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Linux 3.3, il kernel che non prosciuga la batteria dei portatili

Linux 3.3 risolverà il problema dell’eccessivo consumo nei portatili; la modifica non sarà aggiunta al kernel 3.2 per mancanza di tempo. Gli utenti di Ubuntu 11.10 (Oneiric Ocelot) e 12.04 (Precise Pangolin, in arrivo ad aprile) possono però scaricare una versione rivista del sistema operativo, che contiene già la correzione.

Il problema è noto da tempo agli utenti Linux, fin dalla versione 2.6.38 del kernel. Avevamo avuto l’occasione di misurarlo anche noi con la prova di Ubuntu 11.04; all’epoca i risultati con l’autonomia furono così deludenti che non ci restò altro da fare che dichiarare Windows la scelta migliore per chi usa un portatile.

I test di autonomia fatti ai tempi di Ubuntu 11.04

Il problema sembra nascere tra un incompatibilità tra diversi BIOS (qui una lista) e il sistema operativo, riguardo alla gestione dell’interfaccia PCIe e dispositivi collegati. Il BIOS non riesce a disattivarli e perciò non ci riesce nemmeno Linux – come invece accade con Windows. Su un portatile comune questo può portare a consumi in idle maggiori e di conseguenza a un’autonomia inferiore.

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Si parla quindi di bug ASPM (Active State Power Management), riferendosi alla funzione di gestione energetica che Linux non riesce ad attivare forzatamente. I più esperti possono agire modificando manualmente alcuni file, ma non è la soluzione ideale.

Il mese scorso Matthew Garret di Red Hat ha però creato una patch di circa 60 righe che rende finalmente Linux capace di forzare l’ASPM. I tempi necessari per i test rendono impossibile l’integrazione nel kernel 3.2 e la patch di Garrett non sarà applicata fino alla versione 3.3. Chi usa Ubuntu 11.10, o sta provando la 12.04, può invece già accedere alla patch scaricandola da qui.