e Micron controllano oltre il 95% della produzione globale di DRAM).
Per gli utenti europei la situazione potrebbe risultare ancora più complessa, considerando che ai rincari in dollari si aggiungono le fluttuazioni valutarie e i costi logistici incrementati. Il settore degli assembler e dei system integrator sta già preparando strategie difensive, con alcuni rivenditori che consigliano di pianificare gli upgrade di sistema il prima possibile, prima che la situazione peggiori ulteriormente nel corso dell'anno. La speranza è che i nuovi investimenti produttivi annunciati dai principali produttori di chip possano alleviare la pressione, ma gli effetti concreti non si vedranno prima del 2027.