Periferiche di Rete

Google realizza una cattedrale sul mare: è un datacenter?

Google potrebbe essere all'opera nella costruzione di un data center galleggiante o di un mega store per i Google Glass. A Tresure Island, nel mezzo della baia di San Francisco in corrispondenza di una ex base della Marina, è comparsa infatti una gigantesca chiatta galleggiante che secondo Cnet è senza dubbio da ricondurre a BigG.

Quattro piani di container

Al momento non è chiaro cosa ci sia all'interno della struttura, che si erge su quattro piani ed è stata realizzata con una serie di moderni container. È lunga 250 metri, larga 72 metri e profonda 16 metri ed è stata costruita nel 2011 da Belle Chasse. Anche se non ci si può avvicinare, in lontananza dalla baia di San Francisco si vede che dalla parte superiore dei container spuntano 12 alte guglie bianche che potrebbero essere antenne per le comunicazioni. Ciascun contenitore ha tre strette feritoie che agiscono da finestre, e una scala all'angolo nord-est consente di salire in cima.

Gli addetti ai lavori lo indicano come un progetto segreto, e Google tiene la bocca cucita. I giornalisti statunitensi tuttavia non si sono dati per vinti, e oltre a parlare con gli operai hanno spulciato i contratti di locazione. Nonostante la cortina di fumo e il fatto che il nome di Google non compaia sui documenti ufficiali, la maggior parte degli indizi (recapiti dei presunti titolari, numeri di telefono e via dicendo) portano a Mountain View.

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Il sospetto più fondato è che la struttura possa davvero essere un datacenter navigante, per il quale Google nel 2009 aveva depositato un brevetto intitolato "Datacenter a base d'acqua", definito come un sistema [che] comprende un centro dati galleggiante, un generatore marino collegato con le unità di calcolo, e una o più unità di raffreddamento con acqua di mare.

Secondo il brevetto inoltre le unità di calcolo dovrebbero essere montate su una pluralità di moduli rimovibili tramite gru, su una piattaforma galleggiante, e che i moduli possano essere disposti in una griglia bidimensionale o tridimensionale.

Per ironia della sorte, gli indizi sui lavori in corso arrivano proprio dalle immagini satellitari di Google Maps, da cui si può vedere che a fine dello scorso anno sono iniziati i lavori all'interno dell'Hangar 3 di Treasure Island. Quasi subito le zone immediatamente adiacenti all'Hangar sono state interdette al pubblico e una barriera di sicurezza impedisce di vedere cosa sta succedendo.

Il brevetto

Scorrendo le immagini si vede che tutto ciò che era in costruzione nella zona esterna è stato trasferito su una chiatta galleggiante lungo il molo adiacente alla struttura, che è off limits per il pubblico ed è custodita da guardie private.

Secondo Joel Egan, presidente di Cargotecture, azienda che progetta container personalizzati, la struttura ha le caratteristiche per poter essere un centro dati. "I tagli nelle lunghe pareti dei container, una volta allineati, costituiscono i corridoi" ha spiegato a Cnet. "All'interno dei container si potrebbe mettere qualsiasi tipo di mainframe. Inoltre, le finestre sono troppo poche per giustificare la presenza di uffici."

Google è celebre per la ricerca continua di locazioni con soluzioni di raffreddamento a basso costo per ridurre i tassi di inquinamento e i costi di gestione, quindi non sarebbe certo una sorpresa se la chiatta in questione fosse davvero un centro di elaborazione dati. Il primo vantaggio infatti sarebbe una fonte di raffreddamento naturale ed ecologica: il mare. 

Egan spiega inoltre che posizionare un centro dati su una chiatta galleggiante fornirebbe effettivamente l'accesso a una quantità abbondante di acqua, che è un componente chiave per il raffreddamento di un numero elevato di server. Jonathan Koomey, ricercatore di Stanford esperto in datacenter, ha aggiunto che sebbene l'acqua salata possa costituire un problema, si può aggirare l'ostacolo.

Secondo il Time questa sarebbe una delle migliori invenzioni di Google, poiché il sistema è costruito con container modulari di dimensioni standard, quindi è facile da implementare, anche in aree che hanno maggior bisogno di infrastrutture Internet ma che non si prestano alla fabbricazione di un centro di elaborazione dati.

Per onor di cronaca, c'è anche chi ipotizza che il progetto sia da riferire a un negozio per promuovere i Google Glass. Che ne dite?