Tom's Hardware Italia
CPU

Intel da record, fa segnare il miglior trimestre di sempre

Nonostante le sfide sul fronte della produzione, Intel mette a segno il migliore trimestre della sua storia. L'azienda preannuncia maggiori difficoltà nei prossimi mesi, ma aumenta nuovamente la stima di fatturato per il 2018.

Intel è da record. Il produttore di microprocessori ha chiuso il terzo trimestre fiscale con un fatturato in crescita del 19% su base annua, a 19,2 miliardi di dollari. Si tratta del risultato migliore in 50 anni di storia. L’utile netto e quello operativo si sono attestati rispettivamente a 7,3 (+43%) e 6,4 miliardi di dollari (+42%), mentre il margine lordo ha raggiunto il 64,5%, con un aumento di 2,2 punti.

Un risultato che all’apparenza può stupire, ma che in realtà non deve. Se da una parte è vero che l’attuale shortage produttivo e il conseguente aumento dei prezzi delle CPU Intel, in particolare quelle consumer, sta dirottando alcuni clienti sulla rivale AMD (come dimostrato dalla trimestrale), Intel sta vendendo ogni chip che esce dai propri impianti, specie quelli ad alto margine come gli Xeon.

“Continuiamo a credere che avremo una fornitura che ci permetterà di rispettare le previsioni di fatturato per l’intero anno annunciate a luglio, superiori di 4,5 miliardi alle attese di gennaio”, aveva commentato Bob Swan, direttore finanziario e amministratore delegato a interim, annunciando l’intenzione di investire nella produzione a 14 nanometri per uscire dall’impasse.

Il CapEx (spese per capitale, le spese per i macchinari) di Intel è salito di 1,5 miliardi quest’anno rispetto alle previsioni di inizio anno, toccando il valore record di 15,5 miliardi. Per rispettare la domanda Intel ha iniziato a migrare i macchinari per la produzione a 10 nanometri verso i 14 nanometri. Una misura temporanea che dovrebbe dare frutti nei mesi a venire.

Swan ha comunque sottolineato che l’impatto dello shortage è stato limitato nel terzo trimestre, ma si è fatto più severo nel trimestre in corso. Il CEO ha anche reiterato che l’azienda produrrà chip a 10 nanometri nel 2019, con prodotti in arrivo verso la fine di quell’anno, nella stagione degli acquisti natalizi. Venkata “Murthy” Renduchintala, Chief Engineering Officer, ha piegato che le rese sarebbero alla pari con la curva d’apprendimento vista con il processo a 14 nanometri. “Mi sento più fiducioso oggi rispetto a un trimestre fa”, ha aggiunto. Intel non ha voluto invece rilasciare tempistiche sul processo a 7 nanometri, ma ha assicurato agli analisti che è in sviluppo.

A guidare i risultati record troviamo l’ambito business/server e quella che viene definita la “preferenza dei clienti per i prodotti ad alte prestazioni”, un modo criptico ma nemmeno tanto per dire che le persone amano comprare le CPU della serie K con moltiplicatore sbloccato. Non è un caso quindi che la nona generazione sia partita proprio da tre modelli K.

Client Computing Group (CCG), Data Center Group (DCG), Internet of Things Group (IOTG), Non-volatile Memory Solutions Group (NSG) e Mobileye hanno tutti fatto registrare fatturati record. Nel complesso i business legati ai dati (definiti data-centric da Intel) sono cresciuti del 22%, guidati da un passo in avanti del Data Center Group del 26% (6,1 miliardi). Anche il fatturato legato ai PC è cresciuto del 16% (10,2 miliardi), grazie al segmento commerciale e a quello gaming.

La divisione CCG ha messo a bilancio un utile operativo di 4,5 miliardi di dollari, in aumento del 26%. Il fatturato legato alle piattaforme – un indicatore delle vendite di CPU e chipset – è salito dell’11%, mentre quello di modem, prodotti casalinghi connessi e altre soluzioni di connettività ha fatto un balzo in avanti del 66%.

Le vendite di piattaforme notebook sono aumentate del 13%, mentre quelle desktop del 9%. Parlando di volumi, la piattaforma PC nel complesso ha fatto segnare un +6%. Intel ha registrato un aumento del prezzo medio della piattaforma notebook del 4%, mentre per quella desktop si è verificato un incremento del 10%. Il Data Center Group ha registrato un utile operativo di 3,1 miliardi (+37%), con un fatturato delle piattaforme datacenter in crescita del 27% sull’anno precedente.

“La domanda dei clienti più forte del previsto nel business dei PC e dei datacenter è proseguita nel terzo trimestre. Questo ci ha portato a un altro fatturato record e un altro aumento delle nostre stime per l’intero anno, che ora superano di oltre sei miliardi di dollari le aspettative di gennaio. Siamo entusiasti che in un mercato altamente competitivo i clienti continuino a scegliere Intel”, ha dichiarato Bob Swan, CEO a interim. “Per il quarto trimestre restiamo concentrati nella sfida di rispondere all’incredibile domanda di mercato per i prodotti Intel e supportare la crescita dei nostri clienti. Prevediamo che il 2018 sarà un altro anno da record per Intel”.

L’Internet of Things Group (IOTG) ha raggiunto un fatturato record di 919 milioni di dollari, in crescita del 19% su base annua, mentre quello delle memorie (NSG) ha fatto segnare un +22% (1,1 miliardi). A tal proposito bisogna aprire una parentesi su Optane. Micron ha annunciato nei giorni scorsi che comprerà la quota di Intel nella joint venture IMFT (Intel Micron Flash Technologies) e di conseguenza entrerà in pieno possesso dell’impianto di Lehi, Utah, che produce chip 3D XPoint.

Intel ha spiegato che il contratto con Micron le dà ampio accesso alla memoria fino al 2020, e questo dovrebbe darle ampio margine per mettere a punto le proprie linee produttive, dato che oltre a Micron anche la stessa Intel possiede le proprietà intellettuali sulla tecnologia.

La divisione Programmable Solutions Group (PSG), quella degli FPGA dell’ex Altera e soluzioni simili, ha registrato vendite in aumento per il 6% (496 milioni) e Mobileye, l’azienda impegnata nel settore automotive, ha toccato un fatturato di 191 milioni di dollari, un incremento di circa il 50% figlio anche di otto nuovi accordi con produttori di automobili, che portano il totale delle intese siglate quest’anno a 20.

Per il quarto trimestre la casa di Santa Clara stima un fatturato di circa 19 miliardi di dollari (+11% sull’anno passato), con un margine operativo del 33% (-0,5%) che risente oltre che della maggiore produzione di memorie anche di quella di modem per gli smartphone, iPhone in primis, un business comunque strategico per l’azienda. L’intero anno, secondo Intel, dovrebbe chiudersi con un fatturato complessivo di 71,2 miliardi di dollari, in netto aumento sui 62,8 miliardi dell’anno scorso.