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Intel Core di decima generazione presto sui portatili

Intel ha annunciato nuovi dettagli sui processori Intel Core di decima generazione al Computex 2019. Svelate anche diverse altre novità.

Intel ha scelto il Computex 2019 per annunciare che i processori Core di decima generazione (nome in codice “Ice Lake”) basati sul processo produttivo a 10 nanometri sono in fase di fornitura, con i produttori di notebook che li hanno già a disposizione e stanno creando i nuovi prodotti.

L’azienda ha inoltre affermato che le prestazioni IPC (istruzioni per ciclo di clock) della nuova architettura Sunny Cove alla base di questi processori sono state migliorate mediamente tra il 15% e il 18% rispetto a Skylake – la base di tutte le CPU viste negli ultimi anni – con picchi in alcune applicazioni fino al 30-40%.

Un passo avanti importante considerato che AMD ha migliorato l’IPC del 15% con l’architettura Zen 2 dei Ryzen 3000, superando le attuali CPU Intel dall’1% al 3% nei carichi single-thread.

L’architettura Intel può ora processare quattro o sei six micro-ops (uops) per clock grazie a una cache micro-op più grande del 50%, e l’azienda ha anche ampliato la cache dati L1 da 32 a 48 KB, e raddoppiato la cache L2 a 512 KB. Altri dettagli sull’architettura potete trovarli in questo articolo.

I processori Ice Lake hanno però anche una parte grafica completamente rinnovata, chiamata Gen11, che secondo Intel offre prestazioni due volte superiori, arrivando a spodestare le APU di AMD.

Altra novità sono le capacità integrate DLBoost, che offrono prestazioni fino a 2,5 volte superiori con i carichi di intelligenza artificiale tramite nuove istruzioni. Tra le altre novità di Ice Lake troviamo il supporto integrato a quattro porte Thunderbolt 3, Wi-Fi 6 e USB C.

Intel ha parlato di 11 modelli di Ice Lake in arrivo. I chip andranno a occupare le serie U e Y, spaziando lungo TDP di 9, 15 e 28 watt. I processori mobile Core di decima generazione saranno disponibili in configurazione fino a quattro core e otto thread, 8 MB di cache L3 e frequenze Turbo Boost massime di 4,1 GHz.

Intel ha portato il supporto di memoria a DDR4-3200 e LPDDR4X-3733, con un miglioramento del throughput a circa 60 GB/s che consente migliori prestazioni grafiche. La grafica Gen11 raggiungerà invece 1,1 GHz.

L’azienda si aspetta oltre 30 design in arrivo sul mercato, ognuno con più varianti. Anche se Intel non ha parlato di nomi, ha affermato che ogni modello sarà accompagnato da un nome con tre cifre dopo il 10, a cui si aggiungerà la lettera identificativa.

Intel ha inoltre introdotto Dynamic Tuning 2.0, una nuova tecnica di erogazione dell’energia basata sul machine learning che usa il software in funzione all’interno del sistema operativo per regolare dinamicamente la richiesta energetica in base alle necessità dell’utente. Questo software funziona sia con Windows che Linux, ma non è chiaro se arriverà come software standalone o tramite driver.

La vera novità di questo schema di gestione energetica è che non si affida a curve energetiche predefinite create in fabbrica, ma impara dal comportamento dell’utente e regola il consumo in base al tipo di carico in funzione.

Intel abbina alle CPU Ice Lake un PCH a 14 nanometri migliorato con un FIVR (Fully Integrated Voltage Regulator) che riduce la quantità di spazio (circa il 15%) che gli OEM devono dedicare ai canali di erogazione dell’energia – ora solo cinque. Questo dovrebbe permettere di creare motherboard più piccole e così dispositivi più compatti. Il chipset integra una scheda di rete Wi-Fi 6 che però richiede un layer fisico (PHY) per funzionare, riducendo così i costi. Intel mette a disposizione un proprio modulo CNVi.

Nel corso della conferenza Intel ha inoltre annunciato il completamento della prima versione della specifica del programma di innovazione Project Athena: si parla di reattività costante della batteria, almeno 16 ore di durata della batteria in modalità riproduzione locale di video e almeno 9 ore di durata della batteria in condizioni prestazionali reali, ma anche riattivazione del sistema dalla sospensione in meno di 1 secondo.

I sistemi conformi basati su processori Intel Core di decima generazione sono previsti entro l’anno, nelle vacanze natalizie. L’azienda ha anche mostrato in anteprima alcuni dei primi modelli prodotti dai partner tra cui Acer, Dell, HP e Lenovo (Acer Swift 5, Dell XPS 13, HP Envy serie Wood da 13″ e Lenovo Yoga S940), che spaziano da modelli consumer a sistemi per business.

Per i professionisti, Intel ha presentato i processori Intel Core vPro di nona generazione, introducendo per la prima volta il processore Intel Core i9 alle aziende.

Sul fronte desktop, oltre al già annunciato Core i9-9900KS, ecco arrivare Intel Performance Maximizer, un software di overclock che ci ricorda Nvidia OC Scanner, ma per le CPU. IPM sarà disponibile gratuitamente e testerà il processore a diversi livelli di tensione e frequenza per arrivare alla massima configurazione possibile.

Intel ha inoltre annunciato 14 nuovi processori Intel Xeon E per workstation portatili e desktop. Per la prima volta i processori Intel Xeon E offrono fino a 8 core, 16 thread, frequenza Turbo di 5 GHz, Wi-Fi 6 (Gig+), memoria Optane H10 e supporto per 128 GB di memoria DDR4-2666 ECC.

Intel ha infine annunciato l’arrivo in autunno di una nuova gamma di processori Core serie X per creatori di contenuti premium. Questi processori offriranno miglioramenti di frequenza, maggiore velocità di memoria e tecnologia Intel Turbo Boost Max 3.0 aggiornata.