Storage

Perché Sony ha realizzato una serie di SSD?

Sembra che il mercato degli SSD sia una calamita per molte aziende hi-tech. Un po' tutti hanno provato, con alterne fortune, a creare prodotti che s'inseriscano in un mercato in costante crescita.

Un numero sempre maggiore di PC integra un SSD per offrire prestazioni di archiviazione elevate e un'esperienza utente migliore. I prezzi in calo e le capacità in crescita stanno inoltre portando questi prodotti in rotta di collisione con gli hard disk.

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L'ultima azienda in ordine di tempo che sembra voler mettere piede nel settore è Sony. In Giappone, il colosso meglio noto per la PS4, ha creato una serie di SSD chiamata SLW-M. Si tratta di soluzioni standard con interfaccia SATA 6 Gb/s e capacità di 240 GB (SLW-MG2) e 480 GB (SLW-MG4).

Il cuore delle unità è basato su memoria Toshiba A19 di tipo TLC (triple level cell, 3 bit per cella) e un controller Phison S10. Non c'è quindi nulla di Sony in questo prodotto, nemmeno il firmware. C'è un software di gestione chiamato Sony SSD Toolbox, ma dovrebbe trattarsi di una versione personalizzata di un software già esistente.

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Una foto dell'SSD di Sony aperto

Le prestazioni sono quelle ormai note agli appassionati, con un massimo di 560 MB/s in lettura sequenziale e un picco di 530 MB/s in scrittura sequenziale. Purtroppo non abbiamo dettagli sulle prestazioni casuali.

Viene da chiedersi perché Sony abbia realizzato questo prodotto, ma la risposta è piuttosto semplice: le costa relativamente poco e potrebbe incamerare qualche profitto. Non provarci sarebbe un delitto. Dalla sua l'azienda ha inoltre un brand riconosciuto e quindi potrebbe facilmente calamitare l'attenzione di acquirenti poco esperti rispetto a marche meno note. Al momento non è noto se Sony intenda ampliare la vendita dei propri SSD ad altri paesi.

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