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La guerra ricomincia: HD DVD vs. Blu-ray

La guerra dei supporti digitali di nuova generazione sta per entrare nel vivo. Toshiba sembra essersi avvantaggiata rispetto alla concorrente Sony, riuscendo a coinvolgere ben quattro Major cinematografiche nel suo progetto HD DVD (High Definition Digital Versatile Disc). Da tempo ormai il confronto fra le tecnologie video-digitali sembra ricordare quell’accesa competizione che negli anni ’80 mandò in pensione precocemente l’ottimo standard Betamax, per lasciare il posto al ben più scadente VHS.
Sony perse milioni di dollari nella ricerca; JVC/Panasonic, in un certo senso, festeggiarono la loro abile campagna marketing.

Ebbene, a distanza di più di ventanni si ripropone un nuovo acceso confronto: questa volta fra la cordata formata da Toshiba, Nec e Sanyo, e quella di Sony, Hitachi, Philips, Samsung, Matsushita, etc.. Entrambi gli standard, HD DVD e Blu-ray, hanno mobilitato non solo i grandi produttori hardware, ma anche le case cinematografiche. Toshiba ha trovato in New Line Cinema, Paramount Pictures, Universal Pictures, e Warner Bros dei validi alleati, che in futuro potrebbero decidere le sorti del mercato, affidandosi al loro archivio di titoli. D’altra parte, per ora, Sony ha dalla sua 20th Century Fox, la Columbia Pictures, la Metro Goldwyn Mayer e la stessa Sony Pictures.

Lo standard Blu-ray di Sony sembra essere superiore sotto il punto di vista tecnico, rispetto al HD DVD, grazie ad un potenziale di archiviazione prossimo ai 25 GB per singolo disco. Allo stesso tempo, però, Toshiba ha più volte dichiarato che non solo il suo standard è in grado di raggiungere una capacità di 20 GB per disco, quindi simile al concorrente, ma anche che i suoi supporti sono decisamente più affidabili nel tempo. Da non dimenticare poi che la tecnologia HD DVD, attualmente, permette la realizzazione di player ad un costo inferiore, tanto più che il primo lancio commerciale avverrà alla fine del 2005, in contemporanea con la distribuzione di un’intera linea di film nel nuovo formato. Secondo alcune Case cinematografiche, infatti, HD DVD è in grado di supportare una più alta qualità video, a fronte di costi piuttosto contenuti per la conversione dal master ai supporti consumer.

Il mercato sembra essere pronto ad accogliere questo ennesimo confronto fra formati diversi: i 10 miliardi di dollari all’anno di fatturato provenienti dal comparto dei DVD player ne sono la dimostrazione più evidente.

Il problema di fondo è che la cosiddetta “alta risoluzione” dei nuovi DVD sarà apprezzabile solo con gli schermi al Plasma, gli LCD di ultima generazione e i videoproiettori; i televisori normali, infatti, tranne per i modelli di fascia alta già predisposti, non permetteranno di notare particolari differenze rispetto agli attuali formati. A questo punto se i prodotti in questione vorranno affermarsi nel mass-market non potranno che seguire strategie marketing completamente diverse da quelle adottate per i supporti audio SACD e DVD-audio, considerati di nicchia, ovvero per audiofili, e supportati da cataloghi piuttosto piccoli.

Oltre al confronto in ambito video giocheranno a favore dell’una o dell’altra cordata l’eventuale successo nel comparto PC, con le versioni riscrivibili, già in fase avanzata di sviluppo.

A questo punto si inserisce, come al solito, il terzo incomodo, che è in grado di spostare in maniera consistente la bilancia dei consensi: Microsoft. Già, perché il gigante di Redmond ha pronta l’evoluzione dei suo algoritmo di compressione video, Windows Media Video, che per l’occasione è stato denominato “WMV HD” (Windows Media High Definition Video).
Quale peso nella disputa potrebbe avere questo tipo di supporto software, considerando anche il probabile successo della piattaforma Windows XP Media Center? Diciamo “abbastanza”, e godiamoci il gran finale… Bill ha già detto sì allo standard HD DVD. Vincerà Sony o Microsoft? Un altro Betamax all’orizzonte?